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Oh Mia Bela Madunina: Il Programma di Pisapia

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Francamente, ma di cosa sta parlando? Puo' citare nello specifico una proposta di legge dell'IdV in generale o un comportamento di De Magistris in particolare che giustificano il suo allarme?

L'idea che questi ceffi stanno cercando di far passare da anni  è che di fronte a crimini di particolare allarme sociale (ovviamente a loro avviso) le procedure, le garanzie e quant'altro nel nostro ordinamento sia parte integrante del concetto di Legalità debba andare a farsi benedire. E giù la forca, e giù la sospensione da incarichi pubblici anche se solamente sospettati, l'impossibilità di candidarsi anche se solamente indagati. E' questa la legalità?

No, quello che sta passando in Italia e' un garantismo peloso a solo vantaggio dei potenti, meglio se con uno scranno in parlamento. Per di piu' promosso da chi quindici anni fa sventolava cappi in parlamento. E allora via all'impunita', a colpi di indagini trasferite, reati (da colletti bianchi) depenalizzati, immunita' parlamentari, leggi sulle intercettazioni. Si e' mai chiesto in quale paese civile democrazia liberale si concedano tutti gli onori ad un ex-presidente del consiglio colluso con la mafia, si cerchi di riabilitarne un altro morto in latitanza, o si eleggano in parlamento personaggi del calibro di Cosentino (indagato per mafia) o Speciale (quello che amava utilizzare i voli militari per farsi portare il pesce in montagna)? O vogliamo parlare di Mastella?

Non sara' forse che se a togliersi la vita in carcere e' Gabriele Cagliari siamo di fronte ad un dramma (e a dei giudici assassini), ma se invece tocca ad uno degli altri circa 50 che ogni anno si tolgono la vita nelle strutture penitenziarie va tutto bene? Perche' le ricordo che i partiti piu' attenti alla condizione nelle carceri e agli abusi (talvolta mortali) commessi dalle forze dell'ordine sui semplici fermati sono proprio i radicali e quei ceffi (nelle sue parole) dell'IdV.

No, il garantismo non e' sempre peloso. Lo diventa quando sei indifferente al destino, ad esempio, di un certo Stefano Cucchi, o non ti indigni per quello che successe alla Diaz e a Bolzaneto, ma in compenso pensi che Cosentino vada protetto dal parlamento. O quando non ti sei mai occupato prima delle morti in carcere, ma scrivi vhe Gabriele Cagliari lo hanno ammazzato i giudici.

O magari quando scrivi che il tuo amico DSK non e' un imputato come gli altri, e stupido il giudice che non lo capisce.

Si fa un po' di confusione tra i principi e la pratica.

Stefano Cucchi è stato vittima di qualche abuso, ancora non ben chiarito, su cui si pronuncerà la Magistratura: ma che c'entra il suo caso con quello di Cagliari, per esempio? Secondo Lei, per il solo fatto che fosse sottoposto a custodia catelare era colpevole, e pertanto chi se ne frega se si è ucciso per una crisi di disperazione?

Ogni vittima è una vittima, anche se non appartiene alla Sua parte politica merita cordoglio, compassione e giustizia. Poi, si può discutere su qualsiasi caso..

Signor Luponti, nessuna confusione. A me dispiace per il suicidio di Cagliari come per quello dei cinquanta e passa detenuti senza nome che, in attesa di giudizio o con condanne definitive, ogni anno si tolgono la vita in carcere.

Ma mi fa francamente schifo chi si accorge delle drammatiche condizioni delle carceri solo quando a perdere la vita e' un nome celebre e potente. Quanti, tra chi ha usato il nome di Cagliari come una clava per colpire i magistrati di mani pulite e delle successive inchieste sul malaffare, si e' speso in passato o si spendera' in futuro per le condizioni in cui versano i detenuti meno celebri o potenti?

Tra l'altro, il riferimento alla "mia parte politica" e' talmente stupido da commentarsi da solo.

Lasciamo perdere gli insulti, per prendere in considerazione una questione seria.

Lei dice che Cagliari si uccise a causa delle condizioni carcerarie: ne ha la prova? Non sarà stato, piuttosto, perché non sopportava la custodia in carcere, indipendentemente dalle sue condizioni? In ogni caso, per quello che mi ricordo, quella parte di opinione pubblica che ne menò scandalo lamentava l'ingiustificata applicazione di una misura restruttiva, non lo status delle carceri (che non dipende dai magistrati). Non c'è dubbio che, all'epoca, la custodia in carcere era uno strumento usato con grande frequenza dagli inquirenti, spesso per periodi piuttosto lunghi.

Lei dice che Cagliari si uccise a causa delle condizioni carcerarie: ne ha la prova? Non sarà stato, piuttosto, perché non sopportava la custodia in carcere, indipendentemente dalle sue condizioni?

No, non dico questo. Penso che la maggior parte dei suicidi di quella stagione fossero dovuti alla vergogna ed alla disperazione per il cambio di status. Qui una nota interessante:

Per Tangentopoli ci sono stati 43 suicidi La vedova Moroni: sotto accusa gli avvisi "Vi sembrera' un paradosso, ma mi sono convinta che se mio marito fosse finito in carcere, forse oggi sarebbe vivo". Le parole di Sandra Moroni - la vedova del deputato socialista che si tolse la vita nel ' 92 - sono la piu' imprevedibile sintesi del dossier "suicidi di Tangentopoli", presentato l' altra sera da Nando Dalla Chiesa. Una ricerca che parte dai dati: nelle carceri di tutta Italia, tra il ' 92 e l' ottobre ' 98, si sono uccisi 351 detenuti, per lo piu' giovani dai 25 ai 34 anni (50,3 % ), nell' anno dell' arresto (50 % ). Queste cifre generali chiariscono le "specificita" dei "suicidi di Tangentopoli", cioe' di persone "coinvolte" in indagini sull' intreccio tra politica, economia e (al Sud) mafia. Prima sorpresa: delle 43 vittime accertate (31 nel triennio ' 92 - ' 94), solo 2 si sono tolte la vita in carcere. Nel 76,7 % dei casi il suicida era sempre rimasto libero. E 10 vittime non erano neppure indagate. Ora la vedova Moroni accusa, con i pm, i giornalisti: "Mio marito seppe dell' avviso da stampa e tv. Ricordatevelo".

