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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

30 commenti (espandi tutti)

Sono perplesso della qualita` degli articoli che sto leggendo ultimamente su questo blog. Capisco che si tratta pur sempre di un hobby e che non meritate altro che ammirazione per il tempo che impiegate in questo progetto, ma un articolo cosi` approssimativo e superficiale, dove si mette insieme di tutto,  non lo condivido.

Dimmi in cosa sono stato superficiale,  e perché non lo condividi.

Se mi dici dove sbaglio posso migliorare, se vieni mi guardi negli occhi e mi dici: "mi hai deluso" e volti le spalle non so davvero cosa fare...

 

Bè, con tutto il rispetto, ma se riduce il pensiero cristiano cattolico ad una favoletta sul perdonismo che in realtà maschera la volontà di fare pubblicità ad associazioni religiose assistenziali, non può lamentarsi se le danno del superficiale.

Naturalmente mi risponderà che non era quello che intendeva dire, però l'intento polemico del titolo che ha scelto, parla piuttosto chiaro.

Diciamo perlomeno che questo passaggio, mi sembra un po' un attacco gratuito e scomposto (e verso chi?), ma sarei felice di essere smentito... o vuole veramente dirmi che se abbiamo un sistema carcerario indegno di un paese civile (ammesso e non concesso che l'Italia lo sia pienamente) è colpa del fatto che gli italiani sono tutti baciapile.

Ovviamente Michele, tu prendi le difese del corno cattolico, qualcun altro, di sinistra, mi dira' che non e' colpa della cultura socialista.

No perche' mi spiego. Quando pensiamo all'Italia e alle sue cose illustri e commendevoli in genere i cattolici si impancano che tutto eh, ma davvero tutto derivi dalla cultura religiosa poi magari maldestramente secolarizzata; l'arte, il nostro petrolio? Tutta committenza religiosa. Il nostro essere brava gente, non come i tedeschi? La mentalita' cattolica. Il concetto di persona su cui sono derivati i diritti umani? Ma e' cristianesimo per Dio, come non vederlo. Cosi' sicuri che la civilta' nostra non sia che un precipitato del cristianesimo tanto da innescare una infantile e sterile polemichetta per vedere le radici cristiane dell'Europa riconosciute addirittura nella costituzione europea. 

Allora uno prende in parola tutta questa fede nella capillare influenza del cristianesimo e dice, ma forse anche alcuni aspetti negativi del nostro modo di intendere, per esempio la pena e la colpa, derivano forse dal cristianesimo? No, quelli no perche' non vendono bene.

Allora, siccome non mi voglio nascondere dico questo. Io ritengo precisamente che la cultura cattolica con le sue idee di Provvidenza, espiazione, confessione, con la sua gerarchia e i taboo e le idee false e dannose che diffonde, nonche' con la sua paura della scienza, produca idee, atteggiamenti e cultura che sono dannosi e i cui effetti, fra l'altro si vedono nel come si trattano questioni come quelle della colpa.

Il bello e' che i liberisti cattolici fanno lo stesso mio gioco con il socialismo, mettendo in luce i limiti che una dottrina politica, il socialismo appunto, ha prodotto nella mentalita' comune di operai e lavoratori o nell'atteggiamento di paternalismo che ha indotto nel rapporto stato/cittadini. Per il socialimo i liberisti cattolici vedono le cose molto chiaramente: gli effetti sono stati nefasti e giustamente criticano gli esiti di quell'ideologia...e badate bene che parliamo di una ideologia politica relativamente recente e che solo per un lasso di tempo molto breve ha avuto un potere ideologico o materiale o culturale quale quello della Chiesa Cattolica, che ha invece arato e seminato la nostra cultura molto di piu' del socialismo. Pero' bastonare cavalli morti, come il socialismo, va sempre bene...e nessuno si sogna di impuntarsi, invece siccome la chiesa cattolica, e la sua ideologia, son ben viva, allora ci tocca, quando si parla di effetti nefasti del cattolicesimo, essere sempre piu' precisini.

A proposito.

Mi dica esattamente dove ho sostenuto che il pensiero cristiano-cattolico si riduce solo a una favoletta, come scrive lei.

Io non capisco, ma quando legge lei segue le righe scritte, o come in quei giochini ottici in 3D fissa punti indefiniti della pagina sperando poi dopo qualche minuto appaia quello che le hanno detto o ha pensato dovra' apparire ?

No, perche' sono stufo di leggere cose che non ho manco mai pensato...

