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Ahi, ahi ahi, Professor Sartori...

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mi permetto di consigliarle questo recente articolo ex-kathedra, sempre di Alberto Bisin.

dovrebbe tranquillizzarla, ammeno che non si vogliano certezze assolute, previsioni puntuali tipo l'orario dei treni. lo sviluppo è ancora cosa buona e giusta e cura molte, gravissime malattie.

Gentile Signor Dragonfly,

accolgo più che volentieri la Sua cortese segnalazione, della quale La ringrazio sinceramente.

Leggerò quell'articolo con molto interesse e spero di coglierne il significato.

No, non certo certezze, ma vorrei che la certezza di un futuro di continuo impoverimento (che mi son creato in questi anni) mi abbandoni al più presto!

L'articolo è interessante (non son riuscito a leggere bene il grafico delle interrelazioni tra democrazia e sviluppo), però non è che sia granché tranquillizzante, posto che la conclusione è: aspettiamo (anche trent'anni, argh!).

Grazie ancora della segnalazione!

prego! se non ci aiutiamo noi anonimi...:-)

Insomma, è ovvio che il fatto che il terrore per la crescita del Giappone fosse malriposto non dimostra in principio che sia malriposto anche il terrore per la crescita della Cina. Se è per quello, anche il Giappone potrebbe risvegliarsi da un momento all'altro. Per non parlare della Turchia, mamma li turchi!! Però il terrore per la crescita del Giappone era dovuto proprio al mancato riconoscimento delle cosette che sappiamo (e sapevamo) di economia. Da lì provenivano gli errori E gli errori tali sono, anche se giustificati e avvolti dalla paura. Gli urli al protezionismo nel caso del Giappone dimenticavano che free-trade dà vantaggi, di solito; e le grandi imprese protette dallo stato invece sono inefficenti. E questo era il sistema produttivo giapponese che tanto temevamo. Il Giappone quindi, proteggendo le proprie imprese faceva del male a se stesso, non agli Stati Uniti.

questo lo trovo tranquillizzante; ovviamente non nel senso di una nenia new-age, con contorno di aromi e luci fluide, ma fidando nella razionalità, in quel poco che conosciamo. ad es., nel grafico che associa  democrazia a sviluppo, la regressione lineare di dati parecchio dispersi, mostra una retta CRESCENTE, sia pur di poco. poteva andare peggio. anche i vantaggi RECIPROCI del commercio internazionale, dovrebbero farsi sentire senza aspettare troppo ecceccc.

Io anonimo, vero; da aiutare, ancor più vero.

Quel pezzo è in effetti abbastanza tranquillizzante, anche se il Giappone è comunque una democrazia, e negli ultimi anni - da quanto ho capito guardando film e leggendo qualche libro giapponese - non è che i valori alla base del suo successo industriale fossero proprio in auge nelle generazioni post anni sessanta.

Forse dovremo attendere che il benessere e/o la democrazia si diffondano pure in Cina (e poi in India, e poi in Brasile, e poi in .....).

Argh!