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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

11 commenti (espandi tutti)

Gia' che ci sei, mentre rispondi alla domanda di Marco, dimmi anche gli altri articoli che ti sono piaciuti poco. Anche per email, se non lo vuoi fare qui.

Non voglio mettermi a fare l'elenco degli articoli che mi hanno convinto poco, anche perche`, sebbene non scriva per professione, so benissimo quanta fatica costa mettere insieme qualche riga e cercare di esporre sinteticamente e chiaramente certe idee o concetti (pensate che talvolta mi astengo dal commentare perche` so che non avrei, dopo 8 ore di lavoro, la forza di scrivere qualcosa che valga la pena di essere letta). La mia era solo un' osservazione da lettore e mi sono permesso di farla perche` mi e` sembrato che questo articolo fosse davvero troppo lontanto da quello che mi aspettavo. Sembra che per l'autore la pena sia solo il carcere, che le pene alternative equivalgano ad una sentenza di assoluzione e il non tollerare che la gente viva in carceri disumane sia  perdonismo. Inoltre ho avuto l'impressione che l'articolo si basasse solo sulle informazioni estrapolate dall'articolo di Travaglio e che l'autore non si fosse preso la briga di andare a vedere l'iter delle provvedimento in parlamento e il suo esatto contenuto.

Come vuoi, comunque questo tipo di critica ci interessa. Se c'e' un calo nella qualita' possiamo provare a correggere, eventualmente pubblicando meno. 

All'inizio sul blog si pubblicavano meno articoli ed erano tutti, almeno a parer mio, worth reading. Oggi la situazione e` un po` diversa, anche perche` credo che i lettori siano aumentati (grazie a Caterpillar, il libro su Tremonti etc...), ma si tratta di una scelta editoriale che spetta a voi. Dovete scegliere tra "Il Foglio" e il "Corriere della Sera", riferendomi solo al numero di pagine ovviamente. :-)

Come vuoi, comunque questo tipo di critica ci interessa. Se c'e' un calo nella qualita' possiamo provare a correggere, eventualmente pubblicando meno. 

Non sono d'accordo. A prescindere dalla soggettività di ogni valutazione, quand'anche un articolo non rispondesse al massimo agli standard  del blog, il tiro si aggiusta man mano che si commenta ed inizia lo scambio di opinioni. Un articolo per quanto accuratamente scritto per essere pubblicato su un blog, sarebbe impensabile fosse un vero e proprio paper. Diversamente il mestiere dei redattori sarebbe quello di blogger. Per quanto mi riguarda, avanti così.

Chiaramente deve esserci una soglia di qualità anche in articoli che servono solo a sollecitare il dibattito, credo che anche se ogni tanto questa qualità si abbassa leggermente (e non credo sia il caso di questo articolo, BTW), non mi pare siamo scesi così in basso. Però una segnalazione negativa è rilevante, perché per un lettore che segnala in commento ne esistono 200 o più che non lo fanno. Insomma, è importante tastare il polso dei lettori, per cui grazie per qualsiasi opinione espressa. 

Spero di non aver fatto la figura del  Brunetta di turno e se l'ho fatta non era mia intenzione.

http://www.abruzzo24ore.tv/news/E-il-ministro-scrisse-al-prefetto-pranzo...

Spero di non aver fatto la figura del  Brunetta di turno e se l'ho fatta non era mia intenzione.

No Mattia non polemizzavo, tanto che la mia replica è postata dopo il commento di Andrea. Segnalare un articolo ce non piace, non si condivide o si ritiene non all'altezza dello standar del sito non è un delitto. Va tenuto conto però del contesto nel senso che in questo blog la profondità della trattazione la ricavi dal post e dai commenti. Il post, a mia opinione conteneva gli spunti di riflessione utili ed infatti, la discussione si è accesa.

Sono d'accordo con Luzo48,

la qualità è importante, ma bisogna anche valutare la qualità delle critiche, in Italia abbiano delle culture preponderanti che ha evidenziato Marco Boninu nell'articolo,  se dovessero  essere pesate inopportunamente delle critiche che hanno per esempio prevalenti motivazioni ideologiche  allora non dovreste quasi mai scrivere.

Sembra che per l'autore la pena sia solo il carcere, che le pene alternative equivalgano ad una sentenza di assoluzione e il non tollerare che la gente viva in carceri disumane sia  perdonismo.

Sembra male, anzi malissimo. Le carceri italiane, e di quello che ne leggo mi fanno spavento, e il sistema delle pene alternative sono credibili se sono appunto alternative a una pena, non se ne sono una pallida imitazione solo perche' uno stato in bancarotta non riesce a programmare in anni e anni uno straccio di politica edilizia carceraria.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Perche' vedi Mattia, il punto e' questo. In linea di principio io posso pure accettare che per ridurre la densita' della popolazione carceraria io faccia un tana liberi tutti. Pero' se questi trucchetti sono troppo frequenti, non risolvono il problema nel medio periodo, non si accompagnano a misure strutturali per risolvere il problema, io comincio a pensare di non vivere in un paese civile. Tutto qui.

Sulla documentazione. Ho fatto delle riflessioni mie personali, motivate dall'esperienza personale e per i dati ho rimandato al post di Giulio (ti "impressionera' " saperlo ma ho fatto volontariato in case famiglie della caritas dove i detenuti scontavano la pena alternativa e ci ho pure dormito con loro, facendo campi scuola che mi pagavo da solo a Luglio invece di andarmene al mare...mi rompe un sacco dire i cazzi miei, ma siccome sei l'ultimo di una fila di gente che mi scrive per dirmi che sono diventato fascista, giustizialista classista, di destra ecc ecc mi difendo). Vabbe' discorso chiuso, anche tu cosa puoi saperne di chi sono io, pero' di certo non eri autorizzato a dedurre da quello che ho scritto, che io sia un sadico che gode a mettere la gente in galera.

L'unica "accusa" che ti ho fatto e` quello di avere affrontato questa questione un poco frettolosamente.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Non lo hai mai scritto, ma neanche io ti ho attribuito tale pensiero.

Io contesto la storia del perdonismo e la critica ad un provvedimento che nasce con uno scopo ben preciso, che nulla ha a che vedere con il "perdono" e con la cultura cattolica, o cose del genere. Siamo di fronte ad un provvedimento che ha lo scopo di far rientrare lo Stato italiano nell'ambito di un minimo di legalita` e civilta`. Attualmente lo Stato compie un reato a tenere i detenuti in questa situazione. Compie un reato perche` non rispetta una legge che esso stesso si e` scritto. Pensa te in che situazione ci troviamo. 

Nel provvedimento in oggetto non c'e` mica scritto che lo sconto di pena sia una soluzione al problema, ne` questo provvedimento vieta di costruire nuove carceri. Per questo non capisco questo continuare a ribadire che non si risolvono cosi` i problemi. Lo sappiamo, e ti do ragione sul fatto che non viviamo in un paese civile. E sappiamo pure che non si puo` fare un indulto ogni anno. Uno Stato incapace di garantire ai detenuti una detenzione dignitosa, non puo` pero` fare finta che il problema non esiste. E` lo stesso principio della prescrizione. Lo Stato incapace di garantire un veloce processo dopo x anni assolve l'imputato anche se non ha potuto accertare la sua colpevolezza. E siamo nell'ordine delle svariate decine di migliaia di processi all'anno. Neanche l'istituto della prescrizione risolve il problema della lentezza dei processi, e a pagarne le spese sono solo le vittime, ma questo non e` un motivo valido per abrograrlo.