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Oh Mia Bela Madunina: Il Programma di Pisapia

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No. Questo ragionamento non lo accetto.

Se il PdL e la Lega avessero voluto ridurre il numero di parlamentari avrebbero fatto due leggi di riforma costituzionale: una per ridurre il numero dei parlamentari e l'altra per il "federalismo". Hanno fatto invece un'unica legge nella speranza che Italo Boccalone votasse in favore della riforma "federalista".

La prego, Lei mi sembra una persona troppo intelligente per sostenere certe cose. Se ne faccia una ragione e la smetta.

Se il PdL e la Lega avessero voluto ridurre il numero di parlamentari avrebbero fatto due leggi di riforma costituzionale: una per ridurre il numero dei parlamentari e l'altra per il "federalismo". Hanno fatto invece un'unica legge nella speranza che Italo Boccalone votasse in favore della riforma "federalista".

Nella riforma c.d. federalista c'era un po' di tutto, il federalismo era solo una parte, spinta dalla LN che aveva solo il 3.9% dei voti pero', e consisteva in un insieme di norme che FI e AN hanno convenuto di votare aggiungendoci molto altro, come la prescrizione di Roma capitale nella Costituzione, l'interesse nazionale, la riattribuzione allo Stato centrale di parecchie competenze in cambio di una competenza piu' esclusiva delle Regioni su altre materie, l'abolizione del bicameralismo perfetto, la sfiducia costruttiva, e infine la riduzione dei parlamentari.

Pur essendo una modifica abbastanza scadente per alcuni elementi (Roma capitale, interesse nazionale, riattribuzione allo Stato di competenze prima concorrenti) era una riforma che conteneva diversi elementi positivi, tra cui la riduzione dei parlamentari.  Sono convinto che specie i vertici (meno i peones) del centro-destra volevano veramente attuare il complesso delle riforme approvate.  Sbagliero' ma questa e' la mia opinione.

Dubito proprio che la LN col 3.9% dei voti abbia potuto imporre la riduzione dei parlamentari per rendere accettabili e votabili altre norme altrimenti indigeribili sul federalismo. Tra l'altro non ricordo nulla che gli elettori non avrebbero potuto accettare senza patemi, in materia di federalismo, complessivamente la riforma era quasi neutra per il contrappeso di numerose norme statal-centraliste imposte da FI e AN a bilanciamento di competenze piu' esclusive su scuola e sanita' ottenute dalla LN.

In conclusione la mia opinione personale rimane che il CD non solo ha scritto e approvato la riforma che prevedeva la riduzione dei parlamentari, ma a livello di vertici erano anche sostanzialemente d'accordo. Il centrosinistra sullo stesso provvedimento, ad oggi, ha fatto una figura peggiore.

Amarcord

Carlo Carminati 20/5/2011 - 17:47

[...] la LN col 3.9% dei voti [...]

Accidenti: proprio non ricordavo che la LN avesse una percentuale cosi' bassa... meno di RC dopo la  (prima:) scissione. Per un attimo  ho pensato che tu ti fossi sbagliato (ma cosi' non era).

Fenomeno  curioso. Forse non e' solo la mia memoria che perde colpi: penso che il fatto che la Lega ribadisca continuamente -almeno a parole- una differenza rispetto al partito di SB genera una specie di illusione ottica, per cui la Lega sembra sempre molto piu'  rilevante di quel che in realta' e'.

Dubito proprio che la LN col 3.9% dei voti abbia potuto imporre la riduzione dei parlamentari

Bossi poteva sempre ricorrere ad uno dei suoi famosi penultimatum, non lo fece!

Sono contento che Lei, nella sostanza, condivida il virgolettato nella mia definizione di riforma "federalista", ma non è questa la materia del contendere. Nemmeno lo è il ruolo della Lega Nord all'interno dei governi Berlusconi, né tantomeno la posizione del centrosinistra sul tema.

La materia del contendere è se la tentata riforma costituzionale del 2006 costituisca un motivo sufficiente per affermare che non si possa argomentare contro PdL e Lega per la mancata riduzione del numero dei parlamentari.

Ebbene, non è un motivo sufficiente per il semplice fatto che la riforma costituzionale del 2006 non era una legge costituzionale per la riduzione dei parlamentari. Affermare che la tentata riforma costituzionale del 2006 costituisce un tentativo intenzionale di ridurre il numero dei parlamentari pare una fallacia divisionis.

Chiaramente, votando quella legge di riforma costituzionale, PdL e Lega hanno espresso l'intenzione di modificare larga parte dell'ordinamento della Repubblica: questa intenzione espressa sulla riforma complessiva non può però essere estesa alla sola modifica degli art. 56 e 57 riguardanti il numero dei Parlamentari.

La volontà sul tutto non è la volontà su di una sola una parte.

PdL e Lega hanno chiesto agli elettori di approvare tutta la riforma, tutta insieme, e non ogni singola sua parte (come avrebbero potuto fare). E su tutto il contenuto della riforma si è espresso Prodi e con lui la maggioranza dei votanti.

Ieri sera volevo una birra, sono andato a prendermela ma la barista mi ha detto che prima dovevo pagare 3 euro e poi lei me la dava. Sicuramente mi si può imputare la volontà di comprare una birra (pagare+prendere), ma questo non significa che io avessi voglia di regalare 3 euro alla barista (pagare e basta). Anzi, io avrei preferito prendermi la birra gratis.