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Oh Mia Bela Madunina: Il Programma di Pisapia

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Per prima cosa grazie davvero per la gentile risposta e l'attenzione.

Volevo però replicare alla tua risposta e poi chiudo.

Nulla di nuovo: il punto di vista dell'efficienza economica non corrisponde in tutti i casi al benessere sociale.

Il testo dell'art. 83 “Criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa” - comma 1 - del D.Lgs. n. 163/06 (Codice dei contratti pubblici) è il seguente: «Quando il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto, quali, a titolo esemplificativo ...” (segue un elenco che ometto).
Leggendo la norma è evidente che il Legislatore non ha voluto lasciare un ampio margine di discrezionalità alla stazione appaltante: se è vero che i criteri sono elencati a titolo esemplificativo, comunque sancisce che debbano essere pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto. Anche i prerequisiti di ammissione alla gara (di ordine generale, di idoneità professionale, di qualificazione, di capacità economica e finanziaria, tecnico-professionale ecc.) sono chiaramente enunciati e sono inoltre tenuti separati, in quanto soggettivi, dai criteri di valutazione dell'offerta, quali criteri oggettivi.

Quanto sopra affinchè sia garantito il rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento, non discriminazione, concorrenza, economicità, efficacia, tempestività, cioè i principi base dei concorsi e degli appalti pubblici, principi che ovviamente condivido, ci mancherebbe!

I due criteri di aggiudicazione andrebbero utilizzati a seconda dell'oggetto del contratto che, per il criterio del prezzo più basso, non presenta un elevato valore tecnologico o avviene secondo procedure standardizzate, mentre per il criterio dell'offerta economicamente presenta rilevanti aspetti qualitativi come l'organizzazione del lavoro, le caratteristiche tecniche dei materiali, l'impatto ambientale ecc..

Il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa consente di poter valutare informazioni più dettagliate su come sarà espletato il servizio o eseguita l'opera; non sempre è semplice o possibile dettagliare le caratteristiche dell'oggetto del contratto negli atti di gara per poi semplicemente applicare il ribasso.

Non necessariamente un criterio è migliore dell'altro: è solo più adeguato all'oggetto dell'appalto.

Inoltre, l'art. 2 “Principi” - comma 2 - del Codice citato stabilisce che: “Il principio di economicità può essere subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute e dell'ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile.” (la norma è collegata anche all'art. 69 dello stesso Codice dei contratti e all'art. 283 del relativo Regolamento attuativo. Il primo riguarda le condizioni particolari di esecuzione del contratto prescritte nel bando, che “... possono attenere, in particolare, a esigenze sociali o ambientali.”, mentre il secondo dice che per dare attuazione ai principi di cui all'art. 2, comma 2, e art. 69, possono essere stipulati protocolli d'intesa per determinare i criteri di valutazione, relativi all'offerta economicamente più vantaggiosa, con soggetti pubblici, organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Abbiamo visto che nella realtà il massimo ribasso non esclude accordi tra imprese (cartelli) contrari alla concorrenza e non assicura neppure efficienza nel senso di “eliminazione naturale” di imprese moribonde (in senso economico) o “irresponsabili” secondo i criteri di C.S.R.. Il prezzo, che sovente ne scaturisce, non genera maggiore benessere in termini di qualità dell'opera / servizio / fornitura e neppure sotto il profilo socio-ambientale per le ragioni di cui ho già parlato e molto è demandato ai prerequisiti per quanto attiene agli aspetti legati alla lotta alla criminalità, alla capacità economica ecc..

Infine, siccome parliamo di “cosa pubblica”, più fattori possono concorrere ad aumentare la percezione di benessere ricevuta dalla cittadinanza dalla sua realizzazione: uno tra i più importanti è quello della scelta partecipata, ma anche la speranza che le proprie tasse finiscano nel bilancio di imprese attente alla conformità dei contratti di lavoro alle norme di legge, interessate ad investire in ricerca e sviluppo, sensibili alle politiche a favore dei giovani e delle famiglie dei propri lavoratori, che investono anche sul territorio ecc..

Per cui, ferma restando l'osservanza dei principi e vincoli imposti dalla Legge, ribadisco di essere totalmente favorevole a ulteriori interventi volti a stimolare le imprese e ad intrattenere prioritariamente rapporti economici con quelle più meritevoli (anche attraverso le vie indicate nel 4° Progetto: stili di azione di un comune responsabile, sostenibile, etico, solidale).

Grazie a tutti per la pazienza, mi scuso se ho annoiato, scritto inesattezze o fatto confusione.

Orsola