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Rigore Morale e Solidarietà

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Ritengo anche io come alcuni altri commentatori che sindaco e direttrice siano nel giusto ad esigere che non vengano ceduti buoni pasto, anche solo come regalo.  Cercando su web vedo regolamenti che lo vietano esplicitamente, per esempio da http://www.bluticket.it/utilizzatore/regole-d%27uso.asp:

  • Il buono pasto è utilizzabile solo per usufruire del servizio di mensa aziendale attraverso terzi, debitamente sottoscritto e datato
  • Il Buono pasto non è cedibile, né cumulabile,ne commerciabile né convertibile in denaro

In italiano "cedibile" include il caso di cessione gratuita, in caso contrario il burocratese prevede in genere l'ampollosa espressione "cedibile a titolo oneroso".

Non si tratta di una stranezza esclusiva dell'Italia, si verifica anche altrove, ad es. in una scuola pubblica della Pennsylvania e in una scuola cattolica della California. Scommetto anzi che e' una regola piuttosto diffusa, per una serie di motivi non solo e nemmeno prevalentemente di costi. Sicuramente una regola del genere comunque fa risparmiare, perche' e' evidente che sui grandi numeri una percentuale, anche piccola, dei pasti teoricamente consumabili non saranno consumati dal percettore, e se e' possibile cedere i buoni anche in forma gratuita allora un numero maggiore di pasti verranno consumati rispetto al caso in cui la regola viene seguita, e il costo complessivo del servizio mensa, che segue il numero medio di pasti erogato assumendo che non ci siano stupidita' e sprechi deliberati, aumenta.

E' possibile che nello specifico caso in questione non si verificasse alcun apprezzabile danno erariale, ma in un contesto civile la procedura corretta per rivedere una qualsivoglia regola non e' violarla personalmente in maniera continuativa, ma agire democraticamente perche' venga corretta. Poi non posso credere che non fosse possibile far avere alla famiglia dell'alunna le limitate risorse necessarie all'acquisto dei buoni pasto sussidiati dal Comune per la moltitudine di persone di buon cuore a conoscenza della situazione, a partire dalle maestre.

In Paesi civili come gli USA c'e' un detto che esemplifica nella cultura popolare il concetto: "two wrongs do not make a right" o qualcosa del genere.  Questo concetto manca nella meno civile e meno avanzata cultura popolare italiana, che per motivi storici anche razionali non ha sviluppato elevati livelli di coesione civile.

La carenza di rispetto delle regole, il fatto di sentirsi autorizzati a violare norme in base a decisioni personali, indipendentemente dalla presunta bonta' dei motivi, va a braccetto con l'esistenza di regole demenziali e stupide nel frenare lo sviluppo civile dell'Italia. In un certo senso, l'abitudine a violare le regole fa si' che rimangano in piedi regole dementi e stupide perche', tanto, quando serve vengono violate, con la conseguenza tipicamente italiana che poi, se chi ha il potere vuole colpire chirurgicamente qualcuno, applica a lui le regole che milioni di altri violavano, come insegna Andreotti. Se invece tutti o almeno la maggioranza agisse secondo democrazia per cambiare regole stupide e dementi, ci sarebbe almeno speranza di un decente progresso civile.

Premesso tutto questo, il fatto di essere nel giusto nell'esigere il rispetto delle regole non esclude che il sindaco, nel complesso delle sue azioni e omissioni e nel complesso del suo atteggiamento nella specifica vicenda possa aver sbagliato anche gravemente, ma almeno ha fatto correttamente il suo mestiere.

C'e' poi una considerazione generale da fare, a partire da questo fatto aneddotico: il sindaco leghista sta sostanzialmente rispettando, anche se probabilmente con modi sbagliati ed elettoralmente contro-producenti, proprio uno degli elementi fondamentali del mandato politico degli elettori della Lega Nord. Tra i vari elementi della protesta su cui prospera il consenso elettorale alla LN ci sono due fatti precisi:

  1. Chi ha avuto il potere in Italia ha usato molto frequentemente risorse pubbliche per comperare consenso, con la scusa della solidarieta', della bonta' e cosi' via.  Non solo per far questo ha sottratto ricchezza ai contribuenti, ma come indica chiaramente per esempio il disastro economico che si verifica dall'unificazione nel Sud Italia, cio' ha danneggiato la politica italiana, l'economia italiana, e cio' che forse colpisce ancora di piu' gli elettori, ha sottratto risorse importanti per molti servizi e welfare statale di carattere universale che mancano e/o solo estremamente limitati e contingentati.
  2. Frequentemente l'acquisto del consenso mediante la spesa pubblica avviene violando norme e regole, per esempio coi falsi invalidi, coi falsi braccianti agricoli, con gli operai forestali fittizi ma che incassano lo stipendio, e cosi' via.

