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Una legge "inutile, demagogica e ipocrita" per il rientro dei talenti

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Severgnini cita dati OCSE per sostenere che i laureati italiani all'estero sono tre volte i laureati inglesi all'estero. Mi sembrano dati incredibili. C'è qualcuno che può confermarli? Il problema per l'Italia nn è quello dei laureati che cercano e trovano lavoro all'estero (che sarebbe un ottimo segno per i laureati italiani) ma piuttosto è l'incpacità di attirare laureati stranieri, anche perché la burocrazia italiana, per i laureati, ha fatto proprio il mormorio del Piave: "non passa lo straniero". Non si contano le difficoltà nel riconoscimento dei titoli accademici stranieri, nel superamento del requisito di cittadinanza, ec. ecc. ecc.

Severgnini cita dati OCSE per sostenere che i laureati italiani all'estero sono tre volte i laureati inglesi all'estero. Mi sembrano dati incredibili. C'è qualcuno che può confermarli? Il problema per l'Italia nn è quello dei laureati che cercano e trovano lavoro all'estero (che sarebbe un ottimo segno per i laureati italiani) ma piuttosto è l'incpacità di attirare laureati stranieri, anche perché la burocrazia italiana, per i laureati, ha fatto proprio il mormorio del Piave: "non passa lo straniero".

Anche a me la situazione torna come da te descritta, se ho tempo approfondisco. Pero' credo che la situazione che descrivi valga per l'ambiente accademico e per chi ha titoli oltre la laurea, mentre e' possibile che i dati sui laureati siano anche quelli riassunti da Severgnini, bisognerebbe controllare.

I dati non li ho sotto mano e ricordo di averli cercati senza successo su web.  La materia e' stata approfondita nel convegno "brain drain, brain gain" organizzato da T.Boeri per la fondazione De Benedetti a Pisa nel 2009 se ricordo bene. Per quanto ricordo i numeri concordavano col tuo quadro, almeno per chi aveva il dottorato di ricerca, ma non ricordo se c'erano dati anche sui semplici laureati.

Concordo. Di brain drain, praticamente assente, non ne parla nessuno. E' rivelatore della superficialità della discussione su questi temi, e coerente con la demagogia di cui si parla.

I dati usati da Severgnini sono presi di peso dalla relazione illustrativa della proposta di legge presentata lo scorso febbraio alla Camera. La trovi qui. Ci sono anche le referenze esatte agli studi OCSE, che peraltro risultano essere riferiti agli anni '90. Non so se ci sono studi più recenti.

I dati citati dalla relazione al DDL non provengono dalla OCSE ma da Eurostat. Bisognerebbe analizzarli bene alle fonti. La relazione sembra riferirsi ai dati della AIRE (Anagrafe degli Italiani residenti all'estero) che fornisce un quadro molto parziale. Vi si iscrivono gli italiani residenti all'estero che ne possono trarre vantaggi fiscali, ad esempio se hanno redditi in Italia o provenienti da aziende o enti italiani. L'aumento degli iscritti all'AIRE non significa quindi necessariamente un aumento degli emigrati, ma forse solo una modifica della legislazione fiscale. Bisognerebbe anche vedere i numeri assoluti e non relativi alla popolazione dei laureati residenti all'estero. E' credibile che i laureati italiani residenti all'estero siano più numerosi dei laureati britannici residenti all'estero? O stiamo citando percentuali con un denominatore (numero di laureati) molto piccolo per l'Italia, e molto più grande per la GB? Prima di tutto però bisogna trovare la fonte precisa dei dati. Aggiungo che in ogni caso la legge è inutile, demagogica, ipocrita e incostituzionale.

Hai ragione, la relazione parla di dati Eurostat. Però quelli sono i numeri che citava Severgnini, no?

Purtroppo non riesco a trovare lo studio di Eurostat citato. Aspetto che qualche economista più esperto mi dia un indirizzo preciso.