Tra l'altro guarda Mattia, io nell'articolo manco l'ho detto, ma la parte sulla diseducazione prodotta dagli indulti/amnistie mi è stata suggerita da un amico carabiniere che ha vissuto esattamente la scena che descrivo: lui che rimane in ufficio per compilare scartoffie mentre il fermato se ne torna a casa tranquillamente. Questo crea demotivazione reale fra chi compie il mestiere di poliziotto, altro che storie...

Ma che c' entra questo problema con un provvedimento il cui scopo era quello di alleggerire il lavoro dei magistrati e che rendesse quasi automatico per un detenuto trascorrere  l'ultimo anno o due agli ARRESTI domiciliari? Non capisco. In ogni caso il provvedimento approvato e` stato svuotato di ogni sua utilita` perche` i magistrati non hanno il tempo di vagliare caso per caso se il detenuto puo` passare ai domiciliari o meno e per mettersi al sicuro negheranno il consenso.

Mi sembra banale anche scriverlo, ma penso siamo tutti d'accordo che quello che conta e` la certezza della pena, non il numero di anni che si passano in carcere. Il problema e` che in Italia ci si puo` permettere di truffare la gente a ripetizione , per anni senza rischiare NULLA, altro che domiciliari. Magari tutti i truffatori finissero ai domiciliari. Il problema e` che se un cliente non ti paga una fattura, quei soldi li hai persi, perche` a meno che non si tratti di svariate decine di migliaia di euro, non conviene neanche rimetterci altri soldi per intentare una causa e sperare di recuperare qualcosa fra dieci anni. Il problema e` che un professionista affermato (senza problemi economici), puo` decidere di non voler contribuire in alcun modo alle spese del condominio, cosi` per sfregio, e non contribuire senza che gli altri condomini possano fare niente se non pagare anche per lui. Il problema e` che un presidente di regione puo` candidarsi alle elezioni regionali e vincerle nonostante abbia presentato dei documenti FALSI, seppure inconsapevolemente(a voler essere ipergarantisti).

Queste sono le cose che rendono il nostro sistema inutile come deterrente, per certi tipi di reato.

Poi la storia che basta costruire nuove carceri per risolvere il problema dell ' affollamento, va bene nelle discussioni salottiere di Porta a Porta o Domenica In. Attualmente il personale di polizia penintenziaria e` sotto organico di migliaia di unita` e lavorano in condizioni molto difficili. Anche se le carceri ci fossero non ci sarebbe il personale.

Inoltre va ricordato che lo Stato tenendo un detenuto in queste condizioni commette un REATO come una recente decisione della Corte Europea ha evidenziato. Se poi consideriamo che il 50 % dei detenuti e` in attesa di giudizio, e che il 50 % di questi (le percentuali non sono esatte ma l'ordine di grandezza e` questo) sara` giudicata non colpevole mi sembra ovvio che dovremmo concentrare la nostra attenzione su altri aspetti piuttosto che scagliarci contro un provvedimento il cui unico scopo era in origine quello di evitare qualche suicidio. Come se per avere una societa` piu` sicura bastasse tenere la gente in cella.

Sarebbero queste le critiche all'articolo? Brevemente:

- conta non solo la certezza della pena, ma certezza di una pena ADEGUATA. Il provvedimento menzionato nel post aumenta la certezza di una pena bassa, creando incentivi perversi

- occorre aumentare il numero delle carceri e del loro personale. Un carcere vuoto serve a niente, non credo che chi auspichi la costruzione di carceri non voglia metterci del personale dentro. 

 

La pena  e` adeguata se serve come deterrente o ha lo scopo di evitare che il colpevole delinqua di nuovo. Un anno in carcere o un anno ai domiciliari cambia davvero l'efficacia della pena? Un assassino che uscira` dal carcere il 31 dicembre 2011, e che si manda ai domiciliari un anno prima e` davvero un pericolo maggiore per la societa`. Nel peggiore dei casi scappera` dai domiciliari e ammazzera` un' altra persona, ma dubito che un altro anno di carcere lo avrebbe reso miracolosamente una bravo cittadino.

Tu riesci a farmi un esempio di reato per cui un provvedimento del genere puo` minare l'efficacia della pena come deterrente?

Tu riesci a farmi un esempio di reato per cui un provvedimento del genere puo` minare l'efficacia della pena come deterrente?