Quindi sta nel mandato elettorale alla LN combattere il welfare non giustificato che viene caricato sui contribuenti per acquistare consenso elettorale, e combattere anche le violazioni di norme e regole associate con cio'.  Questo caso specifico entra in questo campo di azione molto marginalmente, qualcuno potrebbe pensare surrettiziamente, ma in realta' c'entra meno marginalmente di quanto si potrebbe pensare.

La questione dei buoni pasto per le mense scolastiche e' una materia piuttosto delicata su cui ci sarebbe bisogno di fare un minimo di chiarezza che l'usuale disinformazione e propaganda politica impediscono. In Italia la regola generale, cristallizzata nelle leggi e nelle regole, e' che la mensa scolastica non e' un servizio pubblico universale da garantire a tutti.  Forse dovrebbe esserlo, per come la materia viene strumentalizzata politicamente, anche perche' desta sensazione che venga negato un pasto nella mensa scolastica, ma lo Stato italiano preferisce spendere i suoi soldi per stipendi galattici dei politici, dei dirigenti pubblici, dei parrucchieri di Montecitorio, ma non per mettere a bilancio (e far pagare le aggiuntive tasse corrispondenti) l'erogazione dei buoni pasto a tutti gli studenti, universalmente.

Come per tanti altri possibili servizi pubblici universali finanziati da tasse, la strategia di chi legifera in Italia in questa materia e' di scaricare i costi del servizio sulle famiglie, con delle regole piu' o meno equivalenti all'imposizione IRPEF, ma in maniera meno progressiva, lasciando comunque alle famiglie l'opzione di non usufruire del servizio e non pagare. So per esperienza diretta fra l'altro che i costi della mensa scolastica sono superiori al costo di mangiare a casa.  Il fatto che la mensa scolastica non sia erogata a tutti gratuitamente acccade anche perche', per tutti gli sprechi che affliggono lo Stato italiano, anche senza pagare questi servizi l'imposizione fiscale sugli onesti e' ai vertici mondiali (~63% di aliquota marginale omnicomprensiva, anche per redditi netti dell'ordine 1000 euro netti al mese). Scaricare sulle famiglie il costo di tutto o parte di possibili servizi pubblici universali e' una regola frequente dello Stato italiano in molti ambiti: l'assistenza per i non autosufficienti, l'assistenza per i disabili, l'assistenza per i malati di mente, per finire con le autostrade, che sarebbe certo piu' efficiente offrire come servizio pubblico gratuito, eliminando il lavoro parassitario dei casellanti. Si noti che alcuni di questi costi scaricati sulle famiglie sono molto piu' onerosi e riguardano materie piu' importanti, ancorche' meno facilmente strumentalizzabili politicamente, dei pasti nelle mense scolastiche.

Non so che dire, questo genere di interventi mi sembrano uno sforzo burocratico/intellettuale degno di miglior causa. Personalmente il buon senso mi dice che una bambina di anni quattro, che ovviamente non e' in grado di comprendere i regolamenti delle mense scolastiche, non dovrebbe sentirsi discriminata. Il buon senso mi ricorda anche che, guarda caso, in Italia le regole si applicano con rigore da esercito prussiano solo a danno degli ultimi. Nel paese dell'arbitrio generalizzato, trovo perlomeno singolare concentrare i propri sforzi moralizzatrici su di una bambina di quattro anni.

Comunque riconosci tu stesso che si tratta di questione politica e non regolamentare

C'e' poi una considerazione generale da fare, a partire da questo fatto aneddotico: il sindaco leghista sta sostanzialmente rispettando, anche se probabilmente con modi sbagliati ed elettoralmente contro-producenti, proprio uno degli elementi fondamentali del mandato politico degli elettori della Lega Nord.

quindi mi sembra ci sia ben poco da aggiungere...

Non so che dire, questo genere di interventi mi sembrano uno sforzo burocratico/intellettuale degno di miglior causa.

L'intervento e' piu' che giustificato dal fatto che molti, poco onestamente per fini di propaganda politica, o per semplice ignoranza dei fatti, ignorano alcune norme vigenti e le loro motivazioni fattuali. Ritengo invece sbagliato e nocivo operare come fai tu in questo commento, e cioe' lasciar correre un resoconto errato e tendenzioso dei fatti, criticando chi cercadi farlo, motivando lo stravolgimento dei fatti con fini moralmente superiori.

Personalmente il buon senso mi dice che una bambina di anni quattro, che ovviamente non e' in grado di comprendere i regolamenti delle mense scolastiche, non dovrebbe sentirsi discriminata. Il buon senso mi ricorda anche che, guarda caso, in Italia le regole si applicano con rigore da esercito prussiano solo a danno degli ultimi. Nel paese dell'arbitrio generalizzato, trovo perlomeno singolare concentrare i propri sforzi moralizzatrici su di una bambina di quattro anni.

