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Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia...

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Le prime due risposte ad Axel:

DOMANDA

guarda che io risposto alla domanda, forse non hai letto il mio intervento o lo hai scordato. Rivediti il paragrafo finale intitolato proprio Proposte per un miglioramento dei tempi della giustizia.

Sono esattamente indicate le ragioni per le quali i riti alternativi non raggiungono percentuali più ragguardevoli (e comunque con la detenzione domiciliare non c'entra nulla).

POLEMICA

Dal sito della Treccani

Polemizzare:Essere in polemica con qualcuno o qualcosa, opponendo vivacemente (attraverso scritti o anche in pubblici discorsi) le proprie ragioni a quelle di un reale o ipotetico avversario.

Chiariamo subito che se non posso "polemizzare", partecipare a queste discussioni non mi interessa più.

Non si possono discutere le affermazioni di Marco Boninu ? Ditelo e non vedrete più un mio commento.

Noto però che chi è pratico della materia ha condiviso le mie critiche sulle molte inesattezze contenute nellìarticolo.

Foriere peraltro di ulteriori equivoci, visto che ancora si parla di pene non scontate, di sentenze ineseguite ecc.

A CHI INTERESSA

Forse sarà bene chiarire a tutti che la detenzione domiciliare esiste nel nostro ordinamento dal 1986 !

Periodicamente i presupposti di questo e di altre misure alternative vengono ora ampliati ora ridotti, secondo logiche in parte irrazionali.

La detenzione domiciliare presuppone una condanna definitiva, iscritta nel casellario giudiziario ed è un modalità di espiazione della condanna.

Con indulto, amnistia e prescrizione non ha nulla a che vedere.

Tutti gli Stati moderni e democratici hanno istituti anche diversi dal carcere per l'espiazione della pena (negli Stati Uniti non esiste forse la libertà sulla parola ?)

Affermare che la detenzione domiciliare autorizza la vendetta, il far west o altro è aberrante: chi fa queste affermazioni è secondo me persona pericolosa per la democrazia.

In ordine alla

riduzione della severità della pena

come dice Moro, non c'è dubbio che, in genere, a casa propria si sta meglio che in carcere (dico in genere perchè ho avuto casi di persone che dopo lunghi periodi agli arresti domiciliari rimpiangevano il carcere), ma chi ha detto che la pena deve essere per forza scontata in carcere, alla massima severità ?

Applichiamo il 42 bis a tutti, mafiosi e non, perchè così è più severa ? Svuotare le carceri non fa diminuire la criminalità: pensate invece che il carcere faccia diminuire i criminali ?

Il fine principale della pena (visto che la componente retributiva è già contenuta nella misura stessa della pena) dovrebbe essere la rieducazione intesa come percorso onde evitare che, una volta liberato (perché prima o poi uno esce), un soggetto non commetta altri reati.

In quest'ottica c'è la detenzione domiciliare, l'affidamento in prova, la semilibertà ecc.

La concessione della detenzione domiciliare non è indiscriminata come sostiene Moro, tanto che deve essere concessa dal magistrato.

Possiamo interrogarci sulle ragioni ed effettivamente la motivazione principale appare il sovraffollamento delle carceri.

Da questo punto di vista il numero di detenuti in Inghilterra è irrilevante: il problema non è quanti detenuti può avere un paese, ma quanti posti ci sono nelle carceri.

In quelle italiane abbiamo superato il limite massimo di capienza, che più o meno è pari al doppio dei posti normalmente disponibili.

L'Italia è già stata condannata dalla CEDU per questo motivo. Le critiche però non dovrebbero investire né la casta, né i detenuti, nè le misure alternative.

Il problema è innanzitutto che c'è bisogno evidentemente di nuove carceri e soprattutto che è soprattutto comodo limitarsi a sbattere la gente in galera e fregarsene. Bisogna invece limitare il carcere e incentivare forme diverse che aiutino il recupero e la reintegrazione.

Ma mi rendo conto che la platea giustizialista che legge non mi sta già più ascoltando ....

 

Da questo punto di vista il numero di detenuti in Inghilterra è irrilevante: il problema non è quanti detenuti può avere un paese, ma quanti posti ci sono nelle carceri.

Ma certo! E aggiungo:

il problema non è quanti bambini abbiamo, è quante scuole;

il problema non è quanti malati abbiamo, è quanti ospedali;

il problema...

Il problema sono SOLO le nostre priorità: quel che si vuole risolvere, lo si risolve.

Il problema è che se si vuole mandare in malora non solo lo “stato” ma in generale la nostra società, il metodo giusto è proprio quello di rinunciare ad applicare la legge. Mi spiace dirtelo, ma questo è proprio l’errore che molte persone, anche oneste, commettono quando considerano “il crimine” come un fenomeno sociale da curare invece che da reprimere. Certo che bisogna curarlo, rimuovere le cause, recuperare i criminali, ecc...

Ma tutto ciò viene dopo, e sottolineo DOPO, una inflessibile* applicazione della legge. Il numero dei carcerati in un determinato momento è una variabile dipendente, non un parametro fisso, se deve arrivare a duecentomila (come sospetto) questo è quello che dovremmo predisporci ad avere.

Tutto il resto è corteggiare la morte della società.

 

*inflessibile ma corretta: se da un lato vi deve essere la certezza della pena, dall'altro ovviamente vi deve essere la certezza della correttezza sostanziale (oltre che formale) del procedimento.

 

 

Da questo punto di vista il numero di detenuti in Inghilterra è irrilevante: il problema non è quanti detenuti può avere un paese, ma quanti posti ci sono nelle carceri.

Ma certo! E aggiungo:

il problema non è quanti bambini abbiamo, è quante scuole;

il problema non è quanti malati abbiamo, è quanti ospedali;

......

