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Una legge "inutile, demagogica e ipocrita" per il rientro dei talenti

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Inteso ad evitare comportamenti opportunistici è anche l'art. 7 del Capo IV. Esso prevede che se l'emigrato ritornato decide di emigrare ancora ''prima del decorso di 5 anni dalla data della prima fruizione del beneficio'' debba restituire i benefici ricevuti ''con applicazione delle relative sanzioni e interessi''.

La ratio della norma è chiara, ma la sfortunata implicazione è che se uno torna in Italia e poi perde il lavoro perché, che ne so, l'azienda chiude allora sarà costretto a cercare lavoro solo in Italia oppure a pagare con una congrua somma il suo diritto a cercare lavoro anche all'estero. E' una illustrazione da manuale del perché questo tipo di regolette fatte ad hoc conducono inevitabilmente a situazioni perverse.