Come ho gia' spiegato, in Italia il buono pasto nella mensa scolastica non viene ritenuto un diritto fondamentale di tutti, proprio no. E' un servizio opzionale a pagamento, sussidiato in base al reddito, una specie di tassa opzionale in cambio di un servizio. Se tu la pensi diversamente non devi sostenere chi viola norme e regole, ma dovresti operare perche' la mensa scolastica diventi un diritto fondamentale e universale, sostenendo la responsabilita' collegata di proporre come/dove reperire i relativi costi aggiuntivi.

Personalmente ritengo che ove esista una mensa scolastica, l'accesso dovrebbe essere gratuito per tutti gli iscritti alla scuola, e pagato con la tassazione usuale generale dei redditi. Quindi le tasse dovrebbero aumentare o meglio alcune altre spese pubbliche diminuire di conseguenza.  Allo stesso modo ritengo che con ancora maggiore priorita' lo Stato dovrebbe sostenere il costo economico di non autosufficienti, disabili e malati di mente, cosa che non fa come avviene nei Paesi civili cercando di scaricarli il piu' possibile sulle famiglie. Per come addebitare il costo, vale quanto scritto sopra. Non penso pero' che in attesa che questo succeda io sia autorizzato a versare la mia IRPEF a favore di queste esigenze invece che al Fisco come da norme vigente. Ritengo piuttosto di dover agire politicamente perche' questo sia deciso per legge.

Comunque riconosci tu stesso che si tratta di questione politica e non regolamentare

C'e' poi una considerazione generale da fare, a partire da questo fatto aneddotico: il sindaco leghista sta sostanzialmente rispettando, anche se probabilmente con modi sbagliati ed elettoralmente contro-producenti, proprio uno degli elementi fondamentali del mandato politico degli elettori della Lega Nord.

quindi mi sembra ci sia ben poco da aggiungere...

Non fare il finto gnorri, il mandato alla LN e' di togliere i sussidi ai falsi invalidi e agli evasori fiscali in mercedes, non certo quello di togliere i sussidi a chi ne godrebbe in un altro Paese civile.  In questo caso la LN dovrebbe agire - ma restando entro i limiti delle norme vigenti - per aiutare chi non ha mezzi, ma allo stesso tempo anche per far rispettare le norme vigenti.  Se c'e' un indigente, non lo si deve aiutare con un sussidio come falso invalido, all'italiana, ma come indigente. Il bordello che e' l'Italia viene anche proprio dal fatto che con la scusa di aiutare "i poveri" c'e' la tradizione di imbrogliare, violare leggi e norme e guarda caso poii tutto cio' e' strettamente associato con furto di risorse pubbliche e acquisto di consenso con la spesa pubbliuca.

Danno erariale per la cessione del buono pasto? ma se tutte le grandi catene (SMA/Auchan, GS/Carrefour etc. etc.) accettano i buoni pasto per comprare qualunque cosa? Mi autodenuncio, con i miei buoni pasto ci ho comprato anche il detersivo per la lavatrice e li ho dati a mia moglie per fare la spesa o a mio figlio per pranzare all'università. Porgo i polsi alle manette in letizia... 

 

andiamo direttamente in Godwin's law:

funzionerebbe anche se il sindaco si fosse occupato di far morire di fame la bambina nel contesto dell'Aktion T-4 di Ausmerzen, in fondo

il sindaco nazista sta sostanzialmente rispettando, anche se probabilmente con modi sbagliati ed elettoralmente contro-producenti, proprio uno degli elementi fondamentali del mandato politico degli elettori del NSDAP

ma ci puoi mettere anche "stalinista" e "PCUS", e invece di bambine parliamo di  kulaki... 

il miglior commento sono i versi del Bardo... (magari al posto di judgement metteteci buon senso)

o judgement thou art fled to brutish beasts
And men have lost their reason

No, dai Marino. La reductio ad hitlerum no. Risparmiatela.

 

 

vedo che la legge di Godwin è rispuntata in altri commenti, e adesso c'è stato pure questo:

 

http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/02/08/news/bimbi_rom_morti_consigliere_leghista_resta_seduto_durante_il_raccoglimento-12204194/

ecco, il danno erariale immaginario del sindaco fa il paio con questo qui che per non alzarsi in piedi per il minuto di silenzio per i bambini rom dice che non se ne era accorto perché leggeva il giornale. Ma in fondo è come Paniz a proposito del tribunale dei ministri e della nipote di Mubarak.

Fanno cose oscene, poi si inventano scuse ridicole che di fatto sono fare l'occhiolino alla base (nel caso in questione, "visto che io non mi sono alzato a commemorare quegli sporchi zingari? io ce l'ho duro, mica sono buonista, io".