Titolo

Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

13 commenti (espandi tutti)

Ecco, appunto. Adorabile logica ...

Lo stato funziona male e chi lo dirige non riesce a fargli compiere le sue funzioni.

I carcerati hanno "diritti costituzionali" - le vittime, sia quelle che già hanno subito reati sia quelle che li subiranno, invece NON hanno diritti costituzionali! Per esempio, quello ad essere protette e di vedere che si faccia giustizia, facendo scontare pene adeguate ai colpevoli.

Onde per cui: incrementiamo il già alto perdonismo generalizzato e riduciamo ulteriomente le pene di migliaia di delinquenti.

Continuate così. È bello vedere come vi fate del male da soli e ne siete pure fieri ...

QED per la tesi di Marco Boninu.

Tutto cio` mi fa venire in mente una cosa che lessi da piccolo su Konrad Lorenz: per tenere al sicuro i suoi figli dagli animali che amava tanto ed aveva per casa, teneva i figli in gabbia. Ovviamente non voleva limitare la liberta` dei comportamenti degli animali che studiava ed amava... suona un po' assurdo come comportamento ma, si sa, Lorenz e` stato un grande etologo e i suoi figli... martiri della causa ;)

Ora, che esperimento volgiamo fare in Italia? vogliamo vedere se siriescono ad avere piu` criminali che onesti cittadini e proteggere questi ultimi incarcerandoli?

A volte l'Italia e certi Italiani potrebbero essere ritratti in una vignetta di Jacovitti... completamente assurda

Guarda Enrico, l'esperimento che vorrei fare io e' questo. Se, metti caso, domani subissi un borseggio sul 61 o 62 a Roma, e dovessi andare alla polizia, sarebbe un esperimento interessante venire a sapere che la polizia non ti dica: "guardi non la faccia nemmeno la denuncia, che tanto non serve a nulla".

Io non capisco davvero quale livello di sicurezza personale puo' portare uno che commenti le davvero banali cose che ho scritto negando che esista un problema di negazione della giustizia in Italia. Ma quanti sono i reati che rimangono impuniti in Italia? Quante violazioni della legge non sono piu' nemmeno segnalate?

Ora io dico: questa situazione ci va bene? A me no, e penso che molto dello scadimento della qualita' della vita generale, percepita dalla gente comune, derivi anche da questo: se per tua disgrazia finisci in situazioni o giri sbagliati, e' molto probabile che lo Stato e le sue strutture NON ti tutelino. A te sembra una cosa da poco? A me no!

Veramente ti dicono "faccia pure la denuncia se Le serve per ragioni burocratiche (rinnovo patente etc.) ma non si illuda che serva a qualcosa per prendere il borseggiatore" - che è lo stesso.

 

A me i carabinieri,anni fa,hanno consigliato di fare comunque la denuncia,perchè in questo modo le forze dell'ordine hanno statistiche su cui decidere dove mandare le pattuglie a sorvegliare preventivamente e a cogliere sul fatto.A questo proposito avevo letto poco tempo fa del contrasto ai criminali seriali tramite programmi informatici,in cui sapere dove si sono svolti i crimini è fondamentale per capire dove è piu' probabile il prossimo crimine e sorvegliare questi posti.

Un napoletano responsabile commerciale del settore turistico, durante una cena a cagliari, ha raccontato che a Napoli di frequente viene fermato dalle forze dell'ordine, fa presente che lui va in giro con una bella macchina e che per lavoro è vestito elegantemente.

Di recente era stato fermato addirittura tre  volte nella stessa giornata, la terza volta abbastanza scocciato ha chiesto:

"scusate è la terza volta che vengo fermato oggi,  perchè non controllate per esempio quei ragazzi senza casco?"

La risposta è stata "che ne sappiamo noi se fermiamo quelli .... magari ci scappa una sparatoria!!"

Evviva la statistica sui controlli ... sui soggetti meno a rischio :)

 

Aneddoto per aneddoto...

Una volta un amico andò a cena con Giovanni Falcone in un ristorante a Palermo. A un certo punto Falcone gli fa: lo vedi quello due tavoli più in là? E' un famoso capo mandamento... L'amico sbigottito gli fece: e perché non lo arrestate subito? Falcone rispose: per mancanza di fondi.

Spiegò infatti che un arresto così importante si sarebbe portato appresso tutta una serie di arresti e di protezioni a confidenti di giustizia e altri collaboratori che in quel momento non ci sarebbero state materialmente le risorse...

