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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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Non riesco a comprendere se Lei (CarloB, sembra esser il suo nome) sostiene che lo "stato" e' un agente morale che ha dei doveri o se sostiene che gli stati che esistono hanno dei poteri.

In un caso, mi sembra (quasi) auto evidente che lo stato non sia un agente morale, nel senso banale che non e' un agente, ma un'agenzia (che sorge non si bene perche' o meglio alcuni dicono di sapere, etc.) che, per usare il suo stesso esempio, ha il monopolio della violenza. 

Se invece veda lei la questione in termini non morali, alcuni stati avendo il dovere, ad esempio di ridurre all'imptenza criminali, malversatori, etc. esegue il suo dovere in maniera piu' o meno sciatta o piu' o meno sadica. 

Se mi spiega a che cosa si riferisce, forse si potrebbe capire quel che dice.

Noti, gentile CarloB che la questione di legittimita' e' una questione morale, dal punto di vista del ladro o del corrotto o dell'assassino esser messo in galera da Robespierre, Alcibiade, o Angela Merkel fa nessuna differenza. Se Lei invece vuol giudicare moralmente l'opera dei governi, mi dovrebbe spiegare come si fa, perche' a tutt'ora non lo capisco.

Prescindendo in questa sede da ogni considerazione sul "contratto sociale" e la sua portata, io intendevo semplicemente dire che è lo Stato stesso a porsi dei limiti (o se preferisce, seguendo il pensiero di alcuni, a "riconoscere" - attraverso le Costituzioni - limiti alle proprie potestà coercitive).