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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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È vero l'opposto visto che mean(A) ≤ max(A) ... se il payoff è positivo rispetto a max, lo sarà di certo rispetto a mean

Nel caso della media, se il ritorno è incerto e la prospettiva di abbassarla mi spaventa più di quanto mi lusinghi la prospettiva di aumentarla, sceglierò di non pubblicare; con il massimo, invece, pubblicando non corro alcun rischio (pago solo il costo di pubblicare).

Credo che possiamo concordare sia sull'incertezza del ritorno che sul ragionamento (eventualmente formalizzandolo) così come credo concordiamo sul fatto che le motivazioni importanti per scrivere o non scrivere sono altre (e altre devono rimanere).

Ai fini pratici, poi, ma lo scrivo solo perché ho voglia di scriverlo, mi pare ci voglia poco per mettere le cose a posto: si può considerare la media delle migliori 10 pubblicazioni, dove 10 è un arbitrario numero scritto in base se stesso e proporzionale alla durata dell'attività di ricerca... usiamo una sorta di media, abbiamo la proprietà di monotonia, bilanciamo quantità e qualità (con un po' di clemenza nei confronti delle fesserie "a margine") e non permettiamo ad alcuno di sedersi sugli allori; certo, non lo nego, abbiamo bisogno di un'opinione esperta per stabilire quanto vale 10... ma davvero se ne può fare a meno?

accettando le citazioni come misura della preparazione di una persona le varianti fin qui proposte non mi rislvono un dubbio

immaginiamo A e B attivi da 15 anni

citazioni di A primo quinquennio 100 secondo 50 terzo 20

citazioni di B primo quinquennio 20 secondo 50 terzo 100

dovendo promuovere , assumere o quanto altro A o B tutti gli indici fin qui elaborati direbbero che sono pari

io invece , integrando l'automatismo con un mio giudizio soggettivo , preferirei B

sbaglio? Oppure gli indici automatici da soli non funzionano ( sempre ammesso che siano costruiti su misure valide : e penso sempre alle pubblicazioni di medicina con 10 coautori fra i quali sempre il "capo").

Caro Lallo, dipende per cosa usi gli indicatori bibliometrici, e come li usi. Ti faccio un esempio pratico.

Attualmente  da noi (ogni anno, per la ripartizione dei fondi d'ateneo) ciascuno viene giudicato  considerando la produzione scientifica che cade nella finestra degli ultimi 5 anni (ovvero l'attivita' recente): questo dovrebbe mitigare l'inconveniente che segnali.

Tra l'altro, il fatto di lavorare con una "finestra mobile" garantisce  che non basti fare un lavoro ottimo per vivere poi di rendita.

Certo: se questo criterio dovesse essere l'unico strumento di un'ipotetica valutazione che deve decidere se e' meglio A o B,  l'inconveniente che segnali (e molti altri) non potrebbero essere trascurati.