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Rigore Morale e Solidarietà

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Ho seguito la vicenda sui giornali, mi permetto di fidarmi almeno del 10% di quello che ho letto, e mi dispiace ma l'affermazione che tutto questo sia avvenuto per farsi pubblicità è davvero campata per aria.

Primo: il sindaco e la direttrice, che hanno di fatto alzato il polverone (l'iniziativa delle maestre avveniva sotto silenzio, l'interruzione di questo atto di solidarietà è stat una iniziativa del sindaco su segnalazione della direttrice), a mio avviso hanno fatto una figura davvero magra, e infatti sono rapidamente caduti in una sorta di silenzio stampa o forniscono risposte vaghe e confuse ai giornalisti.

Secondo: Né le maestre, né la famiglia in difficoltà economiche, né i cittadini che poi sono intervenuti per coprire loro le (ridicole) spese della mensa hanno consentito a far pubblicare i loro nomi.

 

L'idea che questa gente cercasse pubblicità è palesemente falsa. Alberto Bisin, stai tentando di difendere il comportamento ignobile e razzista di due personaggi istituzionali che non meritano tutto questo rispetto. Il fatto che questi comportamenti palesemente antisociali siano tollerati è, come nota Massimo Famularo che è stato anche troppo distaccato nel suo post, pericoloso.

Ue' Kaapitone, ti ha dato di volta il cervello? Dove hai visto che difendo il sindaco razzista? Non vorrei nemmeno discutere con te, ma non vorrei che altri abbiano frainteso.

Io dico che se un mio studente non ha i soldi per mangiare a mensa gli do i soldi, non mi tolgo io il pasto a turno coi colleghi. Il togliersi il pane di bocca e' una puttanata mediatica. 

Poi dove da questo consegua che io difendo il sindaco deve essere nescosto nei meandri di una mente assatanata.

Forse ho overinterpreted, in questo caso chiedo scusa.

Quello che ho capito dal tuo intervento è che sindaco, direttrice e maestre hanno tenuto il comportamento che hanno tenuto non perché sono convinti di essere nel giusto, ma per creare un caso che li facesse tutti apparire sulle pagine dei giornali.

Dal comportamento successivo dei protagonisti della vicenda mi pare proprio che non sia così. In particolare le maestre hanno solo scritto alla direttrice dell'istituto, il che non mi pare un amo alla stampa, e sono fino ad ora rimaste anonime e silenti.

Dove ho interpretato troppo - è adesso rileggendo che me ne rendo conto - è che il tuo commento non aveva l'intento di nascondere il comportamento dell'amministrazione dietro l'ipotesi dell'espediente mediatico. Scusami ancora, ma al momento mi è suonato proprio così, sono stato precipitoso e hai ragione a esserne risentito.

La ragione della scelta delle maestre di Fossalta, strana all'apparenza, è spiegata in un post più in basso (valerio, 16:11), e pare proprio che il clamore mediatico non c'entri nulla.

Dall'idea che mi sono fatto non c'è la volontà di finire sui giornali da parte di nessuna delle due parti (sindaco o insegnanti). Non è come ad Adro, dove invece, secondo me, il sindaco fa di tutto per apparire sui media.

Il problema è un altro: le insegnanti hanno visto una bimba senza pasto ed è venuto loro spontaneo regalare il proprio pranzo (invece di andare a comprare i buoni: non ci avranno pensato, ma come ho detto in un altro commento hanno comunque adottato un modo che evitasse di pesare sul comune o sulla ditta fornitrice) e informare della situazione la dirigente scolastica, affinché informasse il comune. La dirigente ha cercato di risolvere il problema come poteva (ho scritto come in un altro commento). Il sindaco, constatati in qualche modo la possibile (dico possibile, perchè comunque gli insegnanti hanno anche dei doveri nei confronti dei bimbi, non solo nei confronti del comune o dello stato) illegittimità del comportamento (sicuramente c'è un tecnico che gli ha detto del "danno erariale". Sinceramente: a quale persona normale verrebbe in mente che c'è un danno all'erario, se il numero di pasti erogati sono uguali al numero di buoni?) e la ritrosia degli insegnanti ad attottare le soluzioni della dirigente, solo allora, sentendosi in qualche modo buggerato dalle insegnanti stesse (che continuano a dar da mangiare alla figlia di un extracomunitario musulmano contro la volontà del sindaco, e, a quanto pare a lui, contro l'erario comunale), parte con le minacce di ritorsioni disciplinari. Tutto questo invece di risolvere il tutto "in via bonaria" (che è quello che contesto al sindaco: è quello che dovrebbe fare un sindaco!)

Come ho detto secondo me è un problema di comunicazione tra istituzioni pubbliche (in queste comunità scuola e comune sono tra le istituzioni principali), dovute a ragioni politico-culturali che si sono sfortunatamente radicate (insegnante=statale sfaccendato, leghista= ignorante xenofobo) e che esplodono solo ora per il sopravvento di sindaci leghisti, che prima non c'erano.

Lo dico perché non si tratta affatto del primo caso nella zona, di certo è il più eclatante perché colpisce il pasto di una bimba di quattro-cinque anni (l'età precisa non conta: magari è nata nel 2006...).