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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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chaosFromAmerika

uno dei principi che mi sembravano ispirassero i contenuti del sito all'inizio era assumere informazioni attendibili da persone del settore ed aprire delle discussioni.

Vedo che adesso siamo arrivati all'opposto: forse per parlare di carcere, pene, indulti, benifici non sarebbe male avere un'idea di cosa si stia parlando.

Dico subito che sottoscrivo in pieno i commenti di Carlo B

L'indulto è uno sconto di pena, la detenzione domiciliare è una modalità di pena effettivamente scontata.

L'amnistia è completamente un'altra cosa.

Chi non comprende o non riconosce questo ha già perso l'orientamento.

La detenzione domiciliare, come anche altri istituti di misure alternative al carcere, è già presente nel nostro ordinamento. Non piace agli Amerikani ? Beh, a noi non piace la vostra pena di morte, istituto incompatibile con qualsiasi Stato che ambisca all'appellativo di democratico, come non ci piace Guantanamo, dove le persone rimangono incarcerate senza accuse e senza processo (quindi non abbiamo certo da prendere lezioni oltreoceano, in materia).

La nuova detenzione domiciliare è prevista a tempo determinato per superare l'emergenza carceraria.

Indipendentemente da chi abbia le colpe della situazione attuale e dei possibili rimedi futuri, è un fatto che la popolazione carceraria è oltre il limite di tollerabilità e non per colpa del singolo detenuto (i dati sono noti, le condizioni di vita in carcere anche, se qualcuno ha ancora dubbi pigli a sberle il primo poliziotto che incontra così verifica di persona ...).

Rispetto alle norme esistenti, la differenza più significativa (per quello che ho potuto verificare) è l'applicabilità della detenzione domiciliare anche ai recidivi e ai condannti per il 609 bis e seguenti.

Non è automatica ma deve essere concessa dal giudice, valutato il domicilio, il pericolo di reiterazione, l'eventuale tutela della persona offesa.

Non è possibile sapere quante persone riguarderà, sia per la discrezionalità appena citata, sia perchè si applica anche alle pene che diverranno definitive per tutta la durata della legge.

Sulle persone offese: la legge del taglione non si applica in Italia, per cui non sono le persone offese a decidere come va scontata la pena, ma lo Stato.

Può non piacere a tutti, ma è così (e giustamente, direi!)

Il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, mentre invece è diventata la regola.

Ci sarebbero ovviamente molte critiche da avanzare su questa legge, ma mi sembrava prioritario fare chiarezza sulla portata oggettiva della legge.

Illustre Avvocato,

una premessa per lei e per quelli come lei che hanno deciso di fare gli audit di qualità del sito e di tanto in tanto vengono qui a dichiarare la morte della vecchia nfa. Allora, per essere chiari, il post l'ho scritto io, che sono solo un collaboratore. Il fatto che sia stato pubblicato non implica nulla rispetto alla qualità passata o futura del sito, implica solo che IO e nessun altro ha messo per iscritto quello che ha letto. La cosa mi colpisce un po' perché si usa me per colpire persone, i redattori o gli altri collaboratori, che non è detto necessariamente sottoscrivano quanto ho scritto. Nfa non credo sia una falange macedone, né siamo ispirati da chissà quale principio di intelligenza collettiva o di intenzionalità sociale. Qui ognuno parla per sé. Quindi finiamola con le pagelline: io non sono in grado di scrivere di meglio: mi creda, me ne dolgo, ma è così. Le ho forse chiesto io di leggermi?

Sulla differenza tra indulto, amnistia e lecca lecca. Dove ho scritto che siano la stessa cosa? Al limite posso aver detto che lo sconto di pena, e forme alternative alla detenzione inducono un generale senso di ingiustizia percepita perché alla fine della fiera, e al netto delle distinzioni fra amnistia e indulto, che sono analiticamente futili ai fini del sostegno alla mia tesi, quello che rimane è che in un caso chi doveva fare tot anni di galera ne fa meno, o pure fa altro, ma NON fa galera. Poi gli arresti domiciliari saranno pure una forma di pena, io segnalavo solo che quello che percepisce l'uomo della strada è che alla fine del circo un condannato che sarebbe dovuto essere in galera è invece a casa sua.

La detenzione domiciliare, come anche altri istituti di misure alternative al carcere, è già presente nel nostro ordinamento. Non piace agli Amerikani ? Beh, a noi non piace la vostra pena di morte, istituto incompatibile con qualsiasi Stato che ambisca all'appellativo di democratico, come non ci piace Guantanamo, dove le persone rimangono incarcerate senza accuse e senza processo (quindi non abbiamo certo da prendere lezioni oltreoceano, in materia).

