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Una legge "inutile, demagogica e ipocrita" per il rientro dei talenti

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Sì, è come dice Franco. Per quelli che sarebbero tornati comunque la legge non induce alcuna modificazione del comportamento ed è quindi un puro trasferimento verso questi signori. Si può argomentare che un trasferimento non è un costo, dato che c'è chi paga ma anche chi prende, ma le distorsioni nel sistema fiscale sono un costo.

Sull'entità del trasferimento e sul fatto che possa essere o meno efficace la questione è ovviamente empirica. Attento però che qua la domanda non è ''quanto vale mangiare le lasagne dalla mamma'' (per inciso, per me il valore è altissimo; ciao mamma) perché quel valore è già stato tenuto in conto nella decisione di stare all'estero. Ossia, il signore in questione sta comparando il valore attuale dell'utilità attesa di stare all'estero UEst (che include, presumibilmente, salari più alti e migliori condizioni di lavoro) con il valore attuale dell'utilità attesa di tornare in Italia UIta  (che include le amate lasagne).

La legge si vorrebbe rivolgere a signori che al momento hanno calcolato UEst > UIta, nonostante le lasagne, e che quindi hanno deciso di stare all'estero. L'idea è aumentare UIta con il vantaggio fiscale F, in modo che F+UIta>UEst. La cosa funziona solo se UEst-UIta<F. Nel post ho semplicemente stimato il valore del flusso annuale di F, che è circa 4000 euro per un signore che guadagna abbastanza da arrivare a uno sconto annuale di 25.000 euro (più sopra Lallo ha stimato che questo corrisponde a un reddito di circa 86mila euro), assumendo che tale vantaggio sia goduto per tre anni.  

Ovviamente non posso dire a priori se 4000 è tanto o poco. La ragione per cui sospetto sia poco, almeno per il target dichiarato della legge che è quello dei laureati produttivi, è dato da osservazione causale (nessuna persona che conosco tornerebbe in Italia solo per cifre simili; ovviamente altri fattori possono indurre a tornare, ma su questi la legge non ha effetto) e dal fallimento delle varie leggine fatte nel passato per il ritorno dei cervelli.

Il tempo dirà. Intanto osservo che, dato che i benefici termineranno nel 2013, ben pochi tra quelli che cambieranno la propria decisione in base alla legge saranno in grado di godere di 3 anni di agevolazioni. Anche se oggi, fulminato dal messianico messaggio di Letta e Lupi e incurante dell'incertezza residua, un laureato si mettesse a cercare lavoro in Italia passerebbe un po' di tempo prima di poter effettivamente trasferirisi. I benefici pieni andranno quindi solo a chi aveva già deciso di trasferirsi, ossia a quelli per cui la legge è inutile.

* Giustizia civile al collasso

* Corruzione a livelli stellari

* Politica -no comment-

* Una società mediamente arretrata

* Sistema economico di stampo medievale

* Servizi scadenti

* Tasse elevate

* Serie tv che arrivano in ritardo, doppiate male e spesso tagliate

Uno che già vive all'estero e guadagna "appena appena" bene perché mai bovrebbe tornare qui?

Per le lasagne? Ma se i freezer domestici sono diffusi dagli anni 30! (non in Italia of course)

* Giustizia civile al collasso

* Corruzione a livelli stellari

* Politica -no comment-

* Una società mediamente arretrata

* Sistema economico di stampo medievale

* Servizi scadenti

* Tasse elevate

* Serie tv che arrivano in ritardo, doppiate male e spesso tagliate

sotto l'albero, un bambino ottimista trova un cumulo di stallatico fumante. corre subito a perdifiato per tutta la casa, urlando la propria gioia "perchè ci deve essere di certo un pony, da qualche parte!"

uno potrebbe tornare dall'estero proprio perchè la crisi promette anche prospettive ed opportunità: a un giurista, quando mai capiterà l'occasione di contribuire  a rifare una giustizia civile da terzo mondo?

non voglio esercitare il paradosso fino a estremi poco comprensibili. voglio dire che conta la possibile evoluzione, non la situazione presente. l'ostacolo più grosso è allora la stagnazione, l'immobilismo opportunista della classe dirigente, non le mille sevizie che ci affliggono. quelle, fortificano :-)

La situazione è ancora peggiore

Ammesso che i 75000 euro siano tutti erogati il primo anno ( per semplicità e comunque ipotesi migliorativa) , che il tasso di inflazione sia il 2% , il rendimento ottenuto sia il 4% ed il soggetto usi 4000 euro ogni anno al valore dell'anno di erogazione ( cioè 4080 il secondo , 4161,6 il terzo e così via ) al 24-esimo anno non rimarrebbe più nulla.

Solo se spende 3350 euro / anno al valore del primo lo potrà fare per 30.