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Cosa succede alla "quota del lavoro"?

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Secondo me l'attacco andava portato a livello teorico.

 

Sarà. Mi sembra strano però che si parli  di raffinati "modelli" per sostenere proposte politiche. Non c'è bisogno di conoscere né di capire le leggi di Keplero per usare un calendario.

Infatti il pregio propagandistico della lettera degli economisti era quello di raccontare una storia con qualche aspetto di credibilità, che comunque finiva per essere consolatoria per la maggioranza dei lettori, cioè i lavoratori dipendenti che risultavano vittime dell'ingordigia dei capitalisti. Per un ignorante di economia, come me, l'aspetto meno credibile della storiella è che non si applicava affatto all'Italia e che quindi non poteva dar luogo a conclusioni su che cosa si dovesse fare in Italia. Raccontare una storia su come si è sviluppata la crisi a livello internazionale per poi dedurre qualcosa che di dovrebbe fare in Italia, un paese afflitto da un enorme debito pubblico, mi sembrava abbastanza privo di senso. Il semplice buon senso, senza ricorrere a modelli, ci direbbe che se lo stato è pieno di debiti che gravano sul bilancio con interessi non negligibili, la priorità è spendere il meno possibile per restituire i debiti. Chi propone qualcosa di diverso dovrebbe esprimere un ragionamento semplice comprensibile da chi  non è un economista, e non raccontare una storiella su come è originata la crisi negli SU. Ci sono differenze macroscopiche tra la società italiana e quella degli USA. Non è solo la maggiore o minore consistenza del debito o risparmio privato. Ad esempio in Italia si può bene acquistare una automobile a rate, aumentando il debito privato. Ma a nessuno verrebbe in mente di utilizzare la "equity" (differenza tra valore della casa e capitale residuo sul mutuo) sulla casa per acquistare un'atomobile. La differenza qualitativa dei due debiti così contratti è macroscopica. In un certo senso l'idea di usare la "equity" è più efficiente e probabilmente determina tassi di interesse inferiori, ma ha finito per legare tutto alla "bolla immobiliare". Ma insomma da ignorante: negli USA c'è stato un problema di eccessivo debito privato, in Italia c'è un problema di eccessivo debito pubblico. E' evidente che a problemi diversi si dovrebbero dare soluzioni diverse.

Guardi che la Lettera degli economisti era dedicata alla sostenibilità dell'eurozona, non era mica centrata sulla politica economica italiana.

Riguardo alla proposta di continuare con le politiche restrittive, potrebbe dirmi in che senso sarebbe 'di buon senso'? Se me lo dice prima che la zona euro salti mi fa una cortesia, grazie.

 

 

 

Mi arrendo! Non sono un ecnomista, non so che cosa siano le poltiche restrittive.  Non so che cosa sia la sostenibilità  dell'eurozona. Mi sembrava solo che chi ha un alto debito che costa alti interesse e potrebbe provocare un fallimento debba  pensare a restituirlo in fretta. Pensavo anche che la lettera degli economisti, che racconta una accattivante storiella difficilmente applicabile all'Italia, fosse diretta agli elettori italiani. Tutto sbagliato! Lasciamo allora i tecnici a discutere di modelli. Non pretendano però di convincere gli ignoranti.

Il buon senso di Sandro va nella direzione giusta, Ermanno: la sostenibilita' dell'eurozona e la politica economica italiana non sono cose separate, questo e' evidente.

Le politiche restrittive non aiutano un'economia debole nel breve periodo, non c'e' dubbio. Ci sono pero' una miriade di politiche "microeconomiche" che si possono fare per compensare gli effetti di una minore spesa pubblica, se ce ne fosse bisogno. E sono ben note, non sto a ripeterle qui. La scelta e' tra farle adesso, prima, o essere costretti a farle in fretta e furia, dopo, come Grecia e Portogallo.

E nel frattempo come riporta Dario di Vico sul Corriere di oggi il PD va in tutt'altra direzione.

Mi piacerebbe capire invece dove va il centrodestra ( cosa ben più importante, un imbecille al governo è più pericoloso di un imbecille al'opposizione ), perchè sinceramente se si considerano le azioni concrete mi sembra che questo governo  è sullo stesso livello del pessimo governo Prodi del 2006....