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Le fatiche di Sisifo

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Il discorso sui brevetti è pieno di errori di fondo tesi soltanto a creare malumore: 1) il link suggerito per chi vuole brevettare è giusto: infatti l'organo deputato al rilascio dei brevetti in Italia è il Ministero dello Sviluppo Economico che però si è dimenticato che tra vari avvicendamenti di ministri e risultati di referendum che hanno espresso la volontà della soppressione ha cambiato nome più volte. Come risultato c'è che sul link segnalato c'è una documentazione obsoleta ed istruzioni non conformi alle ultime circolari emanate. 2) L'incarico ad una società specializzata per la ricerca di anteriorità non è un obbligo attribuito all'utente che intende depositare il brevetto; non è neanche un obbligo della Camera di commercio offrire tale servizio perchè neanche il Ministero stesso fa questo tipo di ricerca, tranne che per le invenzioni, prima di concedere l'attestato di brevetto o registrazione. Negli Uffici brevetti di altri Paesi più seri è l'Ufficio Centrale stesso che prima di concedere l'attestato fa la ricerca di anteriorità. In Italia non è così. Deve essere cura del depositante verificare se sta depositando una effettiva novità oppure no. Può farlo tramite un consulente oppure consultando le banche dati gratuite che sono a sua disposizione on line e che sono piuttosto affidabili. Alcune Camere di commercio offrono il servizio della ricerca a costi assolutamente contenuti, nell'ordine di cifre inferiori ai 50 euro iva compresa.
3) L'ufficio brevetti di una qualsiasi camera di commercio ha semplicemente il compito di fare da "passacarte" per l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi": l'Ufficiale Rogante non può entrare nel merito della tutela ed arrogarsi il diritto di respingere una domanda di brevetto perchè ritiene che non sia conforme alla normativa; può soltanto, se lo ritiene opportuno, limitarsi a segnalare errori formali al richiedente e, eventualmente, verbalizzarlo. Sarà la commissione dell'UIBM a giudicare se il brevetto è valido o meno. Pensate se l'ufficiale rogante si arrogasse il diritto di decidere che un brevetto o un disegno non sono validi per un qualsiasi motivo di sostanza e/o di forma: se invece un giudice ritiene quel brevetto valido che danno può fare all'impresa impedendogli lo sfruttamento del monopolio derivante dalla tutela di un titolo di proprietà industriale, tutela che parte sempre ed in ogni caso dalla data della domanda? Come potrebbe un qualsiasi impiegato della camera di commercio, anche se laureato, arrogarsi il diritto di scrivere una descrizione e delle rivendicazioni "in brevettese"? Se pure l'impiegato fosse laureato metti caso in ingegneria meccanica, come potrebbe arrogarsi il diritto di scrivere un brevetto di fisica quantistica? E' questo il motivo per cui si consiglia di rivolgersi ad un consulente che ha la formazione adeguata a quel tipo di brevetto. Un impiegato camerale serio non dovrebbe mai dire rivolgiti a tizio o a caio. Esiste un sito www.ordine-brevetti.it dove si può trovare l'elenco di tutti i consulenti iscritti all'apposito albo (hanno dovuto lavorare per almeno due anni in uno studio, devono essere laureati, conoscere la lingua inglese e superare un esame di iscrizione all'albo che è piuttosto difficile) che si possono scegliere in base al titolo di studio, alla Regione in cui operano, allo studio in cui sono impiegati ecc. E' ovvio che il consulente ha un costo ma tale costo non deve essere sostenuto obbligatoriamente. Se uno è capace può fare anche da sè la descrizione ed i disegni, come pure le rivendicazioni. 4) i diciotto mesi da attendere per i brevetti di invenzione e modello di utilità sono soltanto per la pubblicazione della documentazione e sono semplicemente una tutela per il richiedente: la domanda, infatti, è tutelata dalla data del deposito. Se la sua documentazione rimane segreta, in questo periodo l'utente può darsi da fare per vedere di stabilire accordi di partenariato con altre imprese per la concessione in uso o la cessione del brevetto e, se ha avuto l'accortezza di farsi precedere da accordi di riservatezza, potrà controllare benissimo se qualcuno decide di impossessarsi del suo brevetto senza il suo permesso. Inoltre, nei 18 mesi sono compresi i dodici mesi di tempo per l'estensione del brevetto così buono a livello sovranazionale. Per depositare un brevetto europeo o internazionale, infatti, è necessario che sia ancora segreto il brevetto italiano. Nel periodo considerato, inoltre, sono compresi anche i nove mesi entro i quali l'Uibm è tenuto ad inviare, per i brevetti di invenzione industriale, il rapporto di ricerca al richiedente; se tale rapporto è particolarmente negativo, il richiedente può ritirare la domanda di brevetto ed è come se non fosse mai stata depositata, nessuno verrà a conoscenza nemmeno dell'idea che si era tentato di tutelare. Se si vuole, però, si può anticipare l'accessibilità al pubblico della documentazione completa a corredo del brevetto ai 90 giorni dalla pubblicazione, assolutamente senza nessuna corresponsione dei diritti di urgenza che non sono previsti da alcuna normativa. O questo signore ha incontrato qualche disonesto sulla sua strada o è in mala fede.
Tutto il resto del discorso sul fare impresa ecc. non voglio commentarlo

Complimenti per l'opportuno e tempestivo chiarimento.