Sto seduto a seguire il mio gregge di pecore e da semplice pastore mi trovo a pensare "ma i bambini purtroppo non sono in grado di costruirsi una scuola,  ma i malati purtroppo non sono in grado di costruirsi un ospedale .... ma i carcerati? ...  certo che possono costruire un carcere ... anzi imparerebbero anche un lavoro ... adesso esco dal mio pascolo e racconto al mondo come risolvere  un problema :)

 

 

 

Ma mi rendo conto che la platea giustizialista che legge non mi sta già più ascoltando ....

Lo sai come sono questi amerikani. Hanno nostalgia del caro vecchio West, quando il ladro di cavalli lo si impiccava al primo albero che si trovava pronunciando una preghiera per la sua anima…

Non si possono discutere le affermazioni di Marco Boninu ? Ditelo e non vedrete più un mio commento.

Per carità, assolutamente, polemizza quanto vuoi, alla fine dai comunque degli spunti di riflessione e delle utili notizie ai lettori.

forse non hai letto il mio intervento o lo hai scordato

sai bene che l´ho letto attentamente ed ho formulato una serie di domande cui tu non hai risposto. Il nocciolo delle tue proposte non elimina gli incentivi potenti del sistema a prediligere il dibattimento. Finché ci saranno tali incentivi è inutile allargare la possibilitá di patteggiare o aumentare la riduzione di pena.

 

Che le mie proposte non siano sufficienti è una tua opinione che io non condivido: secondo me le proposte indicate sarebbero ampiamente sufficienti a risolvere i problemi (anche perchè avrebbero l'effetto di disincentivare il dibattimento).

Quanto alle famose 4 domande ecco le mie risposte:

1) il codice di procedura penale ha contribuito allo sfascio della giustizia sì o no?

Assolutamente no. I problemi esistevano anche prima, basta del resto vedere il numero e la ripetitività dei provvedimenti amnistia e indulto per rendersene conto.

Prima del nuovo codice si facevano praticamente tutti i processi, non c’erano riti alternativi. Certo si acquisivano le carte dei pm, ma la durata dei processi e il sistema in generale non erano messi meglio di adesso

2) quanto dice questo avvocato in questo video è vero sì o no?

il video non mi pare più disponibile, sorry.

3) Le affermazioni che fa quest’altro avvocato in questo articolo sono una sua opinione o sono un’opinione delle Camere penali?

Lui stesso dice che sono sue opinioni personali. Io non ho titolo per parlare a nome delle Camere Penali, comunque mi paiono argomenti condivisibili e anche condivisi dalle Camere Penali (che da vent’anni chiedono la separazione delle carriere !)

4) quali sono le “garanzie” che i magistrati intendono abolire e, soprattutto, perché sarebbe sbagliata la loro abolizione?

Una marea, ogni giorno un magistrato si lamenta di una garanzia diversa. Fare l’elenco sarebbe quasi pari a citare tutte le garanzie del codice.

5) last but not least. Cosa propongono le Camere penali per migliorare il sistema?

Dare un’occhiata al sito, ai documenti e ai programmi delle giunte chiarisce questo aspetto. www.camerepenali.it

Infine, sarebbe istruttivo per tutti leggere le dichiarazioni di Palamara, segretario dell'associazione nazionale magistrati, sul ruolo del carcere:

Carceri. Anm: la soluzione non e’ solo costruirne nuovi

La “drammaticita’” della situazione delle carceri “e’ evidente”, con 69mila detenuti, un terzo dei quali tossicodipendenti e piu’ di un terzo stranieri, ma “la soluzione al continuo aumento del sovraffollamento non puo’ essere solo la costruzione di nuovi stabilimenti in quanto il carcere deve essere la extrema ratio”. Lo sottolinea il presidente dell’Anm, Luca Palamara, secondo il quale “e’ necessario introdurre pene alternative, non limitare l’affidamento in prova che pure ha dato buoni risultati, mitigare le restrizioni previste per i recidivi al godimento dei benefici penitenziari”. Il ddl ’svuota carceri’, approvato in via definitiva dovrebbe porre circa 9mila detenuti in detenzione domiciliare. “Questo provvedimento – rileva Palamara – sembra aprire la strada al criterio secondo il quale le pene brevi o il breve residuo finale possono essere espiati fuori del carcere nel senso auspicato dall’Anm di favorire il superamento della concezione pancarceraria della pena”, ma “restano dubbi e perplessita’, anzitutto per la schizofrenia legislativa, evidenziata dalla contraddizione di un legislatore che, da un lato, criminalizza fatti di dubbia offensivita’”, come il reato di immigrazione clandestina, “e, dall’altro, sopraffatto dall’emergenza, si preoccupa di svuotare le carceri”.

Come vedete, mi pare che le mie opinioni siano condivise anche dalla voce più autorevole della magistratura.

Certo due paroline poteva spenderle anche Axel, invece di fare il difensore d'ufficio di Boninu.

Da qualche parte mi sembra di aver letto che una percentuale alta (maggiore del 20%?) dei carcerati sono lì per qualche settimana o mese, e vi ritornano dopo qualche mese. Sarebbero piccoli spacciatori in attesa di giudizio, che vengono scarcerati quando scadono i termini della carcerazione preventiva e tornano in carcere poco tempo dopo. C'è qualcuno che può confermare questi dati? Se così fosse dovremmo prima di tutto preoccuparci di riesaminare la legislazione penale sulla droga. Naturalmente ci sarebbe la soluzione (mi sembra) di qualche stato americano: alla terza violazione, anche minore, il carcere a vita.  Nota: mi sembra che le mie informazioni provengano da una conversazione con un esponebte della associazione "Antigone".