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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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La questione tocca anche il tema delle scienze cognitive e del "libero arbitrio", già discusso anche in altri post.

Mi pare che negli Stati Uniti il dibattito sia già forte mentre in Italia non si fa parola. Semplificando brutalmente, il libero arbitrio non esiste secondo le scienze cognitive, e ciò comporta un problema giuridico riguardo la responsabilità di una certa azione. Come ben spiegato da Michael Gazzaniga (in "La mente etica") una possibile soluzione riguarda la certezza delle regole e della pena, così che l'esempio delle conseguenze di un comportamento contrario alle regole costituisca una inibizione mentale (una deterrenza) a comportamenti socialmente non accettati.

 

Mi pare che negli Stati Uniti il dibattito sia già forte mentre in Italia non si fa parola. Semplificando brutalmente, il libero arbitrio non esiste secondo le scienze cognitive, e ciò comporta un problema giuridico riguardo la responsabilità di una certa azione. Come ben spiegato da Michael Gazzaniga (in "La mente etica") una possibile soluzione riguarda la certezza delle regole e della pena, così che l'esempio delle conseguenze di un comportamento contrario alle regole costituisca una inibizione mentale (una deterrenza) a comportamenti socialmente non accettati.

Piu' che "socialmente non accettati" direi "che ledono concretamente i diritti di altri" (comportamenti non accettati perche' semplicemente offensivi non andrebbero colpiti, dato che l'offensivita' e' troppo soggettiva).

Inoltre, la deterrenza e' solo uno dei due elementi da considerare, l'altro essendo il beneficio di togliere dalla circolazione chi ha dimostrato di essere pericoloso.

Che il libero arbitrio esista davvero o sia un'illusione e' del tutto irrilevante a fini pratici.