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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Caro Giovanni,
                    scusa se mi intrometto: le domande che poni sono interessanti, e vorrei fare qualche precisazione.

Quindi, la conclusione del Suo ragionamento è semplice: se si vuole evitare un'ope legis potenzialmente devastante, bisogna evitare un aumento dei fondi. Cioè bisogna evitare che si  riproduca quanto successo negli ultimi trent'anni. E' sicuro di volere un aumento dei fondi?

Mi sembra che la scarsita' di fondi, unitamente al passaggio a tappe forzate verso le due fasce, rischino di creare un blocco per le nuove leve privilegiando piuttosto dinamiche non dissimili da quelle viste negli anni che rievochi (ope legis). Questo era uno dei motivi per cui, personalmente, avrei auspicato che il DDL non diventasse legge.

Tu stesso (nell'altro post) condividi l'opinione che le probabilita' che la riforma abbia successo sono piuttosto basse (10%?); del resto se, nella zona grigia del (lungo?) periodo di transizione, la legge dovesse generare altre promozioni incontrollate essa renderebbe la situazione ancora peggiore di quella attuale. Non mi sembra un buon affare ...

Inoltre i fondi possono essere aumentati in molti modi. Per esempio si potrebbe aumentare l'ammontare previsto per i PRIN (che attualmente e' di circa 90 milioni di euro, molto meno della meta' dei fondi destinati alle scuole private, tanto per avere un termine di confronto). Si potrebbero aumentare (o, perlomeno, non diminuire) i fondi per le borse di studio. E anche la valutazione richiede investimenti (investimenti ripagati, se vien fatta bene).

Per contro, se si voglion far tagli, questi devono essere mirati. Ma, di tagli mirati, finora, nemmeno l'ombra.

 

[...] In effetti la CRUI ha appoggiato la riforma, anche se non all'unanimità. Negli ultimi mesi, alcuni rettori si sono dissociati a seguito  della protesta dei ricercatori e degli  studenti.[...]

Confermo. Segnalo questo cambiamento e' anche dovuto al fatto che rettori di nomina recente (p.es. Augello a Pisa) sono stati eletti in quanto avevano posizioni critiche verso la riforma (nell'elezione di Augello il voto dei ricercatori e' stato determinante).

Non so quale sia l'atteggiamento della maggioranza dei professori ordinari.

Ordinari=baroni? :)

Molti si sono schierati con i ricercatori (a Pisa 3-4 facoltà hanno  approvato ordini del giorno in tal senso all'unanimità).

Vero. Ma Pisa e' soltanto picciola parte del sistema universitario.

Un piccolo numero di professori di area PDL ha fatto circolare un documento di sostegno alla riforma,

(firmata da diversi professori ordinari pappa-e-ciccia con la politica)

e ci sono state prese di posizioni isolate sui giornali (in particolare l'odiato Giavazzi). In pubblico, si tratta di minoranze. E' possibile che la maggioranza sia favorevole alla riforma senza avere il coraggio di esprimersi.

Isolate? Minoranze?

C'e' un sottointeso nel tuo ragionamento che non condivido affatto: presenti sempre la legge Gelmini come se fosse una questione di "prendere o lasciare" (come ha fatto il Governo ultimamente). O con noi, o contro di noi. Pensavo che i tempi dello scontro tra il Bene e il Male fossero acqua passata, ma forse mi sbagliavo :)

Vorrei ricordarti che ci sono stati tentativi di critica costruttiva (io conosco piu' da vicino quello di Procesi, con UNIVERSITAS FUTURA) che non hanno ricevuto pressoche' alcuna attenzione. Anzi: mi sembra che la legge abbia bivaccato stancamente per due anni tra Camera e Senato (c'erano sempre cose piu' importanti da discutere ...) salvo poi ripartire e, dopo alcuni frettolosi passaggi parlamentari, tagliare in maniera sgangherata il traguardo.

Come finira' la vicenda? io temo il seguente scenario: il Governo terminera' prima che il Ministro riesca ad emanare regolamenti e decreti attuativi (del resto perfino la stessa legge Moratti ha decreti che risultano missing in action, e la Gelmini non e' certo un fulmine di guerra); di conseguenza la riforma epocale sara' semplicemente l'ennesimo pastrocchio all'italiana (per la felicita' di coloro che su questi pastrocchi ingrassano).

Sono troppo pessimista?

Sono troppo pessimista?

No, Secondo me le probabilità dello scenario peggiore (ANVUR toothless, idoneità  a gogo, promozioni in massa defli interni, pochissimi posti per le nuove leve = ricercatori a TD e/o senza fondi per la stabilizzazione dopo  sei anni) è superiore al 70% - forse vicina al 90%.

