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Rigore Morale e Solidarietà

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Questo problema nasce, a mio parere, dalla (non) cultura amministrativa dell'attuale sindaco di fossalta di piave. Questo "tipo di politici" interpetano l'attività amministrativa in questi due momenti: prima ci si fa "dare ragione" dagli elettori con il voto, voto che implica quindi l'autorizzazione a fare quello che si vuole (in base al "volere del popolo"), e poi si agisce attraverso norme, regolamenti e carte bollate. A questo si aggiunge l'estrema incomunicabilità, in queste zone, tra amministratori leghisti e istituzioni scolastiche dovute a motivazioni politico-culturali che purtroppo si sono profondamente radicate (l'insegnante è uno statale sfaccendato e il leghista un bifolco ignorante).

La ricostruzione dei fatti è questa: la bambina inizia a non portare a scuola i buoni pasto del Comune. Ovviamente la mensa continua a fornire i pasti: spesso i bambini si dimenticano i buoni pasto a casa e/o i genitori si dimenticano di andarli a comprare, un po' di flessibilità è d'obbligo. L'azienda fornitrice dei pasti però si accorge che non riesce a raccogliere sempre tutti i buoni pasto perché c'è qualcuno (la bambina) che non li porta mai. Allora le insegnanti decidono di dare il loro pranzo, fornito dalla mensa comunale, alla bambina (è per questo motivo che le insegnanti non comprano i buoni pasto, ma cedono il loro pranzo: si trovano con un'azienda che pretende il buono pasto e certamente loro non possono uscire dalla scuola per andarlo a comprare). Di questo informano la direttrice scolastica: "c'è una bimba che non porta i buoni e noi, momentaneamente, le diamo il nostro pranzo" (tra l'altro le medesime insegnati si erano già organizzate per comprare direttamente i buoni pasto e regalarli alla bambina). La direttrice cerca allora una soluzione con le insegnanti. La soluzione prospettata è quella di modificare l'orario scolastico anticipandone la fine di un'ora, in questo modo la mensa (dalle ore 12 alle ore 13) non risulta più all'interno dell'orario scolastico (che finisce alle ore 13) e la bambina può andare a mangiare a casa. Le insegnanti si oppongono: come si può cambiare orario scolastico ad anno iniziato, e poi che problema c'è? La bambina per ora mangia, ed è il servizio sociale del comune che dovrebbe risolvere il problema! A questo si riferisce il sindaco quando dice che la soluzione avrebbe potuto risolversi all'interno delle mura scolastiche. A questo punto (o forse anche prima di incontrarsi con le insegnanti) manda la lettera al sindaco, che è responsabile del servizio mensa . Vedremo se sarà possibile ottenere (in consiglio comunale dovrebbe saltar fuori) una copia della famosa lettera, che dovrebbe essere stata protocollata (si spera che questi non comunichino con degli SMS).

Allora interviene il sindaco, che dall'alto dell'investitura popolare, dirama i suoi ordini, sul presupposto che la mensa, essendo del Comune, la deve gestire lui. E qui ci si trova di fronte ad un chiaro caso di insubordinazione: già al Comune tocca pagare il pranzo delle insegnanti (con lo Stato che chissà quando lo ripaga), e queste prima lo rigirano alla figlia di un integralista islamico parassita sociale e poi si oppongono alla splendida soluzione congeniata dalla direttrice scolastica, è inevitabile la minaccia di licenziamento (http://it.wikipedia.org/wiki/Insubordinazione_%28diritto_civile%29). A parte l'insulsaggine della punizione eccessiva (ma si sa: più si urla, più ci si fa sentire), che non reggerebbe mezzo minuto di fronte ad un qualsiasi giudice dotato di senno, qui compare l'inadeguatezza amministrativa e l'incomunicabilità del suddetto sindaco: perché non vai a parlare direttamente con le insegnanti, o ci mandi un qualche assessore (all'istruzione o, per l'appunto, ai servizi sociali), invece di pensare di risolvere il problema con ingiunzioni e minacce di licenziamento? E soprattutto se la scuola ti ha girato la lettera che descrive il problema, perché dici "il caso doveva essere evidenziato subito ai servizi sociali per individuare una soluzione"? E' la tua giunta la responsabile del servizio mensa delle scuole elementari ed è la tua giunta la responsabile dei servizi sociali del comune: cioè, ma che vuoi di più? Ma non ti sei mai chiesto perché ogni mese dal bilancio comunale spariscano millecinquecento euri (e più, probabilmente) e poi questi ricompaiono nel tuo conto in banca?