Qualunque reato per il quale e' previsto il carcere, essenzialmente. Un potenziale criminale non e' un fesso. Se i governi usano sistematicamente indulti, amnistie e provvedimenti (come questo) equivalenti per risolvere in fretta un problema di sovraffollamento delle carceri, il suddetto potenziale criminale capisce che probabilmente ne beneficiera' anche lui o lei a un certo punto. Oppure anticipa che le forze dell'ordine si sbatteranno di meno, per i motivi che illustra Marco nel post e in un suo commento. Tutto questo diminuisce la pena attesa, ergo incoraggia il crimine ovvero indebolisce l'effetto deterrente della pena.

Credo che il senso del post di Marco sia essenzialmente questo. Se poi la causa sia la cultura cattolica oppure l'incapacita' della nostra classe dirigente (a sua volta prodotto di meccanismi elettorali che non funzionano come dovrebbero) e' materia per la discussione (e io in questa discussione propendo per la seconda spiegazione), ma gli effetti mi sembrano abbastanza chiari.

Il mio senso comune mi dice che scontare l'ultimo anno in carcere o ai domiciliari sposta poco in termini di deterrenza.  In Italia molti criminali sono sicuri di non scontare alcuna pena. Alcuni reati non vengono perseguiti neanche perche` non ci sono le risorse e i processi non si fanno proprio. E non sto parlando di cose da niente. Anche il furto di autovetture finisce in un niente di fatto se l'accusato non ha dietro un' organizzazione criminale che possa configurare un reato piu` grave del furto. Forse mi sbaglio ma e` questo il punto. Il pensiero tipo del criminale incallito non e` "tanto probabilmente fra un anno mi fanno un indultino ed esco dal carcere 12 mesi prima". Il pensiero tipo e` "tanto non mi fanno niente" o peggio ancora "tanto non mi possono fare niente". E quali sono le cause di una situazione del genere? Certamente non gli indulti o provvedimenti come questo che semplicemente estendono l'uso di pene alternative per diminuire la popolazione carceraria. Ovviamente un provvedimento del genere sarebbe sconsiderato se non fosse motivato dalla situazione in cui versano le carceri, e sarebbe piu` sensato se accompagnato da altre misure che vadano a risolvere il problema veramente. Ma su questo penso nessuno possa dissentire.   

 

 

 

dubito che un altro anno di carcere lo avrebbe reso miracolosamente una bravo cittadino.

 

Il punto è che il delinquente non deve fare quell'anno in più di carcere per diventare miracolosamente un bravo cittadino... deve farlo perchè deve pagare per le sue colpe. Se ti poni da questo punto di vista, ti risulta illogico uno sconto anche solo di un giorno.

Che sia colpa del cattolicesimo o che sia colpa del socialismo, in Italia una certa porzione (consistente) di opinione pubblica ha la tendenza a sopravvalutare la funzione rieducativa della pena, rispetto alla sua funzione afflittiva. E' vero che nella nostra costituzione è scritto che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato... la nostra costituzione, tuttavia, è molto, molto sopravvalutata...

Per il resto, non credo che tu abbia torto. Non ho approfondito più di tanto, ma questa norma sembra in effetti l'ennesimo adempimento burocratico ed inutile. Con ogni probabilità i magistrati saranno sommersi di richieste (la legge è scritta male e non si capisce se la magistratura debba intervenire d'ufficio, tuttavia, essendo ciò impensabile per ovvi motivi, si agirà su impulso del detenuto) e nel dubbio rigetteranno le istanze.

E' vero, poi, che questa legge è nata per evitare le bacchettate della UE e quindi il Papa e Marx c'entrano pochino...

E' vero, poi, che questa legge è nata per evitare le bacchettate della UE

Sorry, a che "bacchettate" ti riferisici?

Periodicamente vengono stilati dei rapporti sulle condizioni di vita dei detenuti nei paesi europei, dai quali usciamo sempre male. Inoltre ci sono state nel corso degli anni diverse condanne del nostro paese al risarcimento del danno, su istanza del singolo detenuto.

Puoi farti un'idea della situazione esistente nello scorso anno da qui:

http://www.governo.it/Presidenza/CONTENZIOSO/contenzioso_europeo/relazio...

Scarica il capitolo n. 2 ( Analisi del contenzioso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo ).

Nel sito dei radicali sicuramente troverai più materiale.

 

Ok. Grazie per il chiarimento e per il link, ;-).