Non credo che si tratti di mala fede, ma solo di insofferenza verso procedure percepite come inutilmente complesse.

Ciò non dipende dalle Camere di Commercio, ma mi pare normale che il cittadino/utente se la prenda con il proprio interlocutore, e non con l'ineffabile UIBM, i cui limiti sono ben noti a chiunque operi nel settore.

il link suggerito per chi vuole brevettare è giusto

...

sul link segnalato c'è una documentazione obsoleta ed istruzioni non conformi alle ultime circolari emanate.

 

scusa Angela, ma allora le istruzioni conformi uno dove dovrebbe trovarle? Non è grave che il Ministero competente riporti documentazioni obsolete? O sono io tropppo ingenuo?

Il discorso sui brevetti è pieno di errori di fondo tesi soltanto a creare malumore

il link suggerito per chi vuole brevettare è giusto infatti l'organo deputato al rilascio dei brevetti in Italia è il Ministero dello Sviluppo Economico che però si è dimenticato che tra vari avvicendamenti di ministri e risultati di referendum che hanno espresso la volontà della soppressione ha cambiato nome più volte. Come risultato c'è che sul link segnalato c'è una documentazione obsoleta ed istruzioni non conformi alle ultime circolari emanate.

Credo che se c'è qualcuno in malafede e tenta di trollare sei tu: il Ministero dello sviluppo economico non ha mai avuto alcun referendum abrogativo, il link è giusto (lo dici tu, non io), ma aggiungi che esistono circolari che hanno "innovato" ? Peggio, se possibile: chi vuole brevettare deve anche farsi un giro al Ministero o a una CCIAA (sai nel 2011 hanno inventato il telefono, Internet..) per sapere cosa dicono le ultime circolari (che se avessi un minimo di nozione di diritto amministrativo sapresti che le circolari sono documenti interni a una Amministrazione, quindi non sono a disposizione di terzi, vabbè...).

L'incarico ad una società specializzata per la ricerca di anteriorità non è un obbligo attribuito all'utente che intende depositare il brevetto; non è neanche un obbligo della Camera di commercio

Ho scritto che c'è un obbligo in tal senso ? Dove ? Sulla CCIAA, che non ha un "obbligo" in tal senso nemmeno l'ho detto, mi domando che esiste a fare un "Ufficio Brevetti" presso una CCIAA se non fa altro che il passacarte. O a te piace pagare le tasse per mantenere i passacarte ?

Su tutto il resto manco ti rispondo, perchè fai solo una disamina di un iter di cui ho solo dato un breve riassunto, e ho anche evitato di parlare della creazione dell'Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, istituito nel 2005 dal liberista Berlusconi, di cui tu riporti il link.

 

E quindi adesso mi viene un dubbio piccolo piccolo: ma questa misteriosa Angela, cha sarebbe la sorella dell'Angelo per intenderci, non è che sia un troll?

Dai, non vedere malizia dapertutto che esiste la gente preparata che casca da queste parti senza nessuna intenzione di sostenere nessun partito politico...

Sinceramente non mi sembra che l'intervento di Angela sia necessariamente un intervento da troll, piuttosto quello di un soggetto che non conosce NFA. Altrimenti non avrebbe iniziato  con un commento personale negativo:

Il discorso sui brevetti è pieno di errori di fondo tesi soltanto a creare malumore

ma si sarebbe limitata ad esporre i fatti a lei noti (non sono un esperto ma, dal suo intervento, sembra che abbia qualche conoscenza sul tema).

Io però vorrei sottolineare un altro aspetto, prendendo spunto dalla seguente affermazione:

Negli Uffici brevetti di altri Paesi più seri è l'Ufficio Centrale stesso che prima di concedere l'attestato fa la ricerca di anteriorità. In Italia non è così. 

Alla fine il problema è sempre il solito: quello che ha evidenziato M. Esposito, ovvero l'inefficienza della pubblica amministrazione che non fa ciò che dovrebbe fare (ed è pagata per fare) e, se va bene, si fa sostituire nei propri compiti da qualche privato ben remunerato, e se va male, quando prende atto del proprio potere d' interdizione, si fa pagare per concedere il proprio nulla osta.

Nel caso specifico il buon senso suggerirebbe  che, essendo l'UIBM il posto dove vengono depositati tutti i brevetti nazionali, lo stesso sia in grado di fare ciò che va fatto (ciò che la legge prescrive)  per concedere la registrazione di un brevetto. Non si capisce perché bisogna per forza tirare in ballo dei "consulenti". I quali esistono in tanti settori, anche laddove non c'è la PA, ma sono un soggetto privato che viene chiamato volontariamente da un altro soggetto privato. Il problema si pone quando la complessità delle legge o le inefficienze della PA rendono pressoché necessario rivolgersi ad un consulente, senza che sia possibile fare altrimenti.