Francamente, ma di cosa sta parlando? Puo' citare nello specifico una proposta di legge dell'IdV in generale o un comportamento di De Magistris in particolare che giustificano il suo allarme?

 

Ma lei uno sguardo a quanta gente è passata nel tritacarne di De Magistris ha provato a darlo? Ma ha idea di che personaggio abbiamo di fronte? E l'IDV? Guardi che il marchiare a fuoco i "condannati per reati gravi" lo trova anche sul sito internet del partito. E se proprio stiamo parlando del mio allarme, a fare il paio con i personaggi che affollano il partito ci sono anche quintali di uscite televisive e interventi parlamentari del Leader Maximo del partito, che se proprio dobbiamo tirare in ballo Mastella (ad oggi ancora innocente, antipatico ma innocente) non è che si sia poi comportato molto meglio (ad oggi ancora non ho capito dove finiscono le sostanze di Di Pietro e cominciano quelle del partito).

Non sara' forse che se a togliersi la vita in carcere e' Gabriele Cagliari siamo di fronte ad un dramma (e a dei giudici assassini), ma se invece tocca ad uno degli altri circa 50 che ogni anno si tolgono la vita nelle strutture penitenziarie va tutto bene? Perche' le ricordo che i partiti piu' attenti alla condizione nelle carceri e agli abusi (talvolta mortali) commessi dalle forze dell'ordine sui semplici fermati sono proprio i radicali e quei ceffi (nelle sue parole) dell'IdV.

 

Esattamente, dei ceffi. Perchè chi si fa un'immagine sopra la pelle di centinaia di persone, buttate in pasto ai media e poi _regolarmente_ assolte, chi inveisce con la bava alla bocca contro la "Casta", l'impunità e poi si fa scudo dell'immunità parlamentare garantitagli dal parlamento Europeo è un ceffo e della peggior specie. Ma per lei il garantismo si riduce all'attenzione per i carcerati? O crede che indagati e sospettati (a prescindere dal colore del colletto) abbiano diritto alle garanzie previste dalla legge, dalla Costituzione e dalla cultura politica di un paese che, grazie a Dio, non è ancora così malridotto dal necessitare l'avvento di questi cafoni?  Ritiene che una volta scontata la pena il reo abbia diritto di tornare ad una vita normale (compresa la possibilità di essere eletto) o è garantismo peloso?

 

 

Ma lei uno sguardo a quanta gente è passata nel tritacarne di De Magistris ha provato a darlo?

Mi illumini, perche' vedo che fino ad ora preferisce restare sul vago, ripetendo una certa vulgata in voga di questi tempi ma senza portare fatti circostanziati. Ma magari lei trova una normale garanzia prevista dalla legge la possibilita' per il ministro della giustizia di trasferire un magistrato che indaga sui suoi dubbi affari.

A quanto mi riuslta, poi, Mastella qualche processo ancora in corso lo ha, mentre De Magistris si e' avvalso dell' immunita' parlamentare solo per difendersi dalle querele mastelliane, risultando al contrario assolto nei procedimenti scaturiti per le presunte irregolarita'delle sue inchieste.

Ma per lei il garantismo si riduce all'attenzione per i carcerati? O crede che indagati e sospettati (a prescindere dal colore del colletto) abbiano diritto alle garanzie previste dalla legge, dalla Costituzione e dalla cultura politica di un paese che, grazie a Dio, non è ancora così malridotto dal necessitare l'avvento di questi cafoni?  

Io sono per un garantismo a tutto campo, a differenza dei molti che si svegliano solo quando sotto processo ci vanno i colletti bianchi. Ma la invito ancora una volta a fare esempi precisi e circostanziati delle garanzie legali che questi cosidetti cafoni vorrebbero abolire per legge.

Sono parimenti convinto che per ovvi motivi non si possa privare dell'eleggibilita' i condannati non in grado definitivo, ma che segreterie di partito ed elettori dovrebbero essere particolarmente vigili su questo tema.

Sullo stato in cui versa il paese stendiamo un velo pietoso. Mi trovi lei una democrazia occidentale con il parlamento (peraltro composto da parlamentari di fatto nominati dalle segreterie e non eletti) pieno di inquisiti e pregiudicati, un ex presidente del consiglio colluso con la mafia, un secondo morto latitante all'estero, tre-quattro regioni in mano alla criminalita' organizzata ed una corruzione invasiva che pervade tutti i livelli della vita pubblica. Le ricordo che i politici inglesi si dimettono se beccati a falsificare i rimborsi spese per poche centinaia di sterline.

Ritiene che una volta scontata la pena il reo abbia diritto di tornare ad una vita normale (compresa la possibilità di essere eletto) o è garantismo peloso?

A seguito di una condanna definitiva, l'interdizione ai pubblici uffici per reati quali abuso d'ufficio, concussione, corruzione, mafia e compagnia cantante mi sembra assolutamente ragionevole. D'altro canto non si puo' diventare carabiniere con una fedina penale macchiata, e nessuno si sognerebbe di assumere come responsabile di una scuola un pregiudicato pedofilo.