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Rigore Morale e Solidarietà

17 commenti (espandi tutti)

 

Il consenso politico alla LN si basa su elementi sacrosanti,(..)A queste ragioni sacrosante (..), causa l'ignoranza diffusa nelle masse italiane, anche nel Nord (..)=Sud, si mescolano sentimenti primitivi, come la discriminazione contro chi non fa parte della propria comunita' locale, che sono sentimenti sbagliati e irrazionali, ma comprensibili e presenti in ogni comunita' tanto piu' quanto poco istruita e arretrata. (..) Per l'ignoranza diffusa (che colpisce forse anche piu' comunque le forze politiche diverse dalla LN) i due elementi si mescolano, .

Scusa ma perché dovrebbe essere  l'ignoranza delle altre forze politiche a mescolare le due componenti? Non è più semplice riconoscere che accanto a tante  persone civili e legittimamente incazzate, nella LN ci sono anche parecchi razzisti e xenofobi?  Se i primi non si dissociano apertamente dai secondi e colpa degli altri se poi li si accomuna? Ad esempio, mi pare che Pagliarini abbia un movimento federalista diverso dalla LN. Se uno si dissocia, gli altri la differenza la vedono

Vorrei comunque ricordare in conclusione che se anche possono esistere casi specifici di malgoverno della LN in relazione all'immigrazione, come gia' discusso per esteso in lungo e in largo in passato su nFA, proprio le Regioni e le Province a maggiore densita' di voto e governo leghista risultano quelle caratterizzate da migliore integrazione degli immigrati secondo gli studi sicuramente non pro-LN dei rapporti annuali Caritas-CNEL.  

Che gli immigrati siano trattati meglio nelle regioni dove la lega governa è un evidenza che non metto in discussione. Che ci sia un nesso causale è un altro paio di maniche. Converrai che uno quando sente parlare di Bianco Natale o di personaggi come Borghezio non è che si faccia proprio un'idea di tolleranza. Mi pare un po' forzato attribuire esclusivamente ad ignoranza altrui e superficialità il fatto che da più parti si vede nella LN una componente xenofoba e razzista.

Quanto questa pesi è un altro discorso.

Il consenso politico alla LN si basa su elementi sacrosanti,(..)A queste ragioni sacrosante (..), causa l'ignoranza diffusa nelle masse italiane, anche nel Nord (..)=Sud, si mescolano sentimenti primitivi, come la discriminazione contro chi non fa parte della propria comunita' locale, che sono sentimenti sbagliati e irrazionali, ma comprensibili e presenti in ogni comunita' tanto piu' quanto poco istruita e arretrata. (..) Per l'ignoranza diffusa (che colpisce forse anche piu' comunque le forze politiche diverse dalla LN) i due elementi si mescolano, .

Scusa ma perché dovrebbe essere  l'ignoranza delle altre forze politiche a mescolare le due componenti? Non è più semplice riconoscere che accanto a tante  persone civili e legittimamente incazzate, nella LN ci sono anche parecchi razzisti e xenofobi?  Se i primi non si dissociano apertamente dai secondi e colpa degli altri se poi li si accomuna? Ad esempio, mi pare che Pagliarini abbia un movimento federalista diverso dalla LN. Se uno si dissocia, gli altri la differenza la vedono

Non e' l'ignoranza delle altre forze politiche a mescolare i due comportamenti.  L'ignoranza e' trasversale a tutti i partiti, anzi per quanto riguarda gli eletti come mostrano gli studi cia' citati in passato la LN ha nel territorio persone piu' istruite degli altri partiti.  L'ignoranza e l'intolleranza per i diversi sono assolutamente trasversali al voto politico, tanto che come ho ditato diverse volte anche nella CGIL c'e' chi pubblicamente ammette che l'intolleranza per gli immigrati tra gli iscritti CGIL e' esattamente uguale a quella degli elettori della LN, e la trasversalita' dell'intolleranza sui meridionali tra tutti i partiti viene confermata anche dagli studi di Pasquino e Mannheimer degli anni '90.  Quindi l'intolleranza e' presente negli elettori di tutti gli schieramenti in misura approssimativamente uguale, e aggiungo io dagli studi Caritas-CNEL appare aumentare man mano che si proceda da Nord a Sud e man mano che si procede da regioni leghiste verso regioni non-leghiste, con la sola eccezione dell'Emilia Romagna e solo nei rapporti degli ultimissimi anni.

