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Una legge "inutile, demagogica e ipocrita" per il rientro dei talenti

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La proposta di legge ha avuto un iter abbastanza complicato. O forse è l'iter di tutte le leggi.

Anyway: la time line è la seguente

- a febbraio la proposta ha cominciato l'iter alla Camera (è di questo che parla l'articolo del Sole linkato, non del testo apporvato).

- alla Camera la legge è stata approvata a maggio.

- al Senato, testo approvato a dicembre.

Nella sua prima versione (quella di cui parla il Sole, quindi), ho avuto modo di commentarla in Commissione finanze, sollevando dubbi del tutto simili a quelli esposti qui sopra (in questo link, si trova il testo della versione approvata alla Camera - che quindi NON è il testo che ho commentato io, nè ovviamente quello di cui parla il Sole: però si possono leggere i commenti miei e di altri alla proposta, se interessa...).

La cosa curiosa è che nel primo testo:

- gli incentivi fiscali avevano forma di deduzione di un tot dalla base imponibile, se non ricordo male: in pratica, veniva estesa la no tax area a un livello di reddito pari a 24/25.000 euro (vado a memoria, ma il Sole sembra confermare); il che non mi sembrava poi così poco: ma nessuno sapeva, e forse ancora sa, quanti individui "mordesse" questo incentivo

- erano previsti incentivi doppi a chi fosse tornato (lavoratore dipendente o imprenditore) in una regione del sud. Il presidente della Commissione (D'Antoni) nella controdiscussione disse chiaramente (o almeno così mi era parso di capire) che la legge doveva servire a fermare l'impoverimento del sud;

- non ricordo alcun riferimento al titolo di studio nella proposta di legge!

Inoltre: la legge si riferisce a tutti i cittadini comunitari perchè se fosse rivolta solo quelli italiani sarebbe impugnata dall'UE (così me lo hanno spiegato in Commissione, almeno).

Per i più curiosi, dovrei anche avere il testo della proposta d qualche parte. Ma mi pare che l'articolo del Sole la racconti abbastanza fedelmente.