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Oh Mia Bela Madunina: Il Programma di Pisapia

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Il premio di maggioranza scatta solo se nessuna coalizione che sostiene un candidato sindaco (o l'unico partito che lo sostiene) ottiene il 50%+1 dei voti. E' possibile, anzi molto probabile, che grazie alla possibilità di voto disgiunto* Sindaco e coalizione ottengano voti diversi (è successo anche a Milano, quasi per ogni candidato).

Se una coalizione, dunque, qualunque sia il candidato Sindaco vincente, ottiene la maggioranza dei voti, il premio non scatta e il Sindaco vincente, se di un altro schieramento, deve "coabitare". E' già successo. Non sempre l'Amministrazione dura, come è facile intuire.

La questione dell'apparentamento è interessante e non so come funzioni. Ora controllo. Ho sempre pensato che la compensazione fosse politica: la mia lista che ha perso ti sostiene al secondo turno e tu mi ripaghi, ad esempio, con un assessorato. Però forse la compensazione è anche legale (con apparentamento la lista entra ufficilamente tra quelle che hanno diritto al 60%). Bella domanda. Vediamo.

*: in realtà per far emergere questa discrepanza non è necessario il voto disgiunto. Basterebbe votare per il candidato sindaco senza esprimere un voto per una lista che lo sostiene.

Dovrei avrei scritto che Alberto ha torto?

Il premio di maggioranza (che assegna il 60% dei seggi) scatta sempre e comunque se la coalizione vincente ha preso meno del 60%.

Si vede che in Alto Adige vige una legge elettorale diversa. Qui a Bolzano, 6-7 anni fa, successe proprio ciò che ho descritto. 

Il sindaco eletto (Benussi) non aveva una maggioranza in consiglio e si dovette rivotare.

Per quello ho fatto la domanda. 

 

1. Alberto non ha detto ciò che dice Francesco. Se lo avesse detto, allora avrebbe avuto torto. Infatti Francesco ha torto e Alberto no, perchè è vero che la coalizione che sostiene Pisapaia, se vincerà Pisapia, avrà diritto al premio. Il premio di maggioranza scatta se nessun'altra lista o coalizione supera il 50%+1 dei voti. Ho appena scoperto ha diritto al premio di maggioranza la lista o coalizione collegata al sindaco vincente solo se questa ha preso più del 40% dei voti.

2. L'apparentamento è in effetti ammesso dalla legge (vedi il TUEL). Non è molto chiaro come funzioni ma, per come lo leggo io, entro una settimana il candidato sindaco che va al secondo turno può dichiararire che una nuova lista lo appoggia (tra quelle che hanno partecipato al primo turno). Ovviamente, serve dichiarazione corente anche di tale lista. In questo caso, il simbolo di quella lista comparirà nelle schede di ballottaggio a sostegno di quel candidato sindaco. Il premio del 60% scatta (e qui la legge è poco chiara, ma a me pare di capire che funziona così) a favore di queste liste, quindi l'apparentamento in effetti assegna legalmente seggi aggiuntivi anche alla lista apparentata.

Si', hai ragione, andavo di fretta e ti ho letto male. Scusami.

Comunque l'evento della coabitazione e' abbastanza raro e non puo' verificarsi nel caso di Milano 2011.

Non devi scusarti :-)

Alla prossima

Ti riferisci al caso in cui la coalizione avversaria riesce a superare il 50% (a causa del voto disgiunto, nel 1° turno).

RR

in ogni caso le liste della Moratti hanno presoil 43,28%, quelle di Pisapia  il 47,26%: entrambe sopra il 40% e sotto il 51%.

Chi vince prende il 60% dei seggi.

Scusate, ma state facendo un casino micidiale.