Riguardo a distanziarsi esplicitamente, ti ricordo che Pagliarini ha militato per molti anni nella LN e non se ne e' distanziato perche' gli amministratori locali leghisti sparano e fanno boiate xenofobe, ma perche' non condivide la politica anti-liberale e non genuinamente federalista dei vertici. Anzi Pagliarini afferma esplicitamente:

osserva il suo expartito (lasciato nel 2007) da spettatore esterno: “Noi non eravamo razzisti...

Il presunto "razzismo" della LN e' per quanto si puo' quantitativamente misurare semplicemente inesistente, o meglio uguale o inferiore a quello delle altre forze politiche, e i casi aneddotici pompati dalla propaganda politica significano ben poco, anzi ripeto tutti i rapporti indicano con chiarezza che l'integrazione degli immigrati e' migliore proprio nelle Regioni leghiste.

Mi pare un po' forzato attribuire esclusivamente ad ignoranza altrui e superficialità il fatto che da più parti si vede nella LN una componente xenofoba e razzista.

Quanto questa pesi è un altro discorso.

Se pesasse qualcosa di significativo, mi spieghi perche' non dovrebbe essere riflesso da una peggiore integrazione degli immigrati nelle Regioni leghiste?  Ti ricordo che alcuni degli elementi dell'accoglienza, per esempio l'assegnazione di case popolari, dipendono dagli amministratori locali.


In tutti i "momenti" e "luoghi" qui su NfA dove si è parlato della relazione LN - integrazione si è sempre sollevata la questione della non casualità.

Cioè del fatto che "forse" le regioni a maggioranza leghista sono più accoglienti a prescindere non ostante la LN.

Anche perché sono mediamente regioni più ricche (anche lì magari a prescindere dalla LN) e quando ci sono i soldi è più facile accogliere qualcuno.

Poi però non se ne è più discusso.

 

"forse" le regioni a maggioranza leghista sono più accoglienti

Già, anch'io sono molto incuriosito da questa relazione, che appare perlomeno curiosa. Ci sono delle fonti da cui partire per farsi una idea?

Le zone leghiste sono anche le zone dove è sviluppato il solidarismo cattolico.

Zona leghista per fortuna non vuole che il 100% sono leghisti.

 

In tutti i "momenti" e "luoghi" qui su NfA dove si è parlato della relazione LN - integrazione si è sempre sollevata la questione della non casualità.

Cioè del fatto che "forse" le regioni a maggioranza leghista sono più accoglienti a prescindere non ostante la LN.

Anche perché sono mediamente regioni più ricche (anche lì magari a prescindere dalla LN) e quando ci sono i soldi è più facile accogliere qualcuno.

Poi però non se ne è più discusso.

Il tempo libero non e' infinito.  Chiunque e' benvenuto a leggersi i rapporti Caritas-CNEL, che stanno su web (questo in risposta a kaapitone).

In ogni caso e' meglio sgombrare la mente da ipotesi semplicistiche e fuorvianti: almeno un rapporto  Caritas ha rilevato come Regione migliore per gli immigrati il Veneto, che non e' la Regione piu' ricca perche' lo e' significativamente meno dell'Emilia Romagna e della Lombardia  Inoltre la provincia migliore in almeno uno degli anni scorsi e' Treviso, una provincia relativamente ricca ma significativamente meno ricca di Bologna, Firenze, Roma, Milano, Modena e diverse altre.

Se invece fai la correlazione con il livello di alfabetizzazione di inizio '900, oppure con i risultati dei test PISA, potrebbe essere che la correlazione con l'accoglienza agli immigrati migliori.

Chiunque e' benvenuto a leggersi i rapporti Caritas-CNEL, che stanno su web (questo in risposta a kaapitone)

Ok grazie della dritta, trovato. Il link è questo:

http://www.edscuola.it/archivio/stranieri/cnel_10.pdf

Mi permetto di dire una cosa rispetto al Veneto, visto che conosco il caso. E' vero che il Veneto si piazza bene rispetto all'integrazione degli immigrati in Italia, secondo più o meno tutti gli indici. Anche se chi si piazza davvero bene è l'Emilia Romagna.

Da qui a dedurre che questo è un merito della Lega ce ne passa però.

