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I sandali del Cairo, Tripoli, Tunisi ... (3)

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Si, sono stato approssimativo. Ovviamente esisteva un mandato inglese e la Palestina non esisteva. Diciamo che molti abitanti della "Palestina" nella guerra post-WWII hanno avuto la peggio, sono stati uccisi o allontanati o sono fuggiti. Gli inglesi hanno ceduto alla pressione dei sionisti e hanno abbandonato quelle terre. Il sionismo secondo me non è una strategia accettabile. Rivendicare la grande Israele è assurdo, la prassi di annettere terreno attraverso i coloni è assurda e violenta. Per questo credo più verosimile l'ipotesi di un unico stato aconfessionale, privato di qualsiasi connotazione etnica o religiosa.

Giusto per amor di precisione, il mandato inglese includeva i territori che oggi comprendono la Giordania, Israele e i territori occupati. Israele com'è adesso (esclusi i territori occupati) è più piccolo della Toscana. In confronto i paesi arabi (i paesi che aderiscono alla Lega Araba) hanno una superficie pari a 46 volt quella italiana. Faccio fatica a comprendere che il problema dela pace in medio oriente sia realmente un problema di terra, inteso come la necessità che un piccolo paese come Israele debba cedere parte del suo già molto scarso territorio.

Mi sono andato a cercare su vari testi una spiegazione agli eventi della prima metà del XX secolo; il risultato puó essere sintetizzato come segue: secondo il diritto ottomano, che aveva sostenzialmente seguito quello bizantino la terra è di Dio e di conseguenza del suo legittimo rappresentante sulla terra, il Califfo. Questo poteva cederlo ad altri in concessione, e tali concessioni erano anche ereditarie e funzionare in modo abbastanza simile al diritto di proprietà, ma sostanzialmente la proprietà della terra promanava dal Califfo; una forma più simile a quella feudale che a quello allodiale, abbastanza comune in occidente. Dopo il crollo dell'Impero ottomano i latifondisti della zona (all'epoca c'era il latifondo, come in gran parte dell'Italia meridionale) si trovarono con larghe estensioni di terreno senza un titolo di proprietà incontestabile, a causa dell'abolizione del Califfato. I coloni sionisti si offrirono di acquistarle pagando in moneta forte. La maggior parte dei latifondisti accettarono volentieri di scambiare un titolo di proprietà incerto con moneta sonante e cosí vendettero, incassarono e partirono, infischiandosene altamente dei contadini che vivevano su quelle terre. Questi ultimi più che "scacciati" vennero "sfrattati"; è comprensibile che abbiano motivi di risentimento, ma questi sono mal diretti.

Per questo credo più verosimile l'ipotesi di un unico stato aconfessionale, privato di qualsiasi connotazione etnica o religiosa.

A me sinceramente non sembra un'ipotesi realistica. Nell'Islam manca completamente il concetto stesso della separazione fra Stato e Chiesa; il concetto di multiculturalismo nell'Islam è quello della "Dhimmitudine" come risulta dal trattamento che i non musulmani ricevono nei paesi islamici. Un tale stato, se pure iniziasse come aconfessionale lo resterebbe ben poco, non appena la demografia creasse una maggioranza di musulmani, ed è evidente che gli Israeliani non potrebbero accettare questa evoluzione. Sarà utile ricordare le dolorose vicende del Libano, dove un progetto simile non ha dato buoni risultati.

Tema scottante. Sull'unità di Fatah e Hamas si può dire che forse temono una ribellione interna (anche se il contesto non è proprio simile a quello siriano). Dovrebbe essere un fatto positivo. Gli eventi che portarono Fatah a riprendersi il potere dopo averlo perso durante le elezioni non sono proprio di mio dominio, comunque... (anche io non ho capito bene la connessione logica, quindi anche lo scopo del sarcasmo di Palma).

Non sono un esperto di diritto internazionale. Quindi acquistare terra vuol dire poter creare uno stato su base etnica? A scanso di equivoci, credete che Israele sia una democrazia libera da vincoli etnici e religiosi? La motivazione che ha spinto i sionisti ad acquistare quelle terre, ben prima di subire l'olocausto erano quindi finalizzate all'istituzione di uno stato, può darsi che all'inizio del secolo scorso fosse prassi comune, non so. Oggi direi che nessuno lascierebbe accadere una cosa simile.

Sulla quantità di terreno occupato non ti seguo. Ogni appezzamento è importante per chi ci vive. E il fatto che ci siano altri paesi più grandi di Israele in Medio-Oriente credo sia ovvio e irrilevante per il tema in discussione.

