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Rigore Morale e Solidarietà

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Rimango davvero allibito a vedere tanto impegno profuso alla difesa di una regola (per me inesistente) che avrebbe impedito alle maestre di compiere un'azione del tutto condivisibile e dignitosa. Quand'anche le maestre fossero state passibili di processo per questa vicenda, vorrei sapere chi non si sarebbe schifato a sangue se il giudice avesse condannato le maestre. E pr non avendo soverchia stima di molti magistrati, dubito che ce ne sarebbe stato uno così urfido da arrivare a tanto. Perchè la legge, entro certi limiti la si interpreta che io sappia. Nel caso specifico, in asenza di qualunque dolo, l'utilità conseguita dalle maestre sarebbe stata la soddisfazione di dar da mangiare ad una bambina. Ed allora di cosa cavolo parliamo? Al massimo della ipocrisia indegna di un sindaco o di altri protagonisti della vicenda che si fingono austeri cacciatori di sprechi ed illegalità per guafdagnarsi una marchetta di fronte ai suoi pari sodali. Ai danni di una bambina di origine africana.

Concordo appieno con chi sostiene che l'approccio dura lex se lex duro e puro, è una metastasi dell'Italia. E' quello che consente l'arbitrio della legge che si applica ai nemici e si interpreta per i compari. Avessi voglia e tempo, sono certo che verrebbero fuori migliaia di prove di quanto sostengo che accadono nel silenzio generale proprio nel comune dove il fatto è accaduto.