Non so se scherzasse o meno, ma tant'è.

Aneddoti del genere potrei raccontarne anch'io, memore del servizio come carabiniere ausiliario: dal Vice brigadiere che aveva la lista di quali modelli di auto fermare ai controlli (cioè i modelli che, secondo lui, venivano guidati da "fighe"), al carabiniere ("congedato" a forza in seguito) che fermate le auto si faceva dare i documenti e poi, invece di copiare i dati, se li inventava per...fare prima.

In realtà anche se sono episodi reali ed assurdi è ingeneroso pensare che questi cialtroni siano rappresentativi delle forze dell'ordine. Avevo colleghi che per seguire indagini usavano tutto il loro tempo libero, sacrificando la loro vita privata (e rischiandola). Purtroppo, come altri settori dello stato italiano, anche qui si risente della scarsa meritocrazia, della mancanza di incentivi adatti e dell'inefficienza burocratica.

ahahah,a essere cattivi si potrebbe pensare che le statistiche servano a sapere le zone da evitare.

Il fatto che qui non ci siano grossi problemi mi fa ritenere pero' che fossero sinceri,perlomeno quelli che ho incontrato io.

Veramente temo che l'esperimento abbia risultati simili anche a Parigi o Barcelona (parlo per esperienza personale).

Quelle che credo siano invece differenti tra le città di cui sopra sono la statistiche dei crimini, ovvero i criminali sono "scoraggiati" fin dall'inizio a compiere reati perché la reazione della società è assai più netta. Per esempio a Parigi nel commissariato sotto casa per denunciare il borseggio già l'aspetto ed il modo di fare dei poliziotti poco aveva a che fare con il pacioso atteggiamento dei nostri "impiegati", con tutto il rispetto per polizia e carabinieri.

L'accondiscendenza degli italiani in generale credo sia già stata trattata altrove, ma più passa il tempo più mi ricorda l'accondiscendenza sociale dei meridionali verso le mafie.

Tornando invece alle condizioni dei carcerati, sicuramente ci piacerebbe poterci permettere una situazione migliore ma almeno per me è evidente che è anche frutto di compromessi di bilancio ed è quindi quanto risulta possibile allo stato delle cose. Le condizioni in alcuni casi sono al limite? Questo è quanto possiamo permetterci. Un criminale si è comunque messo in una situazione di conflitto con la società e da quest'ultima non dovrebbe attendersi di essere trattato con i guanti.

Probabilmente andremmo molto più lunghi con la discussione se parliamo invece delle disparità di trattamento negli istituti di pena, per esempio pensando all'istituto dove trascorrerà qualche anno Tanzi, sicuramente con trattamento ben differente da quello riservato a Cucchi qualche tempo fa. E mi sembra che in quanto a livello di crimini commessi tra i due vi siano alcuni ordini di grandezza di differenza.

 

Si Marco ma che c'entra questo con il provvedimento in oggetto. Non penso riuscirai mai a trovare una persona ragionevole che non riconosca che il sistema giustizia e` completamente allo sfascio da decenni. Ma le cause di questa situazione non sono gli indulti, e questo lo sai pure tu. Gli indulti sono una conseguenza. A questo punto non riesco a capire su cosa stiamo dibattendo.

Scusa se mi intrometto, ma in che senso gli indulti sono una conseguenza dello sfascio della giustizia e non una causa? Io direi che sono uno strumento, utilizzato da una classe politica irresponsabile, amorale ed in parte apertamente criminale, per evitare che il sovraffollamento delle carceri porti a conseguenze eclatanti (tipo rivolte in massa o epidemie) facendo al contempo dei favori a parecchi "amici".

Il fatto che si aggiri il problema del necessario ampliamento della ricettivita` delle strutture carcerarie aiuta a nascondere la testa sotto la sabbia e alimenta di riflesso il problema dello sfascio della giustizia. Il "buon esempio" dato a chi ha commesso, commette o pianifica di commettere atti delinquenziali, pure.

L'obiezione che si riferisce alla tutela dei diritti delle vittime non è liquidabile con un'alzata di spalle.
Mi pare che nella discussione che si è sviluppata (non in risposta al mio intervento, ma a quello di Matteo Garofalo) la questione sia stata già esaminata, in particolare con riferimento agli scopi che può avere la pena (detentiva e non).
Non posseggo certo "la" soluzione: per parte mia posso solo affermare che non considero accettabile l'idea di disinteressarsi della sorte del reo dicendo che "doveva pensarci prima".