La norma di riferimento è il D.Lgs 267/2000 (esattamente il comma 10 dell'Art.73), nel quale si distinguono due casi, in comuni con più di 15,000 abitanti:

 

  1. Un candidato viene eletto al primo turno, perché ottiene subito almeno il 50% + 1 dei voti; in questo caso le liste a lui correlate ottengono il premio di maggioranza (che porterà il vincitore a occupare il 60% dei seggi disponibili in consiglio), purché abbiano preso almeno il 40% dei voti validi, e purché nessun altro gruppo di liste abbia preso più del 50% dei voti validi (questo termine tenetelo a mente, perché è importante, e il perché ve lo dico dopo). 
  2. Si va al ballottaggio e il candidato viene eletto al secondo turno, in questo caso il premio di maggioranza (uguale a quanto detto prima per il primo turno) viene assegnato purché nessun altro gruppo di liste abbia preso, al primo turno, più del 50% dei voti validi. In pratica decade, al secondo turno, il requisito del 40% minimo

Ora, la novità recente riguarda il significato di quel termine validi: parlandosi di voti per le liste sarebbe intuitivo pensare che quelle percentuali (40%, 50%) siano riferite ai voti di lista totali, ma non è così: con sentenza 3022/2010 il Consiglio di Stato ha stabilito che per voti validi debbano intendersi tutti i voti non nulli dati anche al solo candidato sindaco, senza preferenze di liste.

Ed è per questo, ad esempio, che a Cagliari nonostante le liste collegate al candidato del CDX Massimo Fantola abbiano preso il 53% dei voti totali di lista, il CSX avrà comunque diritto al premio di maggioranza in caso di vittoria del suo candidato: rapportati ai voti totali (quindi voti con preferenza di lista + voti per il solo sindaco), i voti per le liste a sostegno di Fantola non raggiungono il 50% .



 

 

Segnalazione interessante e di cui ringrazio (anche quella precedente).

Secondo me, la motivazione del CdS più forte è la seguente (= è quella che ha parzialmente convinto me, non so se è quella più forte anche dal punto di vista giuridico),:

"... si perverrebbe al risultato assurdo, certamente esulante dalla voluntas legis, di paralizzare l’attribuzione del c.d. premio di maggioranza anche nei casi, in cui solo una minoranza dell’elettorato abbia espresso il voto di lista e la maggioranza si sia limitata ad esprimere il voto per i candidati alla carica di sindaco. In casi siffatti, sarebbe del tutto irragionevole controbilanciare la posizione del sindaco, il quale abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi senza il sostegno di una lista o di un gruppo di liste munite di una maggioranza altrettanto assoluta, con una maggioranza di consiglieri esponenti di liste a lui antagoniste, in ipotesi espressione di una percentuale dell’elettorato di gran lunga inferiore alla maggioranza assoluta dei voti validi espressi nell’elezione del sindaco ..."

Peraltro, il CdS conferma una precedente sentenza del TAR, il che lascia pochi dubbi. Resta il fatto che "visivamente", purtroppo, è un casino. It makes sense ma non mi piace del tutto (-ecchissenefrega?-).

A qusto punto però mi chiedo e soprattutto chiedo: la sentenza si applica anche a casi precedenti? Nel caso specifico, il CdS giudica sulle elezioni di Alba del 7/6/2009. Alla stessa tornata si votò anche a Saronno. Il Csx vinse al secondo turno ma il Sindaco fu "anatra zoppa" e venne sfiduciato poco dopo (rivinse le elezioni l'anno dopo). Se uno guarda ai dati nel caso di Saronno, però, secondo la sentenza del CdS non si sarebbe dovuta verificare l'"anatra zoppa". I voti delle liste del candidato di CDx erano 10458, più del 50% del totale voti di lista (20181) ma meno del 50% di quelli validi (22376). Sono io che non capisco o l'ufficio elettorale ha sbagliato ad assegnare i seggi?

Mi si potrebbe rispondere:

1) Paolo, hai capito male;

2) L'ufficio elettorale non ha sbagliato; la sentenza ancora non c'era, quindi erano ammissibili entrambe le interpretazioni;

3) L'ufficio elettorale ha sbagliato.

A cui risponderei:

1) Dove sbaglio?

2) - 3) Ok: allora se ad oggi ci fosse un Comune in cui c'è ancora coabitazione "sbagliata", diciamo uno in cui si è votato tra il 2006 e il 2010 (la sentenza del CdS è posteriore alla tornata elettorale del 2010), è possibile chiedere la riallocazione dei seggi in questi Comuni?