La mia opinione è questa: il Veneto è la terra del volontariato, per varie ragioni culturali e storiche - non ultime che il Veneto è stato a sua volta, e recentemente, terra di emigrazione, e che ha una radicata tradizione cattolica. Quindi (quasi) ogni veneto ha parenti e/o amici emigrati, e ogni veneto ha in famiglia qualcuno impegnato nel volontariato sociale, o che fruisce del volontariato sociale (es. figli agli scout, o all'azione cattolica, o assidui frequentatori dell'oratorio, o fate voi). Credo che sia da questo background culturale che nasce una cultura dell'accoglienza.

Questo è un altro documento interessante:

http://www.demos.it/2010/pdf/100820100119immigrazionediritti.pdf

Qui è evidente che proprio non sono gli elettori leghisti, in Veneto, a spingere per l'integrazione. MA ATTENZIONE: nonostante siano tiepidi rispetto all'integrazione di fatto, comunque la maggioranza dei leghisti vuole il voto e la casa popolare per gli immigrati! O almeno così i leghisti hanno risposto...

ttp://www.edscuola.it/archivio/stranieri/cnel_10.pdf

Mi permetto di dire una cosa rispetto al Veneto, visto che conosco il caso. E' vero che il Veneto si piazza bene rispetto all'integrazione degli immigrati in Italia, secondo più o meno tutti gli indici. Anche se chi si piazza davvero bene è l'Emilia Romagna.

L' ER supera il Veneto solo nell'ultima edizione per quanto ricordo. In almeno uno degli anni precedenti, il Veneto era primo e superava l'ER.  Ricordo che poi l'EM e' piu' ricca del Veneto e fruisce anche di una spesa pubblica maggiore.

 

La mia opinione è questa: il Veneto è la terra del volontariato, per varie ragioni culturali e storiche - non ultime che il Veneto è stato a sua volta, e recentemente, terra di emigrazione, e che ha una radicata tradizione cattolica. Quindi (quasi) ogni veneto ha parenti e/o amici emigrati, e ogni veneto ha in famiglia qualcuno impegnato nel volontariato sociale, o che fruisce del volontariato sociale (es. figli agli scout, o all'azione cattolica, o assidui frequentatori dell'oratorio, o fate voi). Credo che sia da questo background culturale che nasce una cultura dell'accoglienza.

E' una visione un po' bucolica dell'accoglienza, ma il ragionamento e' sensato.  L'accoglienza degli immigrati non e' solo aiuto dei volontari pero', e' piuttosto anche fornire reali e non discriminatorie opportunita' nel lavoro e in particolare nel settore delicato dell'impiego pubblico. Inoltre e' fornire scuole e sanita' efficienti, non grazie al volontariato, ma grazie ad una spesa pubblica ben organizzata e di nuovo aperta anche agli immigrati.

Riguardo l'emigrazione, dovresti poi considerare che anche le Regioni del Sud si sono spopolate con l'emigrazioni e hanno parenti anche recentemente emigrati, eppure a Rosarno i negri li hanno presi a colpi di lupara e a Napoli hanno espulso 500 Rom dopo aver incendiato il loro campo, sul solo sospetto di tentativo di rapimento di un bambino, a Villa Literno vari episodi di fucilate stile Rosarno. Complessivamente secondo i rapporti Caritas-CNEL l'integrazione degli immigrati nel Sud Italia e' scarsa, nonostante siano in percentuali molto basse rispetto alla popolazione residente.

Infine dovresti anche prendere atto che in una Regione come il Veneto, catatterizzata da forte adesione al volontariato e all'impegno civile, che integra bene gli immigrati, che ha avuto esperienza di emigrazione, il 34% dei votanti ha votato LN alle ultime regionali, il 50% nella provincia di Treviso che e' stata ai vertici dell'integrazione secondo passati rapporti Caritas-CNEL.  Mi sembra improponibile negare, con questi numeri, che chi vota e milita LN sia alieno dall'appartenere a pieno titolo ad una comunita' caratterizzata dal volontariato e attiva e positiva nell'integrazione degli immigrati.

Alberto, io ho rinunciato da tempo cercare di farti vedere la realtà della LN, del suo gruppo dirigente e dei suoi amministratori, per cui questa volta non ci provo proprio. 