Ma cosa c'entra Guantanamo, gli Amerikani... ma poi voi chi? Ma voi chi? Sta parlando con me non con gli amerikani...ma chi è che vuole dare lezioni a lei? Ma chi? Le cose di cui lei parla non hanno rilevanza alcuna, perchè spostano il discorso dalla fattuale constatazione che in Italia l'amministrazione della giustizia non garantisce un senso di giustizia diffusa, con l'idea che però il nostro sistema sarebbe portatore di una civiltà giuridica comunque superiore a quella di altri sistemi giudiziari. Io difendo Guantanamo? La pena di morte? Ma cosa ha letto?

 

Non è automatica ma deve essere concessa dal giudice, valutato il domicilio, il pericolo di reiterazione, l'eventuale tutela della persona offesa.

Non è possibile sapere quante persone riguarderà, sia per la discrezionalità appena citata, sia perchè si applica anche alle pene che diverranno definitive per tutta la durata della legge.

Tutto lavoro in più per i giudici (e per gli avvocati) con conseguente snellimento delle procedure. Il tutto per decidere di persone...su cui si era già deciso! Politica ottimale sotto tutti i punti di vista!

 

Sulle persone offese: la legge del taglione non si applica in Italia, per cui non sono le persone offese a decidere come va scontata la pena, ma lo Stato.

Può non piacere a tutti, ma è così (e giustamente, direi!)

Ah va bene ho capito. Guardi le dico che a me non piace la cucina cinese...può non piacere ma è così (se questo è il livello, visto che da pagelline, mi adeguo no? Legge del taglione, chi ne ha parlato?....ci manca solo che mi citi Chuck Norris e dopo è fatta!)

Il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, mentre invece è diventata la regola.

E questo? Cos'è? Un sogno, un auspicio, un fioretto?

 

 

Strano che un sito che si propone di sottoporre a critica e discussione temi di attualità e luoghi comuni, sfruttando anche la visione di chi da fuori ( ... from Amerika) ha una visione più distaccata, attragga persone che si offendono a morte alla prima critica.

(penso tra l'altro di essere in diritto di criticare anche oltre il singolo articolo, perchè non è la prima volta che articoli in materia di giusitizia - mica Suoi, peraltro - hanno suscitato in me certi pensieri)

Mi creda, polemizzare con Lei è l'ultimo dei mei pensieri.

Volevo soltanto scuotere le coscienze a non fidarsi di aforismi alla Travaglio (che sarà un bravo giornalista ma in diritto zoppica).

Credo comunque di esserLe debitore di alcune precisazioni:

Sulla differenza tra indulto, amnistia e lecca lecca. Dove ho scritto che siano la stessa cosa?

Beh, lo ha detto, implicitamente ed esplicitamente, in diversi punti del Suo articolo, in particolare

qui

La notizia è quella di un "indulto",

e qui

Giulio, che sostanzialmente mostrava come lo svuotamento delle carceri a seguito di indulti e amnistie, sia solo temporaneo, e che quindi l'adozione di forme di restrizione della libertà alternative al carcere non costituiscano una soluzione

e ancora qui

costoro, che in genere sostengono posizioni perdoniste pro indulto e pro amnistia, non estendano i loro furori pedagogici anche alle amnistie e agli indulti.

Infatti, a livello educativo, che cosa mai può insegnare il fatto che se commetti un reato poi vieni rispedito a casa e non sconti nessun tipo di pena, oppure la sconti dimezzata

Mi pare che queste affermazioni alimentino molto l'equivoco di sostanziale equiparazione tra aministia, indulto e detenzione domiciliare.

 

Tutto lavoro in più per i giudici (e per gli avvocati) con conseguente snellimento delle procedure. Il tutto per decidere di persone...su cui si era già deciso!

Qui effettivamente qualche lezione di diritto penitenziario non sarebbe male: chi l'ha detto che la pena deve per forza essere scontata in carcere ? Da dove ha tratto questo assioma ?

Cosa servirebbe in Italia il tribunale di sorveglianza se ... era già tutto deciso ?

L'art. 27 della Costituzione prescrive che la pena deve tendere alla rieducazione e le misure alternative sono espressione di questo principio.

Come evidenziavo Lei non è contrario alla legge 199/2010 ma a tutto il sistema di diritto penitenziario vigente in Italia.

Adossare alla 199/2010 la responsabilità di tutto il sistema mi sembra però scorretto.

Legge del taglione, chi ne ha parlato?.

