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Due idee per Mariastella e chi verrà dopo di lei

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Caro De Nicolao, non posso che appoggiare in pieno quanto da lei scritto.

Sinceramente non riesco a capire perché MB abbia tanta difficoltà a comprendere che si stanno continuamente truccando i numeri per sostenere le proprie opinioni; quello di Giavazzi è l'errore più grave (100 Università?!?!?!) perché viene da una persona autorevole da cui ci si aspetta il meglio.

Viceversa il ministro Gelimini, invece, applica continuamente la tecnica delle true lies (bugie vere: omaggio al film) con cui è riuscita (e me ne complimento) a prendere in giro anche i redattori di NfA che sono caduti nella trappola della proliferazione dei corsi (che semplicemente non è mai avvenuta). La tecnica è quella di prendere un dato statistico vero e di decontestualizzarlo per sparare numeri roboanti che facciano impressione sul pubblico; appartiene a questo caso:

  • l'aumento del numero dei corsi di studio: è vero, c'è stato un aumento, ma è totalmente dovuto alla riforma del 3+2 che ha sdoppiato il 70% dei corsi di laurea pre esistenti
  • del numero di studenti per corso di studio: è vero, esistono corsi di studio con 1 studente, ma costano 0 euro all'anno: sono i corsi-zombi pre-riforma 3+2 con uno studente fuori corso da 10 anni cui non toccano corsi, ma solo esami.
  • tutto sommato anche dire che ci sono 100 università in Italia è una bugia vera: è vera perché ce ne sono circa 100; ma è una bugia perché una trentina sono private (vogliamo approvare un provvedimento dirigista per chiuderle tutte) e 6 non rilasciano lauree.

Da notare che ovviamente la riforma Gelmini non fa assolutamente per modificare alcuno dei 3 aspetti citati: si tratta di pura propaganda politica in cui gli articolisti sono cascati. Ammetterlo sarebbe di buon gusto.

E allora tutta la retorica sulla morte dell'università pubblica, la fine della ricerca etc. spacciata dal Movimento 29 Aprile?

Ma fatemi il paicere. Siete in malafede. Vi attaccate a pagliuzze di un commentatore indipendente per non vedere le travi nei vostri occhi. E tutto per difendere l'indifendibile  - l'atteggiamento corporativo dei docenti universitari.