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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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L'aspetto "culturale" è presto detto. Le misure di alleggerimento della pena sono così frequenti e ricorrenti che esse non possono che segnalare un atteggiamento tipico del nostro, dico di noi italiani, modo di vedere la colpa e l'espiazione di quella. Se così non fosse, se cioé queste misure fossero soltanto l'accorgimento tecnico con il quale la classe dirigente italiana cerca di ritagliarsi spazi di impunità dovendo poi estendere quei benefici anche a quanti non erano inizialmente oggetto di impunità, allora si dovrebbe assistere a una punizione elettorale per chi si faccia carico di quelle scelte, oppure a una diffusa e persistente contrarietà da parte di ampi settori della società civile. Ma questo, a parte gli elettori di alcuni partiti come Lega Nord e IDV, non accade.

Un piccolo caveat, Marco: accetto la tua interpretazione "culturale", ma mi chiedo se sia forzoso applicarla al caso italiano senza alcune specificazioni.

Il ragionamento che fai mi pare partire da un assunto semplice: che gli eletti siano emanazione di preferenze degli elettori, che in essi vedono rappresentate istanze proprie secondo una normale ed "occidentale" repubblica con democrazia rappresentativa. Secondo quest'ottica l'elettore vota il politico, o il partito, perché pensa che questi voterà per lui nelle sedi opportune come l'elettore stesso avrebbe fatto se avesse avuto la possibilità di votare direttamente. O quantomeno, che il politico voterà nell'interesse dell'elettore, essendo questi parte di una categoria che il politico annuncia di voler rappresentare.

Questo scenario è compatibile con quello che hai scritto, perché la macchina pubblica, attraverso la definizione e l'applicazione delle leggi, ha il fine di tutelare il cittadino contro coloro che tali leggi non rispettano. È questo un modello che racconta l'Italia? Io propongo un contro-modello, nel quale in parte lo Stato esercita le funzioni dette, ed in parte mantiene prerogative da ancièn regime. In questo secondo scenario lo stato rappresenta il Signore, la Casta, l'Aristocrazia, che preleva forzosamente risorse al popolo utilizzandone parte per il bene pubblico, parte per la corte e benefici privati del Signore. Idem per le regole: esse sono in parte emanate per consentire il vivere in comune, in parte per garantire privilegi vari, così come in passato si vietava di cacciare la selvaggina sulle "terre del Re", cioè ovunque.

Questa seconda condizione perdura in Italia per più ragioni concomitanti. Una è sicuramente culturale e riguarda il mancato sviluppo di una coscienza democratica matura. L'altra ragione è l'esistenza di gruppi di potere (massonerie, mafie, Chiesa, i socialisti filosovietici, gli industriali filoamericani...) che in Italia si sono nel tempo scontrati come feudatari nel Giappone pre-Tokugawa, schiacciando ogni nuova formazione politica che potesse affacciarsi con un peso non indifferente e raccogliere voti. Questo scenario fa si, secondo me, che l'italiano percepisca le regole in modo ambivalente: da un lato esse lo tutelano contro le ingiustizie; e dall'altro lato limitano le sue libertà a vantaggio di qualche privilegiato, vassallo di questo o quel feudo. Ecco che allora il costo sociale di indulti e condoni viene percepito minore di quanto ti aspetteresti in una repubblica totalmente democratica, perché il compito di questi strumenti si avvicina al ruolo che le amnistie, le grazie e le perdonanze avevano nel medioevo, di alleviare le conseguenze di regole e tasse troppo opprimenti sul popolo, prima che questi si desse alle rivolte o al crimine in massa. L'idea di un paese semi-feudatario spiegherebbe anche perché non si voti IDV o Lega in massa: perché tali formazioni vengono percepite come nuovi feudi, che una volta al potere replicheranno i comportamenti appropriativi dei loro predecessori. Non è forse questo l'attacco più violento che alcuni giornali, a torto o ragione, sferrano contro queste formazioni politiche, tacciandole del "così fan tutti" (es. recente, il sottintendere che anche i leghisti se la fanno coi mafiosi)? Ed in parte, questa visione è pure confermata dalla cronaca, si vedano ad es. i casi che hanno colpito proprio la Lega (Credieuronord, Volare Web affibbiata ad Alitalia...)?

La punizione elettorale che citi non si verifica non solo per le ragioni, giuste, che tu indichi, ma anche perché in effetti, tra un Signore che perdona e grazia ed uno tirannico che usa il pugno di ferro, il primo appare preferibile, se non altro perché lascia maggiore libertà ai sudditi.