A me sembrava ne avesse parlato Lei: come andrebbe interpretata la seguente affermazione altrimenti ?

pensare cioé che gli uomini possano vivere gli uni con gli altri privi del giusto sentimento di vendetta o riparazione per un torto subito significa sperare l'impossibile

Il nodo di scontare una pena non dovrebbe influire né su chi fa le indagini, né sul giudice, si spera.

che cosa mai può insegnare il fatto che se commetti un reato poi vieni rispedito a casa e non sconti nessun tipo di pena, oppure la sconti dimezzata

Forse Lei dovrebbe provare un po' di detenzione domiciliare prima di fare affermazioni del genere.

Ma il punto è un altro: le attuali misure alternative alla detenzione in carcere esistono dal 1975 e non mi pare che nessuno intenda abrogarle totalmente.

Lei può essere il primo, naturalmente e con Suo buon diritto; ma la legge 199 è un semplice tassello, occorre saperlo e dirlo ai molti lettori di NfA. Altrimenti li priviamo della possibilità di formarsi un'opinione propria e li invitiamo soltanto a schierarsi al buio.

 

P.S.

della cucina cinese mi piacciono solo alcune cose, Chuck Norris invece mi piaceva parecchio.

 

Scusi avvocato, ma lei intende negare che la misura si configura come una (ennesima ed indiscriminata) riduzione della severità della pena? Questo il senso, chiaro, del post. 

Il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, mentre invece è diventata la regola.

Sottoscrivendo quanto ha sscritto Marco Boninu, mi farebbe piacere un chiarimento che lei, tecnico, può darmi. Intanto qualche dato aiuterebbe sui reati denunciati, perseguiti, andati a processo e terminati con una condanna a cui è seguita la detenzione indicando magari anche la quota di misure premiali che sono state applicate. Ma a prescindere se  il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, quelle precedenti quali dovrebbero essere?

Oltretutto, mi scuso se non indico dati, ma da quanto so e leggo, una delle ragioni principali dell'affollamento carceraio è detetminato dall'enorme numero di persone in attesa di giudizio. Il che, tra le soluzioni del problema dovrebbe includere il riformare procedure giudiziarie, la magistratura e la professione forense

"Oltretutto, mi scuso se non indico dati, ma da quanto so e leggo, una delle ragioni principali dell'affollamento carceraio è detetminato dall'enorme numero di persone in attesa di giudizio."

Ho letto anch'io alcune interrogazioni parlamentari che quantificano nel 40% della popolazione carceraria coloro che sono in attesa di giudizio.

Leggere che si vuole ridurre l'affollamento delle carceri facendo scontare l'ultimo anno agli arresti domiciliari a persone con condanne passate in giudicato, per garantire più spazio al 40% della popolazione carceraria che è in attesa di giudizio mi sembra un folle controsenso. Non avrebbe avuto più senso, a questo punto, proporre gli arresti domiciliari per chi è in attesa di giudizio (e che incidentalmente dovrebbe anche essere ritenuto innocente fino a condanna passato in giudicato)?

Ho letto uno studio in inglese sulla popolazione carceraria nei vari paesi europei proprio ieri (adesso non lo trovo da linkare ma è in rete) che dava la percentuale al 35% se ricordo bene era la più alta in europa.

la detenzione domiciliare è una modalità di pena effettivamente scontata

Bhe, anche l'affidamento in prova ai servizi lo è...

Suvvia, nel nostro paese se ti danno 10 anni succede che ne fai 5 nella peggiore delle ipotesi. Se te ne danno 6 ne fai 3, se te ne danno 5 ne fai 2 ecc. ecc.

Ogni cittadino italiano nasce con un buono sconto per una condanna entro i 2 anni (2 e 6 mesi se ti affretti e commetti il tuo reato entro i 21 anni). Per quelli di bocca più buona si da' un buono di 3 anni, anche come residuo di pena maggiore, da scontare comodamente con l'affidamento ai servizi in prova. E se sei proprio stronzo e ti fai condannare più severamente, ti abboniamo comunque 3 mesi ogni anno e appena hai scontato la metà della pena ti abboniamo quella residua fino ad un massimo di 5 anni...

Questa è la situazione e lo sai perfettamente. Va bene, non sarà corretto tecnicamente parlare di indulto, indultino, indulto mascherato o quello che vuoi, ma il concetto che si vuole esprimere è chiarissimo: era proprio necessario inserire quest'ultima mitigazione delle conseguenze di un reato, in un ordinamento come quello nostro?

Ripeto, lo si è fatto per adeguarci a quanto richiesto dalla UE... ma il punto è che il nostro paese NON ha i requisiti per stare nella UE... non siamo all'altezza degli altri.