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Episodi di cialtroneria elettorale

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il 51% (almeno) di responsabilità dovremmo pur attribuirla a chi ha governato il paese da 150 anni a questa parte, no?

Messo cosi' non posso contestarlo, se si accetta la semplificazione di dividere tutti tra moderati e progressisti. Come ho spiegato in altri commenti, tuttavia, per me la situazione e' piu' complessa, per es. leghismo e fascismo hanno vasti tratti antitetici come un opposto radicamento territoriale, e non possono essere unificati sotto il termine di "destra", ma non voglio ritornarci.

Visto questo e altri commenti desidero in parte correggere quanto ho scritto. Solo in parte l'avversita' suscitata dalla sinistra italiana dipende dal comportamento storico dei suoi esponenti (che si puo' osservare anche se non hanno esercitato il potere a livello nazionale). In altra parte l'avversita' dipende dalla cultura dell'appartenenza, che conduce a schierarsi contro la parte avversa a prescindere da ogni dato empirico, spesso sulla base di favole e credenze che le elites italiane amano diffondere tra le masse. Considerazioni equivalenti si possono fare invertendo le parti politiche.

La cultura dell'appartenenza e lo spirito di fazione e' qualcosa di estremamente radicato nella storia italiana del centro-nord e risale almeno ai comuni medievali (con l'eccezione di Venezia, che si e'  assestata dopo alcune turbolenze iniziali). Visto che lo sto rileggendo, mi sembra utile fare una citazione sul tema da Y.Reouard, le citta' italiane, con tanto di riferimento a Dante a beneficio dei fautori del liceo classico:

[nelle elites dei comuni italiani] la fedelta' alla consorteria e alla parte, all'associazione o alla famiglia e' un requisito fondamentale; l'amore per la propria citta' e' considerato fondamentale, tuttavia non si riesce a concepire la propria citta' se non dominata dalla parte alla quale si appartiene, e si accetta l'esilio piuttosto che la sottomissione alla parte avversa. Dante, pur inconsolabile per essere stato costretto ad abbandonare Firenze, ne visse lontano per sedici anni, esprimendo l'amore per la propria patria attraverso l'odio da lui portato agli avversari politici: coloro che vengono da lui posti nell'Inferno, ne cerchio riservato ai traditori, sono coloro che hanno tradito non la propria citta', ma la propria parte, come Bocca degli Abati o Gianni dei Soldanieri.

L'Italia di oggi ha un buon livello di continuita' col comune medievale italiano dove i membri di una parte hanno come obiettivo primario quello della supremazia totale della propria parte sulla parte avversa.  E' anche facile capire che in queste condizioni la cultura liberale del vivi e lascia vivere rispettando leggi condivise ha poco spazio, mentre prevale la cultura della sopraffazione e dell'uso e abuso della legge e del potere per combattere gli avversari e fare i propri interessi di parte.

Perdonami Lusiani, ma in altri e frequenti commenti, appoggiandoti ai lavori di Putnam, fai spesso riferimento alla tradizione dei comuni italiani, per spiegare i differenziali socio-economici tra nord e sud, in ragione del migliore "capitale sociale" da essi posseduto. Adesso, a leggere quest'ultimo commento, sembra piuttosto che l'esperienza comunale abbia lasciato come retaggio

la cultura della sopraffazione e dell'uso e abuso della legge e del potere per combattere gli avversari e fare i propri interessi di parte.

che mi pare che con l'idea di "buon" capitale sociale abbia poco a che vedere

sembra piuttosto che l'esperienza comunale abbia lasciato come retaggio

la cultura della sopraffazione e dell'uso e abuso della legge e del potere per combattere gli avversari e fare i propri interessi di parte.

che mi pare che con l'idea di "buon" capitale sociale abbia poco a che vedere

Bisogna vedere il quadro complessivo. I comuni medievali hanno lasciato maggiore capitale sociale nel centro-nord Italia (secondo alcuni, altri non sono d'accordo) _rispetto al sud Italia_.  Rispetto alla Svizzera,  alla Germania, alla Svezia, pero' il capitale sociale del centro-nord Italia e' inferiore e ha anche i difetti indicati. Non c'e' contraddizione quindi, l'esperienza dei comuni (secondo me) spiega alcune caratteristiche italiane, alcune positive altre negative. Nel sud Italia anche i difetti delle tradizioni comunali sono attenuati o inesistenti, per esempio nel sud-italia lo spirito di fazione e' attenuato: ci sono piu' passaggi da una parte politica all'altra, sia di persone sia di maggioranze politiche locali.