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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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nel 1803 sicuramente non lo era

... nel 2010 sicuramente sì.

Comunque, io rispondevo a Marco Boninu (ho forse sbagliato nell'associare la mia replica).

Ma ... non ho capito nulla io, o noi due stiamo dicendo la stessa cosa in modo diverso?

 

Ma ... non ho capito nulla io, o noi due stiamo dicendo la stessa cosa in modo diverso?

Più o meno...

No, io non sto esprimendo una mia opinione personale, ho solo riportato agli altri commentatori che criticavano la sua tesi le basi documentali principali su cui si basa la Sua tesi. Basi che sono essenzialmente il Costituzionalismo.

Se uno accetta il Costituzionalismo come un qualcosa di imprescindibile per una democrazia liberale funzionante (a cui qui un po' tutti anelano), allora l'unica cosa da determinare è se la prigionia nelle carceri italiane è una condizione inumana e degradante. Se è questo il caso, allora il parlamento deve legiferare per liberare i prigionieri, se non lo fa, i giudici e i tribunali sono obbligati ad ordinare la scarcerazione dei prigionieri, anche senza la legge. Le opinioni personali non contano e neanche quelle della maggioranza.

Sennò si può sempre sostenere che il Costituzionalismo non è essenziale per una democrazia liberale.

 

Concordo sul fatto che si debba intervenire perchè la situazione delle carceri è inumana e degradante, però a me sorge un dubbio: era proprio il caso di intervenire su chi aveva già subito condanne passate in giudicato piuttosto che su coloro che sono in attesa di giudizio? In sostanza se si parla di costituzionalismo forse sarebbe il caso di ridurre prima la percentuale di coloro che sono detenuti ma in attesa di giudizio (che ad oggi sembra siano circa 1/3 dei carcerati, e che sono innocenti fino a prova contraria),  e poi, se non sufficiente questa prima misura, sugli altri. Agire direttamente su chi è già stato condannato sembra una scorciatoia molto pericolosa.....

Sennò si può sempre sostenere che il Costituzionalismo non è essenziale per una democrazia liberale.

Non mi pare di aver contestato Costituzione o Dichiarazioni dei diritti dell'uomo. Ho posto l'obiezione dalla parte della vittima di un reato che ha il diritto di essere difeso e tutelato. Ciò detto, chi viola Costituzione e Diritti dell'uomo ed impone una carcerazione ai limiti dell'inumano o oltre è uno stato imbelle. Dovremmo concludere che fino ad allora è amnistia comtinua, indulto o amnistia generalizzate? E, ripeto, c'è un principio di responsabilità che deve far pesare a ciascuno le conseguenze delle proprie azioni.