Poi la storia che basta costruire nuove carceri per risolvere il problema dell ' affollamento, va bene nelle discussioni salottiere di Porta a Porta o Domenica In. Attualmente il personale di polizia penintenziaria e` sotto organico di migliaia di unita` e lavorano in condizioni molto difficili. Anche se le carceri ci fossero non ci sarebbe il personale.

Non sono d'accordo con questa tua tesi.  Ora non ho tempo di vedere i numeri di oggi, ma a me risulta che in Italia i secondini sono in numero circa uguale ai detenuti, mentre di norma in altri Paesi il numero di detenuti e' 3-4 volte superiore al numero dei secondini.  Cio' accade a causa dell'ordinaria disorganizzazione dello Stato italiano, e per la tradizione disonesta sempre dello Stato italiano di assumere troppi dipendenti pubblici, pagati poco, per massimizzare il consenso elettorale del ministro del momento.

Per quello che risulta a me pertanto il numero dei secondini non costituisce per nulla una limitazione al numero dei detenuti.  Il numero dei detenuti e' limitato dall'incompetenza e dalla disorganizzazione dello Stato italiano, e dalla disonesta' dei politici che lo amministrano, che evidentemente ritengono di guadagnare piu' voti assumendo secondini malpagati rispetto a costruire nuovi carceri, che sono fortemente necessarie anche per garantire condizioni meno indecenti di carcerazione rispetto a quelle di sempre.  Perfino la Baraldini ha affermato di essersi trovata molto meglio nelle strutture carcerarie USA rispetti a quelle italiane, sovraffollate, di pessima qualita' e afflitte da regolamenti stupidi e inutilmente afflittivi.

Puo` darsi che una riforma complessiva del sistema carcerario riduca il fabbisogno di personale, ma per come stanno le cose attualmente il personale e` sotto organico. Non stiamo parlando di guardie forestali assunte a decine di migliaia a scopi elettorali.

l numero dei detenuti e' limitato dall'incompetenza e dalla disorganizzazione dello Stato italiano, e dalla disonesta' dei politici che lo amministrano, che evidentemente ritengono di guadagnare piu' voti assumendo secondini malpagati rispetto a costruire nuovi carceri, che sono fortemente necessarie anche per garantire condizioni meno indecenti di carcerazione rispetto a quelle di sempre.

Andando un pò OT, ho visto oggi un articolo sul numero dei dipendenti statali italiani, e con mia grande sopresa non sono questo granchè: il 14% degli occupati (sotto la media UE), e andando a verificare personalmente ho ricavato che nel 2003 erano il 16% mentre nel 2006 il 15%.

Lei afferma anche che la disonestà della politica italiana, mette in moto un meccanismo che dovrebbe portare ad un elevato numero di dipendenti statali, sebbene mal pagati. Ora potrà essere vero per i secondini, ma pare falso per la PA intera.

L'aritcolo è questo: http://www.tempi.it/esteri/009065-la-grossa-grassa-cuccagna-finita

 

ho visto oggi un articolo sul numero dei dipendenti statali italiani, e con mia grande sopresa non sono questo granchè: il 14% degli occupati (sotto la media UE), e andando a verificare personalmente ho ricavato che nel 2003 erano il 16% mentre nel 2006 il 15%.

Lei afferma anche che la disonestà della politica italiana, mette in moto un meccanismo che dovrebbe portare ad un elevato numero di dipendenti statali, sebbene mal pagati. Ora potrà essere vero per i secondini, ma pare falso per la PA intera.

L'aritcolo è questo: http://www.tempi.it/esteri/009065-la-grossa-grassa-cuccagna-finita

Ti basta veramente troppo poco per arrivare alle conclusioni che ti piacciono.  Il problema del settore pubblico italiano non e' puramente nei numeri ma nei servizi ottenuti a fronte della spesa sostenuta.

Ci sono molti settori, credo tutti, del settore pubblico italiano che funzionano con risultati che l'Economist giustamente definisce "miserabili".  Per esempio, la spesa che ogni cittadino italiano in media paga per la giustizia e' simile a quella pagata da un tedesco, da un francese, da un inglese, ma mentre i primi hanno una giustizia decente al livello dei Paesi avanzati e civili, gli italiani hanno una giustizia da terzo mondo, piu' o meno al livello del Kossovo e del Ghana per esempio nel settore deglla giustizia civile.

La giustizia e' forse il caso piu' patologico del sistema Italia, ma se ci spostiamo alla scuola elementare paghiamo piu' della media europea e abbiamo tra i peggiori risultati.  Anche l'universita', in rapporto al numero dei laureati in ogni anno gli italiani pagano una cifra ai vertici mondiali, e la qualita' media dei laureati come misurata nei confronti internazionali e' mediocre.