Ma tale probabilità è  stata notevolmente aumentata dalle modifiche della Gelmini (in particolare l'emendamento Valditara sui fondi  per chiamate di associato). La legge originaria era sicuramente perfettibile, ma il processo legislativo l'ha peggiorata non migliorata. Qualsiasi altra modifica (in particolare le proposte dei ricercatori) sarebbe stata ulteriormente peggiorativa. Quindi, meglio approvarla turandosi il naso piuttosto che non approvarla o aspettare un altro passaggio  parlamentare

Comunque a questo punto mi sembra futile continuare a discutere su quello che avrebbe potuto essere approvato. La legge è  questa e ce la teniamo

A proposito di Legge Moratti (che era peggio). Il comportamento di Mussi/Modica ha sfiorato l'incostituzionale. Hanno scientemente omesso di presentare i decreti  attuativi di una legge dello  stato. In uno stato di diritto, un nuovo governo può cambiare le leggi del precedente se non gli piacciono, ma non non applicarle.

A proposito di fondi, lancio una proposta: invece di promozioni interne, si destinino i fondi ad un aumento del PRIN, con alcune modifiche delle procedure

a) 2/3 dei referee stranieri (c'è qualcosa nella Gelmini, non ho voglia di controllare) rigoroso controllo ex post - chi non pubblica è escluso per dieci anni

b) accesso  libero dei ricercatori a tutte le posizioni, anche di coordinatore nazionale

c) totale flessibilità nelle collaborazioni con istituzioni nazionali, anche private ed estere

d) possibilità di prevedere il pagamento di indennità extra ai coordinatori, molto consistenti (ciciamo fino a 2000 euro al mese) e, almeno in parte, inversamente proporzionali al salario di  base. In questo modo un ricercatore potrebbe avere uno stipendio da ordinario, ma solo per la durata del progetto

 

No, Secondo me le probabilità dello scenario peggiore (ANVUR toothless, idoneità  a gogo, promozioni in massa defli interni, pochissimi posti per le nuove leve = ricercatori a TD e/o senza fondi per la stabilizzazione dopo  sei anni) è superiore al 70% - forse vicina al 90%.

Fin qui siamo d'accordo.

Ma tale probabilità è  stata notevolmente aumentata dalle modifiche della Gelmini (in particolare l'emendamento Valditara sui fondi  per chiamate di associato).

Valditara o Frassinetti? Mi sembra di ricordare che i fondi per i famosi 9000 posti riservati per "stabilizzare i ricercatori" (sic!) era rivendicata dalla Frassinetti (ma non posso escludere che ci fosse anche lo zampino di Lord Darth Valditara).

La legge originaria era sicuramente perfettibile, ma il processo legislativo l'ha peggiorata non migliorata. Qualsiasi altra modifica (in particolare le proposte dei ricercatori) sarebbe stata ulteriormente peggiorativa. Quindi, meglio approvarla turandosi il naso piuttosto che non approvarla o aspettare un altro passaggio  parlamentare

Sia la legge originaria che l'attuale sono fortemente reticenti su un punto non secondario: come gestire la transizione.

Comunque a questo punto mi sembra futile continuare a discutere su quello che avrebbe potuto essere approvato. La legge è  questa e ce la teniamo

Non sarei cosi' pessimista: nuovo governo può cambiare le leggi del precedente se non gli piacciono :)

A proposito di Legge Moratti (che era peggio). Il comportamento di Mussi/Modica ha sfiorato l'incostituzionale. Hanno scientemente omesso di presentare i decreti  attuativi di una legge dello  stato. In uno stato di diritto, un nuovo governo può cambiare le leggi del precedente se non gli piacciono, ma non non applicarle.

Sono d'accordo. Pero' non e' che a Mussi/Modica bisognerebbe aggiungere "Gelmini"?

A proposito di fondi, lancio una proposta: invece di promozioni interne, si destinino i fondi ad un aumento del PRIN, con alcune modifiche delle procedure

a) 2/3 dei referee stranieri (c'è qualcosa nella Gelmini, non ho voglia di controllare) rigoroso controllo ex post - chi non pubblica è escluso per dieci anni

b) accesso  libero dei ricercatori a tutte le posizioni, anche di coordinatore nazionale

c) totale flessibilità nelle collaborazioni con istituzioni nazionali, anche private ed estere

d) possibilità di prevedere il pagamento di indennità extra ai coordinatori, molto consistenti (ciciamo fino a 2000 euro al mese) e, almeno in parte, inversamente proporzionali al salario di  base. In questo modo un ricercatore potrebbe avere uno stipendio da ordinario, ma solo per la durata del progetto

Nel complesso mi sembra una buona proposta (ma non so quanto realistica).