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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Sono totalmente d'accordo con De Nicolao: nel discorso di Giavazzi è chiaramente pretestuoso il numero 100; lui si chiede se sia utile un'università per provincia (che poi le province non sono 100, ma lasciamo perdere); è chiaro che faceva riferimento a quelle sotto il controllo pubblico, che non sono nemmeno lontanamente 100 (siamo più vicini alla metà).

Un po' come qualche settimana fa in questo stesso articolo si delirava sull'incremento del numero di corsi di laurea: un incremento che esisteva solo a causa della riforma (l'introduzione del 3+2) e che era un puro trucco contabile. Una volta che la cosa è stata segnalata nessuno a provveduto a correggere sebbene una delle tesi (c'è stato un proliferare di corsi => c'è stato un inutile spreco di risorse) veniva del tutto invalidata.

Chiudo con un'ulteriore difesa di De Nicolao: è facile confondersi nel definire i 61 atenei "pubblici", quando sono statali; dal punto di vista "tecnico" gli atenei statali sono degli enti pubblici e non degli enti statali: da qui il qui pro quo.

Poi se vogliamo tentare di aggiustare i numeri come ci piace possiamo sempre farlo: così mettiamo nel conto anche le scuole superiori e gli istituti di alta formazione (che nemmeno rilasciano lauree) e riusciamo sempre ad avere ragione. Quello che si perde è l'onestà intellettuale nel saper dire: "Ho sbagliato".

[Per capirci: sono completamente d'accordo con quanto sostiene carminat, ad esempio qui]