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Rigore Morale e Solidarietà

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Che certe forme di buonismo-colpevolismo peloso stile PD attecchissero perfino su nFA è qualcosa di davvero sorprendente (e un poco preoccupante di questi tempi, se me lo si consente). Tre punticini:

* aiutare le persone in stato di bisogno è cosa buona e giusta. Il problema è distinguere coloro che si trovano davvero in stato di bisogno da coloro che "ci marciano". Per alimentare la seconda categoria - fino a farla prevalere - è sufficiente aiutare gli elementi della prima con modalità maldestre o senza i dovuti controlli.

* usare il buono pasto delle maestre per nutrire l'allieva bisognosa è SICURAMENTE abusivo. E' infatti vero che il buono pasto è retribuzione in natura, ma vincolata: può essere usata soltanto per l'acquisto di un pasto utilizzato dal titolare. Esattamente per questo motivo è sottoposto a un regime fiscale differenziato.

* Le buone maestre faranno bene a fondare rapidamente un micro-fondo a favore dei bambini bisognosi, alimentandolo con le offerte che riusciranno a raccogliere (incluse le proprie, se non ottenute "vendendo" il buono pasto...). Se poi riescono a mettere in piedi una ONLUS otterranno anche la deducibilità fiscale delle offerte. Si può fare perfino nella patria della vessazione fiscale.

 

Mi sembra invece che ci sia tanta ipocrisia. Le maestre cedono il loro pasto ad una bambina (non si tratta di un buono pasto ma di un servizio mensa). Sarebbero tutti soddisfatti per il rispetto delle norme se il pasto fosse buttato, ma se si cede volontariamente c'e' una polemica insensata. In cosa si concretizza poi il danno erariale? 

Inoltre mi incuriosisce la seguente affermazione:

"E' infatti vero che il buono pasto è retribuzione in natura, ma vincolata: può essere usata soltanto per l'acquisto di un pasto utilizzato dal titolare."

Come mai allora con i buoni pasto si puo' fare la spesa in alcuni supermercati?

Mica sono un fiscalista... so solo come utilizzare i miei buoni pasto. La questione della spesa è controversa, tuttavia è chiaro che una cosa è che ci faccio la spesa io (titolare del buono), altro è che lo vendo o lo regalo. Il primo comportamento è regolare, il secondo no.

Buono pasto o non buono pasto, il pasto aziendale, come retribuzione in natura per i lavoratori il cui orario di lavoro supera un certo limite, non è cedibile. Punto e basta. Di sicuro è legale se viene buttato piuttosto che ceduto illegalmente.

Mi sembra di dire cose più che ovvie. Mi sembra che qui il trinomio emozionale bambino-cibo-bisogno stia facendo perdere lucidità.

 

Aggiungo: siccome una certa quantità di pasti delle mense vengono gettati, se ne può fare un utilizzo efficiente cedendoli ai bisognosi. Non in modo estemporaneo però (gli abusi sono sempre dietro l'angolo): opportune ONLUS specializzate faranno accordi con i gestori delle mense in dato contesto normativo (i.e.: niente normativa = pasto buttato). Ancora una volta le maestre possono fare poco direttamente e per il singolo caso, molto (caro sindaco, organizzati per non buttare i pasti in eccesso) a livello sistemico.

Ma scusa. La maestra va alla mensa, ritira il suo pasto e poi seduta al tavolo lo regala a un bambino. E questo sarebbe un reato? Qualcosa mi suona sbagliato in questo ragionamento.

Tipo, se un bambino non ha fame e passa il suo pasto al vicino famelico, commette un reato?

il bambino paga  per il servizio, puo' fare quello che vuole col suo cibo. la maestra no., quella e' parte della sua retribuzione ed e' non cedibile a terzi. 

Antonio, cosa ti sei bevuto per prepararti a guardare Super Bowl a Oxford?

O fumato, fai tu. O cosa ti è rimasto sullo stomaco dal pasto di ieri ...

E cosa cazzo c'entra il buonismo (visto che ci sono, questa è diretta a qualcuno sopra che l'ha tirato in mezzo).

Qui la valutazione è tutta politica, se vuoi: perché il sindaco deve impedire ad un dipendente pubblico di usare la propria retribuzione come vuole?

perché il sindaco deve impedire ad un dipendente pubblico di usare la propria retribuzione come vuole?

 

perche' quel beneficio non e' trasferibile. Vedi che non ci stiamo capendo: la maestra puo' pagare di tasca sua per il pasto della bambina. Non puo' invece cedere il suo buono pasto. 

Sei tu che non stai capendo.

Non lo cede, lo regala. E paga di tasca sua portandosi da casa il cibo.

E, come i fatti citati sopra spiegano, questa è stata una soluzione temporanea finché han fatto una colletta.

Perdona, Antonio, ma qui stai/state cadendo nel ridicolo.

Io sono il primo a sostenere dura sed lex. Ma la sostanza della legge, non il vuoto formalismo con intenti persecutori.

Per non parlare del criterio di proporzionalità: SE regalare a proprie spese il buono pasto ad una ragazzina che non ce l'ha implica la denuncia per danno erariale quale pena dovremmo ritenere appropriata per la concussione? L'ergastolo? Dico la concussione a caso, avrei potuto dire l'eccesso di velocità, o le pause caffé di un'ora d'ogni dirigente ministeriale ...

guarda, Michele, non so cosa dirti, ne'elam te lo ha spiegato sotto perche' e' danno erariale. E' una norma sbagliata, ridicola, vergognosa, stupida? ma magari si, ma e' una  norma. Si poteva risolvere tutto con il buon senso? Ma magari si, e chi dice di no. NON SI PUO' FARE quello che hanno fatto le maestre, siamo d'accordo su questo? non si puo' fare a prescindere dalla motivazione e dalla durata, siamo d'accordo? 

NO, non siamo d'accordo.

E l'ho spiegato a ne'elam che non siamo d'accordo e perché.

Il danno erariale NON SUSSISTE! Nè diretto né indiretto! Leggersi le norme, cazzo!

 

Danno erariale, ma stiamo scherzando? Quando ho il piatto di pasta in mano, e' mio o no? Davvero vogliamo estendere le follie che si leggono sui DVD anche ai beni fisici? Dai, siamo fuori dalla legalita' se uno non puo' trasferire come gli pare un bene in suo possesso. 

E se coi buoni pasto vado al supermercato e ci prendo dei generi alimentari (cosa non vietata) e ci preparo il pranzo per la famiglia ma io sono a dieta e mi mangio l'insalatona con quello che coltivo nell'orticello?

CYA

Burocratismo privo di buon senso. Perchè di buon senso si tratta non di politica. Le maestre hanno risolto il problema senza violare alcuna norma e senza generare costi. Se poi la vogliamo buttare in politica, possiamo sempre farlo.