Dei politici infine e' meglio tacere, sono pagati ai vertici mondiali e sono tra i piu' corrotti, analfabeti e incompetenti del mondo.  Perfino i costi del presidente della Repubblica e dei giudici costituzionali sono ai vertici mondiali, a fronte di un'utilita' molto discutibile, visto che non fanno altro che difendere lo Stato che li ricopre d'oro, senza preoccuparsi decentemente del normale cittadino come invece sanno fare i vertici politici e giudiziari dei Paesi civili e avanzati.

Come se per avere una societa` piu` sicura bastasse tenere la gente in cella.

A questo punto cerchiamo di risparmiare anche sulla fase giudiziaria, se le forze dell'ordine che si fanno un mazzo così acchiappano qualcuno che commette un reato, se questo poi praticamente in cella ci sta poco e niente, allora NON MANDIAMOLO NEANCHE DAL GIUDICE, abbassiamo i costi, non disturbiamo testimoni, etc, etc, .... anzi, ora che ci penso distruggo un paio di auto mettendo nella merda i proprietari e inguaiarli finanziariamente ..... e speriamo che arrivi in fretta un carabiniere, così gli chiedo un passaggio per tornare a casa.

BUONANOTTE ITALIA!!!

 

Gia' che ci sei, mentre rispondi alla domanda di Marco, dimmi anche gli altri articoli che ti sono piaciuti poco. Anche per email, se non lo vuoi fare qui.

Non voglio mettermi a fare l'elenco degli articoli che mi hanno convinto poco, anche perche`, sebbene non scriva per professione, so benissimo quanta fatica costa mettere insieme qualche riga e cercare di esporre sinteticamente e chiaramente certe idee o concetti (pensate che talvolta mi astengo dal commentare perche` so che non avrei, dopo 8 ore di lavoro, la forza di scrivere qualcosa che valga la pena di essere letta). La mia era solo un' osservazione da lettore e mi sono permesso di farla perche` mi e` sembrato che questo articolo fosse davvero troppo lontanto da quello che mi aspettavo. Sembra che per l'autore la pena sia solo il carcere, che le pene alternative equivalgano ad una sentenza di assoluzione e il non tollerare che la gente viva in carceri disumane sia  perdonismo. Inoltre ho avuto l'impressione che l'articolo si basasse solo sulle informazioni estrapolate dall'articolo di Travaglio e che l'autore non si fosse preso la briga di andare a vedere l'iter delle provvedimento in parlamento e il suo esatto contenuto.

Come vuoi, comunque questo tipo di critica ci interessa. Se c'e' un calo nella qualita' possiamo provare a correggere, eventualmente pubblicando meno. 

All'inizio sul blog si pubblicavano meno articoli ed erano tutti, almeno a parer mio, worth reading. Oggi la situazione e` un po` diversa, anche perche` credo che i lettori siano aumentati (grazie a Caterpillar, il libro su Tremonti etc...), ma si tratta di una scelta editoriale che spetta a voi. Dovete scegliere tra "Il Foglio" e il "Corriere della Sera", riferendomi solo al numero di pagine ovviamente. :-)

Come vuoi, comunque questo tipo di critica ci interessa. Se c'e' un calo nella qualita' possiamo provare a correggere, eventualmente pubblicando meno. 

Non sono d'accordo. A prescindere dalla soggettività di ogni valutazione, quand'anche un articolo non rispondesse al massimo agli standard  del blog, il tiro si aggiusta man mano che si commenta ed inizia lo scambio di opinioni. Un articolo per quanto accuratamente scritto per essere pubblicato su un blog, sarebbe impensabile fosse un vero e proprio paper. Diversamente il mestiere dei redattori sarebbe quello di blogger. Per quanto mi riguarda, avanti così.

Chiaramente deve esserci una soglia di qualità anche in articoli che servono solo a sollecitare il dibattito, credo che anche se ogni tanto questa qualità si abbassa leggermente (e non credo sia il caso di questo articolo, BTW), non mi pare siamo scesi così in basso. Però una segnalazione negativa è rilevante, perché per un lettore che segnala in commento ne esistono 200 o più che non lo fanno. Insomma, è importante tastare il polso dei lettori, per cui grazie per qualsiasi opinione espressa. 

Spero di non aver fatto la figura del  Brunetta di turno e se l'ho fatta non era mia intenzione.

http://www.abruzzo24ore.tv/news/E-il-ministro-scrisse-al-prefetto-pranzo...