Solo un'osservazione ed una domanda:

Mimmo usa l'imperfetto, ossia un tempo che denota eventi del passato, e la prima persona plurale non la terza. Dice "noi non eravamo", non dice "loro non sono" ... non credo sia un caso. Siccome ci legge, può dirci che ne pensa dei Borghezio di questo mondo, se ne ha voglia.

La domanda è: continui a dire che l'integrazione è manifestatamente migliore laddove governa la LN. Mi puoi dare i riferimenti? Studi, dati, inchieste? Da dove si origina questo che, per quanto vedo, altro non è che l'ennesimo mito leghista, ossia una balla confezionata ad hoc?

Ciao, m

Alberto, io ho rinunciato da tempo cercare di farti vedere la realtà della LN, del suo gruppo dirigente e dei suoi amministratori, per cui questa volta non ci provo proprio. 

Solo un'osservazione ed una domanda:

Mimmo usa l'imperfetto, ossia un tempo che denota eventi del passato, e la prima persona plurale non la terza. Dice "noi non eravamo", non dice "loro non sono" ... non credo sia un caso. Siccome ci legge, può dirci che ne pensa dei Borghezio di questo mondo, se ne ha voglia.

Michele, siccome ti stimo tengo in alto conto le tue opinioni, e stai sicuro che ho riflettuto e rifletto su quello che dici. Ma dopo aver creduto o comunque non eccessivamente dubitato di una serie infinita di balle mostruose quando ero giovane (tra cui quelli che dicevano che in URSS si stava meglio che negli USA) io i miei ragionamenti mi sono abituato a farli sui dati quantitativi che mi sembrano piu' obiettivi, e non rinuncero' a pubblicizzare i dati anche quando vanno contro opinioni di persone che stimo.

La domanda è: continui a dire che l'integrazione è manifestatamente migliore laddove governa la LN. Mi puoi dare i riferimenti? Studi, dati, inchieste? Da dove si origina questo che, per quanto vedo, altro non è che l'ennesimo mito leghista, ossia una balla confezionata ad hoc?

Dovresti conoscermi abbastanza per capire che mi stai solo dando l'opportunita' di pubblicizzare i dati cui mi riferisco.  Dal rapporto 2006 Caritas-CNEL sull'immigrazione in Italia, i due grafici che seguono riassumono l'indice sintetico di integrazione degli immigrati.  Siccome almeno tu dovresti avere una minima conoscenza di dove si concentra il voto alla Lega Nord nelle province italiane, dovresti capire che non puo' essere un caso se la massima integrazione si verifica quasi esattamente nelle province di maggior voto leghista. Ho visto molte intepretazioni creative dell'evidenza fattuale tese a negare ogni causalita' tra consenso alla LN e integrazione degli immigrati, ma nessuna sostanzialmente diversa dalla negazione dell'evidenza mediante retorica piu' o meno fumosa.

integrazione degli immigrati nelle regioni italiane, rapporto Caritas-CNEL 2006 integrazione degli immigrati nelle province italiane, rapporto Caritas-CNEL 2006

Alberto questo report è vecchio di quattro anni. Il gruppo di regioni al top è più o meno sempre lo stesso, ma certi dettagli sono significativamente diversi. Mettiamo che voglia fare l'avvocato del diavolo, noterei che nel rapporto 2010 al vertice in Veneto c'è la provincia di Vicenza, che ha un sindaco sostanzialmente democristiano. Treviso leghista invece è scesa in classifica e non di poco. Uno potrebbe interpretare che in un contesto economico necessariamente favorevole all'immigrazione (gli imprenditori vogliono lavoratori a basso costo e l'economia del nord-est tira), le provincie leghiste tendono a non concedere diritti e benessere rispetto a quelle non leghiste.

Sarebbe una lettura aneddotica, ok, ma anche la tua rischia di essere aneddotica se non si fa una analisi con un po' di attenzione - ad esempio scegliendo dati aggiornati e seguendo i trend nel tempo, in funzione di come sono cambiate le amministrazioni. E le relazioni causa effetto non sono banali in campo scientifico, figuriamoci se dobbiamo mettere in relazione l'integrazione di un immigrato con la parte politica di chi governa.

Detto tutto questo, you have a point. E' un argomento interessante e credo che valga la pena sviscerarlo. E il buon governo delle amministrazioni locali ha certamente una parte in tutto questo. Mi permetto di notare anche che il caso di questo thread NON è un caso di buon governo.

