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Gli economisti e i fatti, II

6 commenti (espandi tutti)

Gentile professore,

con l'espressione "adattare" intendo esattamente quello che Lei immagina. Non si tratta naturalmente di un atto di accusa rivolto a Lei personalmente: la scienza NON è neutrale e dunque ogni conclusione derivante da una raccolta di dati si trasforma in fatto "politico", nel senso nobile del termine. Ciò accade nelle scienze naturali, si figuri in quelle sociali! (E l'economia è una scienza sociale, non naturale: occorrerebbe, fra l'altro, prendere la buona abitudine di chiamare i "Premi Nobel" per l'economia con il loro vero nome: Premio per le scienze economiche della Banca di Svezia in onore di Alfred Nobel. A tal proposito, si tratta di un premio così screditato! - vedi il caso dei matematici che avevano "scoperto" il logaritmo in grado di capire l'andamento delle borse...).

La "visione del mondo" di chi fa ricerca influenza le sue conclusioni, non può accadere diversamente. Pertanto quando scrivo che i dati sono "adattati" significa che essi sono ad esempio, presi a pezzi, organizzati diversamente, dimenticati alcuni, modificati i metodi di calcolo ecc. E putroppo l'economia "mainstream" in questo è campione (le vorrei raccontare la faccia che fece un selezionatore quando, chiestomi cosa sapessi di marketing per un lavoro presso un'azienda, cominciai ad arzigogolare di elasticità della domanda, preferenze del consumatore ecc.).

D'altra parte, se mi permette, anche la prima parte di questo articolo mi sembra mooolto stiracchiato per dimostrare la sua tesi.

Per cui non se La prenda, ma chi come Lei fa ricerca economica pensando che i mercati siano oliati meccanismi naturali, quando troverà chi come me si sporca le mani in quel mercato si sentirà sempre rispondere che le vostre teorie sono ottime... per i libri di scuola.

Cordialità

il caso dei matematici che avevano "scoperto" il logaritmo in grado di capire l'andamento delle borse

Semplicemente incredibile. Il ''logaritmo''. L'andamento delle borse. Veramente da incorniciare. Fornisce l'esatta misura dell'ignoranza di un certo ambiente.

Noi tutti redattori però dobbiamo fare una riflessione. A cosa serve parlare con gente del genere?

Nulla. Non parlarci e, se t'avanza tempo, mandali a fare in culo. Mica ce l'ha ordinato il dottore d'aver rispetto per gli scemi.

ahaha... fa freddo in manicomio, eh?

Caro Saverio,

A messaggio diretto rispondo, naturalmente. Diamoci del tu, se non ti dispiace.

la scienza NON è neutrale e dunque ogni conclusione derivante da una raccolta di dati si trasforma in fatto "politico", nel senso nobile del termine

Quanto pesi, Saverio? 78 chili, mettiamo. Quanto pesavi 2 anni fa? 76 chili, mettiamo. Quale sarebbe il fatto politico che deriva da questo +2 chili? E quale sarebbe il fatto politico derivante dalla conclusione (scientifica) che sia io sia te saremo sicuramente morti fra, diciamo, 80 anni? E quando si raccolgo dati sperimentali sull'effetto di tre dosi x1, x2, e x3 del fertilizzante Y nelle stagioni A e B sul tasso di crescita dell'organismo Z? Come avviene la trasformazione in fatto politico della conclusione che l'effetto di x su Z e' lineare in A ma concavo in B?

Perche' dovrebbe essere diverso se raccogliamo dati su come ci dividiamo la torta? Solo perche' parliamo di lavoro e capitale? E se questi stessi dati li facessimo raccogliere a uno statistico del Buthan per il quale il numero 167 accanto a "chili di patate" ha lo stesso significato del numero 167 accanto a "giornate di lavoro"? Quale sarebbe il fatto politico derivante dal mero atto di raccogliere questo dato che per lui non significa nulla? O i fatti politici nascono anche dal nulla?

La "visione del mondo" di chi fa ricerca influenza le sue conclusioni, non può accadere diversamente. 

Puo', eccome. Mi dispiace, ma qui le nostre visioni del mondo divergono in maniera inconciliabile. Quando faccio ricerca la mia "visione del mondo" e' endogena. Non faccio ricerca per trovare conferme a quello che penso. Faccio ricerca per capire come funziona il mondo. Se no, per forza e' tutto fatto politico! Mi capita spesso di cambiare idea come funziona il mondo se quello che osservo contraddice quello che pensavo e che mi aspettavo di trovare prima di raccogliere i dati. Per me, e' il bello della ricerca empirica.

presi a pezzi, organizzati diversamente, dimenticati alcuni, modificati i metodi di calcolo

Puoi dirmi quali dati avrei volutamente occultato (preso a pezzi, dimenticato) e quali metodi di calcolo avrei (in malafede, presumo) modificato? Sono accuse un po' pesanti, sai com'e'.

Per cui non se La prenda, ma chi come Lei fa ricerca economica pensando che i mercati siano oliati meccanismi naturali, quando troverà chi come me si sporca le mani in quel mercato si sentirà sempre rispondere che le vostre teorie sono ottime

Puoi dirmi dove avrei scritto che i mercati sono "oliati meccanismi naturali"? Spero di non deluderti scrivendo invece che penso l'esatto contrario, cioe' che i mercati siano meccanismi per niente naturali (sono istituzioni, infatti, e le istituzioni le disegnamo noi) e pieni di frizioni. Non vedo come potrei prendermela se uno confuta una visione del mondo che non e' la mia.

Cordialmente.

Giulio, your patience for fools is WAY above average.