Titolo

Rigore Morale e Solidarietà

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(Presumendo che il fatto sia davvero come riportato nell'articolo:)

Scusate, ma a me sembra che si possa parlare di razzismo/discriminazione ingiustificata anche quando si applicano delle regole che formalmente sarebbero uguali per tutti. in particolare, questo caso balza all'occhio per una serie di motivi.

1. In Italia tutti se ne strafottono delle regole, e di regole importanti, e nessuno fa una piega, mai. Possibile che all'improvviso, quando si tratta di una "trasgressione" a favore di una bambina immigrata e di colore, tutti si diventi più fiscali del più rigido dei teutoni? Ma noi Italiani eravamo mica quelli del "brava gente"? Ah, ecco.

2. Mi meraviglio di dover essere io a spiegarlo, ma c'è regola e regola. Alcune son giuste, altre un po' meno. Non solo: c'è trasgressione e trasgressione. Questo non è solo un "crimine" senza vittime: qui ci sono pure molti beneficiari. La bambina prima di tutto, poi i suoi compagni che non devono assistere a scene demenziali come una compagna tenuta a digiuno per motivi economici (ma voi, vostro figlio all'asilo, vi andrebbe bene che vedesse cose del genere?); e poi la famiglia e pure la società tutta, che in teoria dovrebbe farsi carico di queste esigenze senza che debba intervenire il buon senso (prima che il buon cuore, che pure c'è ed è apprezzabile) delle maestre private cittadine.  Che avrebbero anche potuto fregarsene altamente della situazione, creando un danno questa volta sì reale e ben definito, ma tenendosi il didietro parato grazie al rispetto formalistico delle regole.

Spiegatemi per favore come si fa a considerare serio il comportamento del sindaco. Ci sono innumerevoli regole che vengono quotidianamente violate - abusivismo edilizio, raccolta differenziata, parcheggi, limiti di velocità, c'è solo l'imbarazzo della scelta - e queste trasgressioni sì che causano danni concreti. Però i trasgressori son cittadini, votano, sanno farsi valere e pure prevalere, e se li multi poi rompono le scatole in comune e magari ti tolgono il saluto al bar. Questa fregola di far rispettare un cavillo burocratico in una situazione in cui davvero il trasgredire era il male minore manca totalmente di motivazioni che non siano quelle di vessare per motivi ideologici disprezzabili chi non è in posizione di difendersi.