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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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Sembra che per l'autore la pena sia solo il carcere, che le pene alternative equivalgano ad una sentenza di assoluzione e il non tollerare che la gente viva in carceri disumane sia  perdonismo.

Sembra male, anzi malissimo. Le carceri italiane, e di quello che ne leggo mi fanno spavento, e il sistema delle pene alternative sono credibili se sono appunto alternative a una pena, non se ne sono una pallida imitazione solo perche' uno stato in bancarotta non riesce a programmare in anni e anni uno straccio di politica edilizia carceraria.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Perche' vedi Mattia, il punto e' questo. In linea di principio io posso pure accettare che per ridurre la densita' della popolazione carceraria io faccia un tana liberi tutti. Pero' se questi trucchetti sono troppo frequenti, non risolvono il problema nel medio periodo, non si accompagnano a misure strutturali per risolvere il problema, io comincio a pensare di non vivere in un paese civile. Tutto qui.

Sulla documentazione. Ho fatto delle riflessioni mie personali, motivate dall'esperienza personale e per i dati ho rimandato al post di Giulio (ti "impressionera' " saperlo ma ho fatto volontariato in case famiglie della caritas dove i detenuti scontavano la pena alternativa e ci ho pure dormito con loro, facendo campi scuola che mi pagavo da solo a Luglio invece di andarmene al mare...mi rompe un sacco dire i cazzi miei, ma siccome sei l'ultimo di una fila di gente che mi scrive per dirmi che sono diventato fascista, giustizialista classista, di destra ecc ecc mi difendo). Vabbe' discorso chiuso, anche tu cosa puoi saperne di chi sono io, pero' di certo non eri autorizzato a dedurre da quello che ho scritto, che io sia un sadico che gode a mettere la gente in galera.

L'unica "accusa" che ti ho fatto e` quello di avere affrontato questa questione un poco frettolosamente.

Poi mi spieghi, ma me lo devi trovare il passo, dove dico che detenzione significhi per me stare in carceri disumane.

Non lo hai mai scritto, ma neanche io ti ho attribuito tale pensiero.

Io contesto la storia del perdonismo e la critica ad un provvedimento che nasce con uno scopo ben preciso, che nulla ha a che vedere con il "perdono" e con la cultura cattolica, o cose del genere. Siamo di fronte ad un provvedimento che ha lo scopo di far rientrare lo Stato italiano nell'ambito di un minimo di legalita` e civilta`. Attualmente lo Stato compie un reato a tenere i detenuti in questa situazione. Compie un reato perche` non rispetta una legge che esso stesso si e` scritto. Pensa te in che situazione ci troviamo. 

Nel provvedimento in oggetto non c'e` mica scritto che lo sconto di pena sia una soluzione al problema, ne` questo provvedimento vieta di costruire nuove carceri. Per questo non capisco questo continuare a ribadire che non si risolvono cosi` i problemi. Lo sappiamo, e ti do ragione sul fatto che non viviamo in un paese civile. E sappiamo pure che non si puo` fare un indulto ogni anno. Uno Stato incapace di garantire ai detenuti una detenzione dignitosa, non puo` pero` fare finta che il problema non esiste. E` lo stesso principio della prescrizione. Lo Stato incapace di garantire un veloce processo dopo x anni assolve l'imputato anche se non ha potuto accertare la sua colpevolezza. E siamo nell'ordine delle svariate decine di migliaia di processi all'anno. Neanche l'istituto della prescrizione risolve il problema della lentezza dei processi, e a pagarne le spese sono solo le vittime, ma questo non e` un motivo valido per abrograrlo.