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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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Il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, mentre invece è diventata la regola.

Sottoscrivendo quanto ha sscritto Marco Boninu, mi farebbe piacere un chiarimento che lei, tecnico, può darmi. Intanto qualche dato aiuterebbe sui reati denunciati, perseguiti, andati a processo e terminati con una condanna a cui è seguita la detenzione indicando magari anche la quota di misure premiali che sono state applicate. Ma a prescindere se  il carcere dovrebbe essere l'ultima ratio, quelle precedenti quali dovrebbero essere?

Oltretutto, mi scuso se non indico dati, ma da quanto so e leggo, una delle ragioni principali dell'affollamento carceraio è detetminato dall'enorme numero di persone in attesa di giudizio. Il che, tra le soluzioni del problema dovrebbe includere il riformare procedure giudiziarie, la magistratura e la professione forense

"Oltretutto, mi scuso se non indico dati, ma da quanto so e leggo, una delle ragioni principali dell'affollamento carceraio è detetminato dall'enorme numero di persone in attesa di giudizio."

Ho letto anch'io alcune interrogazioni parlamentari che quantificano nel 40% della popolazione carceraria coloro che sono in attesa di giudizio.

Leggere che si vuole ridurre l'affollamento delle carceri facendo scontare l'ultimo anno agli arresti domiciliari a persone con condanne passate in giudicato, per garantire più spazio al 40% della popolazione carceraria che è in attesa di giudizio mi sembra un folle controsenso. Non avrebbe avuto più senso, a questo punto, proporre gli arresti domiciliari per chi è in attesa di giudizio (e che incidentalmente dovrebbe anche essere ritenuto innocente fino a condanna passato in giudicato)?

Ho letto uno studio in inglese sulla popolazione carceraria nei vari paesi europei proprio ieri (adesso non lo trovo da linkare ma è in rete) che dava la percentuale al 35% se ricordo bene era la più alta in europa.