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I sandali del Cairo, Tripoli, Tunisi ... (3)

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Potrei rispondere che, dato che gli occidentali si occupano comunque di affari medioorientali, meglio che se ne occupino in un modo piuttosto che in un altro, e respingere l'accusa di occidentalismo.

Ma non ho nessuna intenzione di farlo. Sì, sono filo occidentale e non vedo l'ora che questi paesi abbiano uno sviluppo in senso democratico e occidentale. Il problema morale del rispettare la cultura le usanze ecc ecc lo capisco ma, questo mondo non è Star Trek e io non sono il capitano Kirk. Se in questi paesi qualcosa si muove verso la democrazia e l'occidente io sono per supportarlo (ma non per imporlo)

Il resto del tuo commento si rivolge ad un interlocutore immaginario e non a quello che scrivo io, mi spiego:

1.Non dico da nessuna parte che da soli non potrebbero farcela, non mi pongo nemmeno il problema, io dico che è nostro dovere (e che ci conviene) fare una politica di aiuto alle componenti democratiche e impedire agli estremisti (o a qualche rais) di fare quello che hanno fatto ad esempio in afganistan, Iran o Libia. Permettere che intellettuali o semplici cittadini possano esprimere le loro idee, e vivere la loro vita, senza venir imprigionate o massacrate è doveroso, non è occidentalismo

2. Quel che tu chiami "occidentalismo", in Iran, era solo colonialismo. Con l'imposizione del re non si voleva che l'Iran diventasse "occidentale", ma solo che fosse una colonia. In ogni caso io mi riferivo al periodo successivo degli ayattolah che dagli anni 80 hanno sterminato l'opposizione e il "capitale sociale" dell'Iran.

Come al solito sono perfettamente in linea con quanto sostiene Ruggeri ( per il quale chiederei venisse implementato il tasto "mi piace").

 

L'unico appunto

"Il problema morale del rispettare la cultura le usanze ecc ecc lo capisco ma, questo mondo non è Star Trek e io non sono il capitano Kirk."

Le puntate più "alte", e che forse rappresentano di più la filosofia morale del telefilm, erano quelle in cui Kirk e Picard disattendevano la prima direttiva ;-)

Siamo d'accordo che la politica occidentale nei confronti del Medio-Oriente dovrebbe cambiare. Dovrebbe cessare il colonialismo, che mi sembra ancora il motore delle ultime iniziative militari, Libia compresa. Dovrebbe cessare la propaganda, con la quali si tenta di giustificare gli interventi armati. Sostenere le ribellioni di non si sa chi è pericoloso. Non si sa chi si sta sostenendo e si rischia ancora una volta di sputtanarsi.

Da più parti si dice che la risoluzione ONU sia illegittima argomentando che l'ONU per sua costituzione non dovrebbe intervenire nei conflitti civili, ma solo nelle diattribe fra Stati sovrani. Questo ha un suo senso.

Ci hanno fornito le motivazioni dell'intervento a sostegno dei ribelli, ma nessuno ha potuto verificare i bombardamenti sulle popolazioni civili.

Se un cambio si auspica, io credo che l'esempio turco, inascoltato, sia una direzione preferibile. La necessità di portare alla ragione le parti, senza intervenire con distruttivi e controproducenti bombardamenti, è sacrosanta. I processi si fanno e poi si emettono le sentenze una volta visionate le prove. Non si può procedere in questi casi a colpi di mano. La prudenza non significa lasciare che vengano uccise le persone, perché la prudenza va richiamata ad entrambi le parti in gioco. In Libia, come in Siria, come in altri stati dove avvengono ribellioni e che non godono dell'attenzione occidentale. E' fin troppo palese la contraddizione fra ciò che avviene in Libia e ciò che è avvenuto a Gaza con l'operazione piombo fuso. Nessuna no-fly zone è stata chiesta. L'intervento è sempre relativo al potenziale militare di chi si suppone compia violenze. E' strumentale e non tiene conto delle reali necessità delle popolazioni coinvolte.

Vero, esiste il rischio di scoprire d'aver solo supportato un tipo di dittatore diverso e non dei rivoluzionari, come alcuni stati occidentali sfruttano queste istanze come scusa per intervenire a curare i propri interessi, usando due pesi e due misure a seconda di chi sia il dittatore. Però resto convinto del dovere di supportare le rivolte contro le dittature quando si presenta l'opportunità. Specialmente in un momento come questo dove tutto il medio oriente è in tumulto e sembra alla vigilia di una svolta. Allo stesso tempo ammetto che, per me, sia facile sentenziare seduto comodamente di fronte ad un pc.