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Le fatiche di Sisifo

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Questo genere di percorso di guerra è purtroppo da mettere in conto per qualsiasi attività.

C'è un problema generalizzato e ormai incancrenito di ipertrofia normativa in crescita esponenziale in ogni campo, oltretutto mai definitiva e continuamente modificata e integrata.

Un esempio puntuale: nel mio settore (costruzioni) esiste una raccolta editoriale di tutte le leggi che lo riguardano (parlo di leggi, non di Norme Tecniche che sono una cosa a parte). Questa raccolta, organizzata in raccoglitori a fogli mobili, comprende 52 volumi formato A4 a fogli mobili, per un totale di circa 15mila pagine. E ogni due mesi arrivano un 200 pagine di aggiornamenti....

E' semplicemente una follia. E' chiaro che in queste condizioni non solo è difficile fare, è già difficile capire come si deve procedere.

Posto che tutta una serie di esigenze (sicurezza, correttezza del fare etc. etc.) sono sacrosante, il modo in cui sono affrontate è delirante, e questo secondo me ha due ordini di cause colludenti e difficilmente modificabili nel breve.

Prima causa è la cultura nazionale del "farla in barba" alle norme e alle leggi quali che siano. In altra rubrica si parlava di "capitale sociale", questa è una delle componenti croniche di quello italiano.

La seconda è  una burocrazia di dimensioni sterminate la quale ha nell'ipertofia normativa la propria assicurazione sulla vita, e tende quindi a favorrne la crescita e la complicazione.

Se cambiare mentalità e cultura nazionali è un affare serio, che richiederebbe sforzi generazionali, scuola etc., scalfire anche marginalmente la pletora brocratico-amministrativa è ancora più difficile: cosa si fa? Mandare grandi numeri in pensioni distruggerebbe il bilancio, ridurre è impossibile perchè poche cose sono granitiche come il pubblico impiego... Ditemi voi.

Ha ragione Boldrin dicendo che, avendo l'età (io purtroppo non ce l'ho più) l'unica soluzione è l'emigrazione.

GD