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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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Sinceramente non capisco le polemiche innestate da questo articolo. Da lettore non mi sembra che Marco abbia trattato l’argomento in maniera frettolosa, ma solo che abbia riportato l’oggetto di una legge, ne abbia descritto il possibile effetto perverso, ed abbia provato a dare una spiegazione del perché si sia arrivati ad accettare tale legge, senza aver mai preteso di fornire una spiegazione esaustiva.

A mio avviso molte delle critiche confondono due cose:

1. lo scopo della detenzione, sia deterrente che punizione di comportamenti non accettati

2. Il diritto (che ci siamo dati in base a leggi) a che la detenzione non sia effettuata in condizioni disumane.

Penso sia pacifico accettare entrambi i punti. Marco sottolinea come un provvedimento pensato per il secondo punto, abbia in realtà effetti profondi anche per il primo, minando l’effetto deterrente e di punizione della detenzione. In quanto tale il provvedimento, pur migliorando le condizioni di detenzione del colpevole, rende più insicura la vita di tutti gli altri che colpevoli non sono.  Meglio sarebbe stato prendere dei provvedimenti che avessero effetto solo sul secondo punto senza effetti perversi sul primo. Qual è il problema di tale affermazione?