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Rigore Morale e Solidarietà

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Le insegnanti in realtà si sono preoccupate di "autotassarsi" e quindi di andare a comprare i buoni-pasto invece di cedere il proprio pranzo (era la soluzione per febbraio), ma AL MOMENTO che fai se l'azienda che distribuisce i pasti vuole il buono pasto E QUESTO BUONO PASTO NON C'E'? Esci dalla scuola, abbandonando gli alunni, e vai a comperarlo? Una bellissima idea che garantisce, questa sì, il licenziamento. Lasci la bambina seduta in mensa SENZA MANGIARE, in mezzo agli altri? Belle educatrici sarebbero queste qui!

Questo fa un buon insegnante: alla bambina da il suo pasto e mandi una lettera alla direttrice spiegando il problema. Ma che altro può fare una persona umana?Va dalla bambina e le dice: "sai, oggi non mangi, perché, vedi, io mangio, ma non posso darti il mio cibo perché è un benefit associato al mio stipendio, sai, se lo facessi, il sindaco mi accuserebbe di danno erariale: mettiti lì ed aspetta buona buona, senza piangere"

Secondo me si perde anche il senso del TEMPO: questa storia dei pasti regalati va avanti da un mese, non di più, non è roba che succede da anni e anni...

Le insegnanti in una situazione di EMERGENZA hanno reagito così. Potevano andare a comprare i buoni il giorno dopo che si era presntato il problema? Avrebbero potuto. Ma prima non sarebbe stato meglio parlare CON I GENITORI della bambina, prima di SOSTITUIRSI A LORO comprando i buoni per la figlia? O no? Quando tempo ci si mette a incontrare i genitori, che faticano pure a parlare l'italiano? Oppure, aspettavano solamente che si facesse una riunione con la direttrice e magari il sindaco per sistemare le cose e, intanto, IN VIA PROVVISORIA, davano il loro pasto alla bambina: evidentemente sembrava loro di non recare danno (e non l'hanno recato) né all'azienda dispensatrice nè al comune AGENDO IN ASSOLUTA BUON FEDE E TENENDO CONTO DEL LORO DOVERE DEONTOLOGICO verso TUTTI gli alunni (pure quelli figli di poveri e/o parassiti sociali).

Sa cosa avrebbero potuto fare: prendere il proprio pranzo, mangiarlo e poi chiedere il bis. Sarebbe stato del tutto legittimo: molti bambini ed insegnanti lo fanno, tanto di avanzi ce ne sono sempre: con gli avanzi di una mensa come quella ci vivono perlomeno tre cani e cinque gatti (esperienza personale). Poi il bis avrebbero potuto darlo alla bambina. INVECE NO, non l'hanno fatto: si sono privati del PROPRIO PRANZO e l'hanno dato alla bambina. Questo dimostra la completa buona fede e l'intenzione di non recare alcun danno al Comune o all'azienda fornitrice.