 

Alberto questo report è vecchio di quattro anni.

E allora? Nel 2006 la provincia di Treviso, quella con maggiore integrazione di tutte, aveva avuto governo leghista per 10 anni almeno.

Il gruppo di regioni al top è più o meno sempre lo stesso, ma certi dettagli sono significativamente diversi. Mettiamo che voglia fare l'avvocato del diavolo, noterei che nel rapporto 2010 al vertice in Veneto c'è la provincia di Vicenza, che ha un sindaco sostanzialmente democristiano. Treviso leghista invece è scesa

Kaapitone, ma perche' non ci metti un minimo di impegno nella discussione?  Cosa c'entra il sindaco del comune di Vicenza con la provincia di Vicenza? La prov. di Vicenza ha ~800 mila abitanti, di cui solo ~100 mila sono nel comune capoluogo. Il ~90% degli abitanti della provincia non abita nel comune di Vicenza, chiaro? La provincia e' amministrata da lungo tempo dalla LN, per alcuni periodo perfino con monocolore LN, e la LN amministra moltissimi piccoli centri.  Sveglia! Vicenza e' una delle province piu' leghiste d'Italia. Se anche tu che sei un ricercatore, di materie scientifiche, senza eccessivi paraocchi, mi vieni a dire che Vicenza e' la migliore provincia  del 2010, ma non e' leghista perche' nel comune capoluogo c'e' un sindaco DC lo capisci che in Italia non c'e' speranza di avere un'analisi razionale e onesta dei fatti empirici?

Poi "Treviso e' scesa e non di poco" non vuol dire nulla, fai vedere il grafico, metti la tabella, fornisci adeguati dati quantitativi. Se TV se e' scesa ma le province rosse come Pisa e di Torino stanno messe peggio, allora quello che scrivi non sara' falso ma tendenzioso sicuramente si'.  Il rapporto 2010 non dira' che l'integrazione e' perfettamente correlata col consenso alla LN, come dice quello 2006 in prima approssimazione. L'indice di integrazione del rapporto 2010 sara' meno correlato col consenso alla LN, ma scommetto che rimarra' piu' correlato che col consenso LN che col consenso di ogni altra forza politica.  Puoi smentirmi se i dati te lo consentono, ma devi impegnarti molto di piu' che con una replica come questa.

in classifica e non di poco. Uno potrebbe interpretare che in un contesto economico necessariamente favorevole all'immigrazione (gli imprenditori vogliono lavoratori a basso costo e l'economia del nord-est tira), le provincie leghiste tendono a non concedere diritti e benessere rispetto a quelle non leghiste.

E allora, cosa vuoi dire?  Che meno diritti fanno piu' integrazione? Mah.

Oh santa pazienza! NON ho detto che non esista una correlazione tra amministrazione leghista e integrazione degli immigrati, ho solo detto che l'analisi che proponi è troppo superficiale per provarla. L'ho detto e lo ribadisco.

E non ho nemmeno detto che la provincia di Vicenza è più accogliente di quella di Treviso perché non è leghista (il dato per la cronaca è nel rapporto 2010 che ho linkato sopra, non lo ho inventato) - basta che scorri ciò che ho scritto nel post precedente, vedrai che ho fatto un esempio superficiale apposta per mostrare che una analisi superficiale può portare a tutte le conclusioni che vuoi. E lo ho scritto, dico appunto che è un modo come un altro di essere aneddotici, cioè di non approfondire.

Ti ho anche dato ragione sul fatto che è un argomento degno di essere approfondito, e che il buon governo (della Lega, ad esempio) può avere una parte nell'accoglienza degli immigrati. Che vuoi ancora, vuoi sentirti dire che gli immigrati in Italia stanno bene perché c'è la Lega? No che non lo dico! Tu hai mostrato una correlazione ma una correlazione NON E' una relazione di causa-effetto. C'è una relazione interessante ma questo non è ancora un argomento compiuto. Tanto più che le politiche sono a scala comunale, e la correlazione a scala provinciale-regionale - è il tuo stesso argomento, almeno su questo sarai d'accordo.

ho solo detto che l'analisi che proponi è troppo superficiale per provarla.

