Titolo

Rigore Morale e Solidarietà

7 commenti (espandi tutti)

Io la coscia, una volta entratone in possesso, voglio poterla rivendere, buttarla, mandarla in africa, dare gli avanzi al cane, ai bambini poveri, etc... L'ho pagata, fa parte del mio stipendio, after all. 

Se le maestre si mettessero il cibo in tasca :-) e lo portassero fuori dalla mensa, sì. Ma dentro la mensa, la bambina non avrebbe comunque - molto probabilmente - diritto di entrare, perchè usufruirebbe di un servizio (essere seduta ai tavoli) pensato per i fruitori/titolari del servizio.

Nel caso la mensa prevedesse una simile opportunità (di entrare/sedersi ai tavoli) per i terzi, avresti creato un incentivo per chiunque ad entrare, e cercare di accordarsi con maestre digiunatrici per mercanteggiare un servizio non pensato per loro (e non sovvenzionato per tale scopo "pubblico"). 

RR

Davvero vogliamo cominciare a cavillare con i regolamenti? Allora guarda che io non ho proposto a terzi di entrare, solo di trasferire beni di proprio possesso, gratuitamente, a persone che sono gia' dentro. Davvero non si puo? Davvero la maestra deve uscire. Allora facciamo cosi'. La maestra si prende la coscia, la porta fuori per una pausa sigaretta. Poi la riporta dentro e la da alla bambina. Puo' farlo o no? 

C'e' una regola che impedisce alle maestre di trasferire ai bambini gratuitamente un'oggetto personale durante la pausa pranzo? Se esiste hai ragione. 

Ma io infatti ho detto che può uscire e dare la coscia di pollo alla bambina.

Quello che non può fare è (1) dare il buono-pasto alla bambina e pretendere che questo sia legale (visto che il buono-pasto è nominativo), o (2) pretendere che la bambina, o altri terzi, possano entrare nella mensa e sedersi a tavola, se il regolamento (e tipicamente e così) non lo consente (né pretendere di aver "diritto" alla modifica del regolamento in tal senso).

Che il gestore del servizio preveda di poter risparmiare dal fatto che non il 100% dei titolari che ne hanno diritto usufruiscono del servizio ogni giorno è un dato, che viene tenuto in conto dall'amministrazione nelle sue previsioni economiche.

RR 

Insomma, abbiamo stabilito che puo' prendere il cibo lei stessa, con il suo buono, e consegnare il cibo alla bambina che lo mangera' assieme ai suoi compagni. Non e' quello che e' successo?

Dai, a me piace anche provocare, ma la discussione mi pare folle.

Insomma, abbiamo stabilito che puo' prendere il cibo lei stessa, con il suo buono, e consegnare il cibo alla bambina che lo mangera' assieme ai suoi compagni. Non e' quello che e' successo?

Non so, anche perchè non sono abbonato al Fatto e non ho letto i dettagli. Però ribadisco che il posto (a tavola) in mensa non può essere considerato un servizio a disposizione di terzi/non titolari, e che l'amministrazione di una mensa si fa tipicamente i suoi conti su una frequenza attesa di titolari/giorno. Pensa se una mensa universitaria, che tipicamente eroga molti meno pasti/giorno del numero dei titolari, prevedesse l'accessibilità ai tavoli di terzi come regola (poi è ovvio che i vigilantes non ce li mettono, ma qui dobbiamo guardare alla norma e ai comportamenti onesti). Va bene che il mercanteggiamento di titolari con i terzi non sarebbe comunque una cosa da immaginarsi per grandi numeri, ma visto che parliamo di principi...

RR

 

 

Non leggo i tuoi commenti se non, come in questo caso, quando sono attaccatti a commenti di gente le cui riflessioni meriti leggere.

Devo dire che, a leggere quanto hai appena scritto e che Andrea ha smontato, non me ne pento. Ma il punto qui va al di là della figura quasi comica di RR. Il punto è che sei un tipo umano diffuso nel bel paese ed al centro, non a caso, del suo sistema di potere statale e della sua progressiva degenerazione argentina.

Quanto scrivi, infatti, dà la misura intellettuale non tanto tua, RR, ma del tipo di "finto tecnico" che s'arrabatta per far la carrierina burocratico-politica in Italia, e rischia pure di riuscirci. Mediocri azzeccagarbugli conoscitori del niente e produttori di nulla, imbrattatori di fogli, manipolatori di documenti, codicilli, timbri, paragrafi, subordinate e carte bollate. Forti con i deboli, i cui minimi reati perseguono rabbiosi, e deboli con i forti, i cui soprusi da sempre certificano e santificano.

La cultura del "paglietta" meridionale (di gramsciana memoria) è diventata la cultura nazionale, della quale tanti, ma fra questi anche tu ed il signor Massimo Sensini (non a caso egli stesso, prima d'esser eletto sindaco, impiegato pubblico con mansioni direttive o di concetto), siete riflessi farseschi (per ora) ma fedeli.  Fra un po' non sarete più nemmeno farseschi, solo fedeli.

Un paese governato, a tutti i livelli, dai più mediocri fra i suoi cittadini.

Del tenore delle tue repliche ai miei commenti mi sono già occupato in passato, e non meriterebbe ritornarci.

Entro solo per scrivere, a beneficio di chi leggesse per le prime volte questi insulti, che la pseudo-descrizione data qui sopra non ha niente di fattualmente vero, dal momento che se c'è qualcosa da cui sono distante, culturalmente e geograficamente, è proprio

"un tipo umano diffuso nel bel paese ed al centro, non a caso, del suo sistema di potere statale e della sua progressiva degenerazione argentina"

eccetera eccetera di tutto quello che segue.

Insomma mi preoccupo per l'informazione verso gli altri lettori, ché dei tuoi insulti non mi preoccupo proprio.

RR