Titolo

Gli economisti e i fatti, II

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Sulla questione 1 mi sembra che la Stirati abbia ragione. Lei usa la ''adjusted wage share''. E' una prassi ormai consolidata in letteratura. Ovviamente si possono avanzare critiche ma il suo metodo mi pare che sia largamente utilizzato e mi sembra anche il più generale.

Che sia largamente utilizzato non c'e' dubbio, ma il piu' generale non mi sembra proprio: le assunzioni sotto le quali l'attribuzione funziona sono piuttosto restrittive.

se si utilizzasse la adjusted wage share (che contempla anche parte del reddito degli autonomi), si riuscirebbe a stabilire anche in quel caso un collegamento tra il suo andamento e quello delle imposte indirette? 

Posso provare ma non vedo il punto dell'esercizio: se la quota aggiustata e' difficile da interpretare sarebbe altrettanto difficile da interpretare il risultato.  Invece utilizzando il reddito da lavoro dipendente l'intepretazione e' cristallina, sebbene non necessariamente vera (ho mostrato solo una correlazione).