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Rigore Morale e Solidarietà

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http://www.nytimes.com/2011/02/09/education/09lunches.html?_r=1&hp

Grazie per l'interessante articolo, che sebbene confermi la molto maggiore civilta' degli USA rispetto all'Italia, mostra anche molto bene a quali ridicoli livelli di demenzialita' arriva l'azione dello Stato, non solo in Italia ma anche negli USA.

Iniziamo coi dati che confermano la maggiore civilta' USA, questi dati numerici che seguono vanno confrontati col costo dei pasti italiani che e' (almeno a Fossalta) 4 euro per tutte le famiglie che hanno almeno lo stipendio di un operaio, eccettuati quindi solo gli evasori pressoche' totali e le famiglie con redditi veramente miseri che pagano (almeno a Fossalta) 2 euro grazie al contributo del Comune:

New York City charges $1.50 for a school lunch, like beef ravioli, roasted turkey breast with gravy or Italian meatballs.  Three quarters of the city’s students qualify for free lunch, or lunch at a reduced price of 25 cents; even some of the students charged the reduced price have fallen behind. 

Students are eligible for free or reduced-price lunches if their family incomes fall below the levels set by the federal government; for free lunches, the cutoff is $28,665 for a family of four;for reduced-price lunches, it is  $40,793. 

Nonostante la civile generosita' dello Stato anche gli USA hanno un serio problema di pasti non pagati, che costringono i presidi a inventarsi un secondo lavoro come collettori di pasti non pagati dalle famiglie, con espedienti vari e spesso ridicoli, in ogni caso con spreco di tempo e risorse umane, e innescano diatribe senza fine perche' vengano addebitati sul bilancio degli enti locali e quindi sui contribuenti.

Siccome e' evidente da tanti aneddoti, sia negli USA che in Italia, che ormai la sensibilita' della grande maggioranza dei cittadini richiede che il pasto nelle scuole sia un servizio pubblico universale, uno Stato che non sia stupido dovrebbe erogare i pasti gratuitamente a tutti e dovrebbe quindi addebitare la spesa sul suo bilancio generale, trasferendola infine in maggiori tasse, che sono progressive sul reddito, e quindi faranno nuovamente pagare di piu' i ricchi rispetto ai poveri, ma in maniera meno stupida e meno farraginosa che non introducendo fasce di reddito sul costo dei buoni.

Cosi' facendo i presidi farebbero i presidi invece di andare a caccia di evasori, le maestre farebbero le maestre invece si supplire le deficienze dello Stato digiunando, le direttrici scolastiche si occuparebbero di istruzione piuttosto che di trovare una famiglia generosa che paghi il buono pasto della bambina che non ce l'ha. Si risparmierebbero anche i soldi, il tempo e la carta per stampare i buoni.  In Italia, che in questa materia si conferma come d'uso Stato ai vertici mondiali della stupidita', il provveditorato scolastico potrebbe risparmiare tempo e carta per inviare ogni anno alle famiglie i moduli con cui il ~20% (immagino) di famiglie con diritto ad agevolazioni devono "giurare" di non avere redditi e nemmeno patrimoni superiori ad una misera soglia, si risparmierebbe il tempo di fare i controlli su queste dichiarazioni, che potrebbe essere meglio impiegato a controllare le dichiarazioni dei redditi che sono ben piu' importanti.

Purtroppo lo so bene il motivo per cui cio' non accade, nemmeno negli USA.

Da una parte ci sono i "sinistri" che con ragionamenti demenziali, che Visco ci testimonia essere assolutamente prevalenti anche nel Parlamento italiano e quindi in tutto l'arco politico, si opporrebbero in maniera irriducibile al fatto che lo Stato paghi un pasto gratis al bambino di famiglia ricca, non capendo che - ammesso che lo Stato funzioni - quella famiglia sta gia' pagando non solo il pasto del figlio ma quello di altri piu' poveri con le sue tasse, ma ammesso invece che lo Stato non funzioni per far pagare le tasse sui redditi, allora rimane comunque stupido e non funziona immaginare che la situazione possa essere minimamente raddrizzata con le fasce di reddito sui buoni scolastici.