Ulteriori info:

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/02/05/news/fossalta-mensa-negata-lega-sotto-accusa-3369854

E da me, la settimana prossima.

 

Grazie di questa messe di informazioni!

Scusate faccio un disclaimer (si dice così?) lo dico subito perché mi pare corretto.

Nel mio commento informativo non sono riuscito ad astenermi dall'inserire anche elementi di polemica politica (specie alla fine) sul sindaco Sensini. Queste informazioni sono parziali, però spero di poter ottenere maggiori informazioni in futuro, più particolareggiate e più precise, se interessa. Se riesco a trovare qualcosa a favore del comportamento del Sindaco (che dal mio punto di vista per ora è esecrabile, anche se qualcuno lo riterrà comunque inappuntabile nella sua rigorosità alla lettera della legge) così come ne ho trovato a favore di quello delle insegnanti (sempre secondo il mio punto di vista, altri penseranno che il lavoratore deve prima tener conto degli interessi dell'ente per cui opera e solo poi dei fruitori del servizio), lo riporterò. E spero anche di poter scrivere senza farmi troppo trasportare dalla polemica politica, come è successo oggi.

 

 

Aggiornamento

valerio 7/2/2011 - 10:39

La dirigente scolastica dell'istituto, Simonetta Murri, ha scritto alle famiglie: «Mi spiace passare per una persona insensibile alle problematiche sociali - spiega - il mio ruolo mi impone l'obbligo di rispettare le regole e le norme. La decisione di vietare l'utilizzo anomalo del buono pasto, di fronte ad un richiamo formale del sindaco del Comune che paga i buoni pasto al personale per esplicito accordo ministeriale, è un atto dovuto, necessario per evitare possibili conseguenze anche legali ai docenti e al personale. Dal punto di vista personale, la scelta, nell'emergenza, non poteva che essere quella di far rimanere a scuola la bimba nel solo orario mattutino fintanto che la famiglia non fosse entrata in possesso del buono. Situazione che io, con la collaborazione della vicaria della scuola, ho risolto ricorrendo a forme di beneficenza da parte di anonime famiglie».

 

 

 

Questa mi sembra, finalmente, una affermazione di buon senso. Speriamo bene... forse il problema sta tutto nel fatto che il sindaco è maldestro, e non si è reso subito conto di che razza di polverone stava per tirare su, considerato che lui è leghista e la bambina non è padana.

Non proprio

Dal punto di vista personale, la scelta, nell'emergenza, non poteva che essere quella di far rimanere a scuola la bimba nel solo orario mattutino fintanto che la famiglia non fosse entrata in possesso del buono.

Qui la direttrice ribadisce la sua proposta (bocciata dai docenti) di inserire la mensa all'esterno dell'orario scolastico, in modo tale che la bimba potesse andare a casa a mangiare. E' anche lei piuttosto maldestra, non solo il sindaco: cambiare l'orario scolastico in corso d'anno è cosa credo impossibile o quantomeno inimmaginabile. Porre la mensa fuori dall'orario scolastico porta a due sole conseguenze: o  tutti i bambini vanno a casa un'ora prima (e allora vi sarebbero parecchi genitori che arrivano con i forconi, dato che ad inizio anno si sono organizzati per riavere i bimbi pasciuti alle ore 13, senza parlare poi della causa che intenterebbe la ditta fornitrice), oppure le insegnanti accudiscono gli altri bimbi in mensa al di fuori del proprio orario di lavoro, quindi senza che le ore vengano conteggiate per lo stipendio, ma, soprattutto, senza assicurazione (e quindi col conseguente rifiuto della ditta ad operare)!

Eh sì ma quel che è fatto è fatto... mi pare che la direttrice concluda dicendo che si è trovata la solidarietà delle altre famiglie, e fa intendere che questa soluzione è una buona soluzione. Messa così mi pare l'atteggiamento di una persona che si è resa conto che qualcosa non andava nel proprio ragionamento, ha fatto un passo indietro e adesso glissa sulle "ragioni del sindaco" che prima difendeva senza discutere. Insomma a me pare meglio, no?

Ho avuto modo finalmente di parlare direttamente con una mia conoscente di Fossalta di Piave. Lei non ha parlato direttamente con il sindaco, ma lo ha fatto un parente stretto. L'impressione che hanno loro è che il sindaco non si stesse rendendo conto del pasticcio che stava combinando - insomma ha agito in modo maldestro - e adesso vorrebbe ritrattare, correre ai ripari. Ed è stupito del clamore mediatico.

Io spero che sia vero e ne sono rincuorato, meglio maldestri che razzisti. Però, essere stupiti del clamore mediatico per un caso simile, bisogna essere MOLTO maldestri...