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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Nel tentativo di fare chiarezza:

la fonte più aggiornata in tema di anagrafe universitaria è il sito http://cercauniversita.cineca.it Da alcune rapide interrogazioni (alla voce "Strutture - ricerca avanzata", dati aggiornati al 05.01.11) si desume che:

 

  • le università statali sono 67 (di cui 8 istituti speciali: 3 scuole superiori - SNS, S. Anna e Pavia - 3 istituti di alta formazione dottorale - SUM, IMT e SISSA - e 2 univ. per stranieri - Perugia e Siena)
  • le università non statali sono 28 (di cui 11 telematiche, ed 1 per stranieri - Reggio Calabria)

Totale "università censite dal sito cercauniversità": 95 (che purtroppo si avvicina molto al fatidico 100 di FG).

Dalle interrogazioni sulle università si ricavano anche gli indirizzi (ma solo quelli) delle varie sedi didattiche, che sono notoriamente molte di più, anche se molto diverse tra loro, poiché comprendono sia poli multicorso sia minisedi in cui si gestisce al massimo un corso di laurea magistrale. La qualificazione di "sede didattica" è fornita dagli atenei stessi, nel momento dell'inserimento dei loro corsi nella banca dati ministeriale dell'offerta formativa

 

Caro Andrea, grazie delle preziose informazioni.

I tuoi numeri mi stimolano due osservazioni:

1) il Ministro dovrebbe occuparsi dell'efficienza delle universita' statali (il che garantisce anche che quelle non statali, per rimanere sul mercato, si adeguino). O sbaglio?
Altrimenti dovremmo concludere che  la creazione atenei privati (magari telematici e/o irrilevanti sul piano della consistenza numerica o scientifica) condiziona il sistema dell'universita' pubblica ...

2) come osservava GF, l'argomento piu' credibile di Giavazzi  riguarda il fatto che sarebbe antieconomico pretendere di fare alta formazione all'ombra di ogni campanile. Ma allora dovrebbe chiedersi, per esempio, chi (e per quali motivi) ha creato ex-novo l'IMT di Lucca, ovvero un centro di alta formazione a 25 km da Pisa (dove ci sono tre istituzioni universitarie - unipi, SNS, S. Anna) e con Firenze a 50' di auto (due atenei: unifi e SUM).

Insomma: se ci sono sprechi, si dica quali sono. Le speculazioni che poggiano su numeri sballati o poco significativi non portano da nessuna parte.

Insomma: se ci sono sprechi, si dica quali sono

 

Più di qualche spunto viene offerto qui

Vengono denunciate, fra l'altro, l'anomalia incarnata dal SUM, l'arcano dell'eccellenza (Da anni, ormai, Ateneopulito denuncia la fumosa e vacua tuttologia, la furbesca sovraesposizione mediatica, l’improduttività scientifica, lo sperpero di pubblico denaro, le grottesche procedure di reclutamento del SUM), l'"espansione agraria", naturalmente a scapito di altri settori scientifico-disciplinari.

In "Lezione di Genova" viene citato anche nfA.

 

Sul livello degli atenei telematici italiani, poi, è il caso di esprimersi?

 

La coperta è sempre più corta, l'hanno inteso tutti; ma se si deve tagliare è meglio introdurre doverosi "distinguo".