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Oh Mia Bela Madunina: Il Programma di Pisapia

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No, il garantismo non e' sempre peloso. Lo diventa quando sei indifferente al destino, ad esempio, di un certo Stefano Cucchi, o non ti indigni per quello che successe alla Diaz e a Bolzaneto, ma in compenso pensi che Cosentino vada protetto dal parlamento. O quando non ti sei mai occupato prima delle morti in carcere, ma scrivi vhe Gabriele Cagliari lo hanno ammazzato i giudici.

O magari quando scrivi che il tuo amico DSK non e' un imputato come gli altri, e stupido il giudice che non lo capisce.

Si fa un po' di confusione tra i principi e la pratica.

Stefano Cucchi è stato vittima di qualche abuso, ancora non ben chiarito, su cui si pronuncerà la Magistratura: ma che c'entra il suo caso con quello di Cagliari, per esempio? Secondo Lei, per il solo fatto che fosse sottoposto a custodia catelare era colpevole, e pertanto chi se ne frega se si è ucciso per una crisi di disperazione?

Ogni vittima è una vittima, anche se non appartiene alla Sua parte politica merita cordoglio, compassione e giustizia. Poi, si può discutere su qualsiasi caso..

Signor Luponti, nessuna confusione. A me dispiace per il suicidio di Cagliari come per quello dei cinquanta e passa detenuti senza nome che, in attesa di giudizio o con condanne definitive, ogni anno si tolgono la vita in carcere.

Ma mi fa francamente schifo chi si accorge delle drammatiche condizioni delle carceri solo quando a perdere la vita e' un nome celebre e potente. Quanti, tra chi ha usato il nome di Cagliari come una clava per colpire i magistrati di mani pulite e delle successive inchieste sul malaffare, si e' speso in passato o si spendera' in futuro per le condizioni in cui versano i detenuti meno celebri o potenti?

Tra l'altro, il riferimento alla "mia parte politica" e' talmente stupido da commentarsi da solo.

Lasciamo perdere gli insulti, per prendere in considerazione una questione seria.

Lei dice che Cagliari si uccise a causa delle condizioni carcerarie: ne ha la prova? Non sarà stato, piuttosto, perché non sopportava la custodia in carcere, indipendentemente dalle sue condizioni? In ogni caso, per quello che mi ricordo, quella parte di opinione pubblica che ne menò scandalo lamentava l'ingiustificata applicazione di una misura restruttiva, non lo status delle carceri (che non dipende dai magistrati). Non c'è dubbio che, all'epoca, la custodia in carcere era uno strumento usato con grande frequenza dagli inquirenti, spesso per periodi piuttosto lunghi.

Lei dice che Cagliari si uccise a causa delle condizioni carcerarie: ne ha la prova? Non sarà stato, piuttosto, perché non sopportava la custodia in carcere, indipendentemente dalle sue condizioni?

No, non dico questo. Penso che la maggior parte dei suicidi di quella stagione fossero dovuti alla vergogna ed alla disperazione per il cambio di status. Qui una nota interessante:

Per Tangentopoli ci sono stati 43 suicidi La vedova Moroni: sotto accusa gli avvisi "Vi sembrera' un paradosso, ma mi sono convinta che se mio marito fosse finito in carcere, forse oggi sarebbe vivo". Le parole di Sandra Moroni - la vedova del deputato socialista che si tolse la vita nel ' 92 - sono la piu' imprevedibile sintesi del dossier "suicidi di Tangentopoli", presentato l' altra sera da Nando Dalla Chiesa. Una ricerca che parte dai dati: nelle carceri di tutta Italia, tra il ' 92 e l' ottobre ' 98, si sono uccisi 351 detenuti, per lo piu' giovani dai 25 ai 34 anni (50,3 % ), nell' anno dell' arresto (50 % ). Queste cifre generali chiariscono le "specificita" dei "suicidi di Tangentopoli", cioe' di persone "coinvolte" in indagini sull' intreccio tra politica, economia e (al Sud) mafia. Prima sorpresa: delle 43 vittime accertate (31 nel triennio ' 92 - ' 94), solo 2 si sono tolte la vita in carcere. Nel 76,7 % dei casi il suicida era sempre rimasto libero. E 10 vittime non erano neppure indagate. Ora la vedova Moroni accusa, con i pm, i giornalisti: "Mio marito seppe dell' avviso da stampa e tv. Ricordatevelo".