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Rigore Morale e Solidarietà

1 commento (espandi tutti)

Ho letto buona parte ma non tutti i commenti della lunga serie qui sopra (scusate, erano troppi...), e mi chiedo se ci siamo completamente bevuti il cervello. Danno erariale? Maddeché...

1) Non viviamo in un paese in cui le norme sono poche, certe e di facile interpretazione.

2) Di questa situazione si avvantaggiano tutti coloro che provano, e riescono, ad aggirarle in ogni situazione, con la benevola e spesso remunerata complicità degli amministratori e dei funzionari pubblici.

3)Questa situazione la subiscono tutti coloro che provano a vivere (volenti o nolenti a contatto con la pubblica amministrazione) senza avere nulla da dare in cambio dei ciceroni pubblici che si offrono di farci da guida nel ginepraio normativo ed aggirare gli ostacoli.

4)Da questa situazione nasce il detto "le norme si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici"

5)Il caso di cui stiamo parlando è il classico esempio di norma (quale che sia, se ve ne è una) fatta applicare per i nemici, dato che la bambina in questione è "nemica" per il sindaco e le maestre che hanno preso un'iniziativa del genere ignorando le gerarchie burocratiche sono "nemiche" della signora direttrice.

6)E' un atteggiamento vessatorio. Punto. Lo sarebbe in un paese in cui le regole interpretano il buon senso (il pasto è delle maestre, ne fanno ciò che vogliono) lo è a maggior ragione in un paese come il nostro, in cui la giungla normativa è un arma in mano alla pubblica amministrazione, che può usare discrezionalmente, a danno o a vantaggio di questo o di quello.

Il buonismo non c'entra nulla. Neanche la solidarietà. Un sindaco abusa del suo potere sia che neghi a due maestre di regalare il loro pranzo a una bambina (povera), sia che impedisca al (ricco) proprietario di un terreno di costruirvi un capannone industriale attaccandosi a cavilli giuridici reperiti ad hoc.