Dipende da quale e' la tesi.  Se la tesi e': c'e' correlazione tra percentuale di voto alla LN dal 1992 ad oggi in una provincia, e un indice sintetico di integrazione Caritas-CNEL / 2006 superiore alla media, questa tesi e' provata oltre ogni legittimo dubbio dal grafico che ho messo nel commento, per chi conosce i dati sul consenso alla LN e ha esperienza minima di analisi dei dati. Per quel che risulta a me i dati 2006 mostrano piu' correlazione statistica col consenso alla LN che col consenso di ogni altro partito diverso.

E' superficiale piuttosto usare come indicatore di consenso elettorale o frequenza di amministratori leghisti della provincia di Vicenza il sindaco del comune capoluogo, per molteplici ragioni.

Dipende da quale e' la tesi.  Se la tesi e': c'e' correlazione tra percentuale di voto alla LN dal 1992 ad oggi in una provincia, e un indice sintetico di integrazione Caritas-CNEL / 2006 superiore alla media, questa tesi e' provata oltre ogni legittimo dubbio dal grafico che ho messo nel commento, per chi conosce i dati sul consenso alla LN e ha esperienza minima di analisi dei dati. Per quel che risulta a me i dati 2006 mostrano piu' correlazione statistica col consenso alla LN che col consenso di ogni altro partito diverso.

Caro Alberto,
                  penso che i dati che presenti siano intriganti, ma penso anche che kaapitone abbia ragione nel suggerire prudenza: confondere correlazione con causalita' potrebbe portare a conclusioni bizzarre (tipo: "la calvizie e' un fattore di rischio infarto").

Nel "leggere" i dati bisognerebbe adottare una prospettiva storicistica: per esempio sarebbe fuorviante esaminare l'antisemitismo nell'URSS (addebitandolo al comunismo) ignorando la storia pregressa. Ma non e' questo il punto fondamentale.

La questione centrale e' questa: i leghisti non sono tutti uguali, come non son tutti uguali gli ebrei, i rom, etc. Del resto mi sembra che il substrato della cultura leghista veneta sia piuttosto diverso da quello lombardo (il che non vuol dire che uno e' buono e l'altro cattivo, intendiamoci).

Bisogna pero' dire che certe esternazioni xenofobe, anche (anzi, soprattutto) di personaggi di primissimo piano della LN (ma il discorso vale per tutti) sono molto dannose, perche' hanno l'effetto di sdoganare pulsioni razziste.

Aggiungo un ultimo elemento di riflessione (che forse potrebbe segnare un punto a favore delle tesi di Alberto). Qualche tempo fa la rivista Internazionale pubblicava dei brevissimi ritratti di stranieri che vivono e lavorano nel nostro paese. Una delle domande ricorrenti riguardava le loro "intenzioni" di voto (se avessero potuto): non ho una statistica precisa, ma avevo ricavato l'impressione che il voto per l'area di centrodestra fosse maggioritario. Una domanda: esistono studi di come votano (o voterebbero) gli immigrati?

Se pesasse qualcosa di significativo, mi spieghi perche' non dovrebbe essere riflesso da una peggiore integrazione degli immigrati nelle Regioni leghiste?

Per 3 motivi:

  1. Il livello di integrazione degli immigrati non è determinato integralmente da chi governa a livello locale
  2. Perchè il potere degli enti locali è limitato e in ogni caso spiega la propria influenza nel tempo e nei limiti di una democrazia (vedi iniziative proposte da LN e poi bocciate dall'indignazione generale)
  3. Perchè chi governa non rappresenta necessariamente il punto di vista di chi è governato.

Può ben darsi che gli elettori della LN la sostengano per mancanza di valide alternative e turandosi il naso rispetto ad alcune uscite folkroristiche confidando che la LN porti qualcosa a casa. Resta il fatto che la LN non prende le distanza dagli estremisti  cosa che gli altri partiti hanno fatto nei confronti di comunisti, nazisti e fascisti in genere. Non parlo dell'elettorato (per il quale vanno bene medie e statistiche) parlo degli eletti per i quali le dichiarazioni pubbliche pesano. Se un esponente del PDL o dell'IDV o del PD parla di prendere gli immigrati a pallettoni si alzano le grida di sdegno. Se lo fa uno della LN gli danno una pacca sulla spalla o al massimo si fanno un sorriso zigomatico. Non si tratta di aneddoti senza importanza, si tratta della differenza tra mettere in chiaro il proprio dissenso rispetto a Xenofobia e Razzismo e non farlo.