Spero di non aver fatto la figura del  Brunetta di turno e se l'ho fatta non era mia intenzione.

No Mattia non polemizzavo, tanto che la mia replica è postata dopo il commento di Andrea. Segnalare un articolo ce non piace, non si condivide o si ritiene non all'altezza dello standar del sito non è un delitto. Va tenuto conto però del contesto nel senso che in questo blog la profondità della trattazione la ricavi dal post e dai commenti. Il post, a mia opinione conteneva gli spunti di riflessione utili ed infatti, la discussione si è accesa.

Sono d'accordo con Luzo48,

la qualità è importante, ma bisogna anche valutare la qualità delle critiche, in Italia abbiano delle culture preponderanti che ha evidenziato Marco Boninu nell'articolo,  se dovessero  essere pesate inopportunamente delle critiche che hanno per esempio prevalenti motivazioni ideologiche  allora non dovreste quasi mai scrivere.

Sembra che per l'autore la pena sia solo il carcere, che le pene alternative equivalgano ad una sentenza di assoluzione e il non tollerare che la gente viva in carceri disumane sia  perdonismo.

Sembra male, anzi malissimo. Le carceri italiane, e di quello che ne leggo mi fanno spavento, e il sistema delle pene alternative sono credibili se sono appunto alternative a una pena, non se ne sono una pallida imitazione solo perche' uno stato in bancarotta non riesce a programmare in anni e anni uno straccio di politica edilizia carceraria.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Perche' vedi Mattia, il punto e' questo. In linea di principio io posso pure accettare che per ridurre la densita' della popolazione carceraria io faccia un tana liberi tutti. Pero' se questi trucchetti sono troppo frequenti, non risolvono il problema nel medio periodo, non si accompagnano a misure strutturali per risolvere il problema, io comincio a pensare di non vivere in un paese civile. Tutto qui.

Sulla documentazione. Ho fatto delle riflessioni mie personali, motivate dall'esperienza personale e per i dati ho rimandato al post di Giulio (ti "impressionera' " saperlo ma ho fatto volontariato in case famiglie della caritas dove i detenuti scontavano la pena alternativa e ci ho pure dormito con loro, facendo campi scuola che mi pagavo da solo a Luglio invece di andarmene al mare...mi rompe un sacco dire i cazzi miei, ma siccome sei l'ultimo di una fila di gente che mi scrive per dirmi che sono diventato fascista, giustizialista classista, di destra ecc ecc mi difendo). Vabbe' discorso chiuso, anche tu cosa puoi saperne di chi sono io, pero' di certo non eri autorizzato a dedurre da quello che ho scritto, che io sia un sadico che gode a mettere la gente in galera.

L'unica "accusa" che ti ho fatto e` quello di avere affrontato questa questione un poco frettolosamente.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Non lo hai mai scritto, ma neanche io ti ho attribuito tale pensiero.

Io contesto la storia del perdonismo e la critica ad un provvedimento che nasce con uno scopo ben preciso, che nulla ha a che vedere con il "perdono" e con la cultura cattolica, o cose del genere. Siamo di fronte ad un provvedimento che ha lo scopo di far rientrare lo Stato italiano nell'ambito di un minimo di legalita` e civilta`. Attualmente lo Stato compie un reato a tenere i detenuti in questa situazione. Compie un reato perche` non rispetta una legge che esso stesso si e` scritto. Pensa te in che situazione ci troviamo. 

Nel provvedimento in oggetto non c'e` mica scritto che lo sconto di pena sia una soluzione al problema, ne` questo provvedimento vieta di costruire nuove carceri. Per questo non capisco questo continuare a ribadire che non si risolvono cosi` i problemi. Lo sappiamo, e ti do ragione sul fatto che non viviamo in un paese civile. E sappiamo pure che non si puo` fare un indulto ogni anno. Uno Stato incapace di garantire ai detenuti una detenzione dignitosa, non puo` pero` fare finta che il problema non esiste. E` lo stesso principio della prescrizione. Lo Stato incapace di garantire un veloce processo dopo x anni assolve l'imputato anche se non ha potuto accertare la sua colpevolezza. E siamo nell'ordine delle svariate decine di migliaia di processi all'anno. Neanche l'istituto della prescrizione risolve il problema della lentezza dei processi, e a pagarne le spese sono solo le vittime, ma questo non e` un motivo valido per abrograrlo.