Dall'altra parte l'interposizione statale e' diventata cosi' elevata, perfino negli USA, le aliquote marginali sui redditi sono ormai talmente elevate, anche per redditi relativamente bassi, che ogni minima tassa in piu' diventa progressivamente meno tollerabile.  A cio' si aggiunge in Italia che ovviamente lo Stato preferisce molto piu' tassare per pagare stipendi galattici a parlamentari e parrucchieri del Parlamento, per pagare la TAV 6 volte di piu' finanziando grandi imprenditori assistiti e criminalita' organizzata, per finire coi falsi invalidi, piuttosto che pagare a tutti gli scolari il pasto a scuola e risparmiare tutte le manfrine sui buoni.

e sì che basterebbe reintrodurre la facoltà (ad oggi severamente proibita, almeno a Torino per le scuole materne, elementari e medie) di portarsi il baracchino da casa....

in paesi civilissimi come il Giappone o l'Olanda gli studenti si portano il pranzo da casa e se lo mangiano in classe. e dopo puliscono perfino i banchi, oh educatori spietati e schiavisti!

qui è semplicemente impossibile, col risultato che mia figlia (che in III media mangia a scuola 2 giorni la settimana, dei quali uno obblgatorio) o si adatta a ingoiare il pessimo (e sovieticamente uniforme per tutte le scuole della provincia) pasto della mensa scolastica, oppure deve uscire dall'edificio e mangiare qualsiasi cosa all'esterno.

il che a settembre o aprile può anche essere piacevole, a gennaio molto ma molto meno.

si potesse mangiare a scuola ciò che si porta da casa (cosa che peraltro è già permessa per le merendine da consumare negli intervalli), il servizio mensa sarebbe usato soltanto dai pochissimi che non potrebbero fare altrimenti, con grosso risparmio per le famiglie e per comuni e ministero.

noi, in fascia di reddito basso-bassa (calcolata con spietata efficienza dai CAAF tutti gli anni, caro Lusiani, a fronte della presentazione di estratti conto bancari, polizze assicurative, visure catastali e modello Unico, altro che ""giurare" di non avere redditi e nemmeno patrimoni superiori ad una misera soglia"....) per due pasti settimanali precotti paghiamo la beltà di 30€/mese, pari a circa il 20% del costo degli stessi. spenderei di meno a prepararli io (come faccio con le merendine), e spenderebbe molto meno il comune. chiaramente, sarebbero impossibili creste e maneggi e bustine sugli appalti e tutte le delicatezze derivanti dall'abuso del servizio pubblico, e forse il punto sta proprio qui?

Ti assicuro che se non gli lasciassero portare il pasto da casa, le soccer moms americane amanti del cibo biologico, fat-free, etc etc... si solleverebbero abbastanza da tirar giu il presidente. 

Concordo che sarebbe preferibile erogare i pasti a tutti e addebitare il costo sul bilancio dello stato. Questo nei paesi civili perché in Italia servizio universale vuol dire quasi sempre spreco e qualità scadente (salvo le solite lodevoli eccezioni  a livello locale).

Non capisco però il punto dei "sinistri" in un ottica "comunista" non vedo il problema di dare il pasto gratis anche ai ricchi. 

Trovo invece più convincente il punto sulla pervasività dell'intervento statale e le tasse al livello limite di tolleranza.

Concordo che sarebbe preferibile erogare i pasti a tutti e addebitare il costo sul bilancio dello stato. Questo nei paesi civili perché in Italia servizio universale vuol dire quasi sempre spreco e qualità scadente (salvo le solite lodevoli eccezioni  a livello locale).

Concordo, in Italia sarebbe meglio abolire la mensa statale ed eliminare i relativi appalti gestiti dai Comuni, certamente fonte di sprechi, ruberie e servizi scadenti.  Tuttavia sottolineo che esattamente gli stessi sprechi, ruberie e servizi scadenti accadono oggi che il servizio non e' universale, ma con costi addebitati secondo fasce di reddito.  Il problema non sta tanto nel servizio universale, che rispetto al casino odierno sarebbe molto meglio, ma nella interposizione statale nel fornire un servizio che potrebbe essere reso in maniera migliore e piu' flessibile dal mercato.

Non capisco però il punto dei "sinistri" in un ottica "comunista" non vedo il problema di dare il pasto gratis anche ai ricchi.

Probabilmente non hai letto un passato intervento di Vincenzo Visco su nFA:

Il guaio è che la cultura economica della classe dirigente e dei cittadini italiani in generale è assolutamente carente, sicché l’argomento “non è giusto che i "ricchi” abbiano le stesse detrazioni e gli stessi assegni familiari dei “poveri”” risulta assolutamente imbattibile e domina la legislazione fiscale e previdenziale da qualche decennio. Tuttora i ministri non economici e soprattutto il Parlamento, ogni volta che è possibile inseriscono sempre nuove, e stravaganti, spese fiscali. Posso garantire per lunga esperienza che è assolutamente impossibile resistere a queste pressioni.

Adesso è tutto chiaro. Confermo che l'intervernto di visco non l'avevo letto.

Grazie per la segnalazione.