Non sono un esperto di diritto internazionale. Quindi acquistare terra vuol dire poter creare uno stato su base etnica?

No, acquistare terra vuol dire avere dirito a farne quello che si ritiene opportuno, compreso tenerne fuori altre persona, nel rispetto delle leggi vigenti nello stato ove si trova la terra. Quello che volevo sostenete è che alcuni dei reidenti in quelle terre hanno subito un torto, ma non tanto o non solo da parte dei sionisti, ma anche e soprattutto da parte dei latifondisti arabi.

La creazione di DUE stati su base etnica è stata decisa dalla risoluzione ONU 181 del 1947 che prevedeva la nascita di uno "stato ebraico" e di uno "stato arabo" (non "palestinese") nei territori dell'ex mandato britannico della palestina (il quale, incidentalmente comprendeva anche l'attuale Giordania).  Nel 1948 lo stato ebraico nacque con il nome di Israele, ma quello arabo no, perchè alcuni paesi arabi, dopo una guerra con Israele, se ne annessero i territori. Allora nessuno parlava di "Palestinesi" ma più correttamente di "Arabi".

scanso di equivoci, credete che Israele sia una democrazia libera da vincoli etnici e religiosi?

Compatibilmente con le particolari circostanze della sua nascita e della sua storia, sí. Gli Arabi che vivono in Israele godono degli stessi diritti degli ebrei, che sono molto maggiori di quelli di cui godono gli Arabi che risisiedono nei paesi vicini.

La motivazione che ha spinto i sionisti ad acquistare quelle terre, ben prima di subire l'olocausto erano quindi finalizzate all'istituzione di uno stato, può darsi che all'inizio del secolo scorso fosse prassi comune, non so. Oggi direi che nessuno lascierebbe accadere una cosa simile.

Il Sionismo nasce alla fine del XIX secolo ed allora era diffusa l'opinione che un popolo avesse diritto ad uno stato sovrano; era il tempo della fine degli imperi multinazionali: allo stesso modo ad esempio la pensava Giuseppe Mazzini.

Quello che volevo sostenete è che alcuni dei reidenti in quelle terre hanno subito un torto, ma non tanto o non solo da parte dei sionisti, ma anche e soprattutto da parte dei latifondisti arabi.

La creazione di DUE stati su base etnica è stata decisa dalla risoluzione ONU 181 del 1947 che prevedeva la nascita di uno "stato ebraico" e di uno "stato arabo" (non "palestinese") nei territori dell'ex mandato britannico della palestina (il quale, incidentalmente comprendeva anche l'attuale Giordania).  Nel 1948 lo stato ebraico nacque con il nome di Israele, ma quello arabo no, perchè alcuni paesi arabi, dopo una guerra con Israele, se ne annessero i territori. Allora nessuno parlava di "Palestinesi" ma più correttamente di "Arabi".

Hai scritto messaggi in cui 'sintetizzi' in maniera grezza e fuorviante alcuni decenni di fatti storici complessi. Suggerisco ad esempio  questa lettura per cominciare a comprendere gli eventi del Mandato (lo studio non e' certo filo-sionista, ma e' sufficientemente mainstream da aver vinto il National Jewish Book Award, ed e' anche stato anche il New York Times Editor's Choice Best Book). Quando discuti di terre perse dai Palestinesi, mi sembrererebbe anche corretto ricordare i 700000 cacciati/fuggiti della Nakba, in aggiunta alle compravendite di terra durante il mandato.

Io comunque eviterei semplicemente questi riassuntini di dieci righe. A me personalmente, con qualunque fette di salame ideologico siano filtrati, fanno venire il mal di pancia.

sono d'accordo. Ma in questo caso si finisce sempre così... Chissà perché... In generale si cerca di sostenere la proprie idee con fatti storici, ma credo che bisognerebbe piuttosto sostenerli e basta. Purtroppo la storia recente non è condivisa.

Io almeno mi sono preso la briga di sintetizzarli, non mi sono limitato a prescrivere una lettura. Il messaggio a cui rispondi riguarda l'origine della natura etnica dello stato d'Israele, che ritengo tu abbia accettato, visto che non la confuti.

Verso la metà del XX secolo ci sono stati molti casi di popolazioni che hanno lasciato i paesi d'origine (i tedeschi della Prussia orientale, i musulmani dell'India e gli Indù del Pakistan etc.) ma solo nel caso della Nabka non si è trovato un accomodamento. Ed è l'unico caso, a mia conoscenza, dove la qualifica di "profugo" si transmette di padre in figlio a oltre 60 anni dagli eventi.

Per il mal di pancia c'è l'Alka Seltzer.