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Cosa succede alla "quota del lavoro"?

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dal mio punto di vista è un bene visto che vivo di solo reddito da lavoro

sicuro? 

la fetta di reddito che andrebbe al lavoro potrebbe aumentare anche aumentando il numero dei lavoratori del 10% e diminuendo la retribuzione a tutti del 5%.

Tralasciando il cazzeggio ho fatto alcuni conti con le tabelle B.d.I. QUI

f.i.: la retribuzione lorda reale( Tav a9.1, Tav a9.4)/occupato(Tav a9.8) varia dal 2002 al 2010 di -1,4/;-1,1%;+0,4% a seconda del deflatore assunto. (2 daTav a9.4,uno da Eurostat)

la rertribuzione lorda reale/unità standard di lavoro varia nello stesso periodo di +5,0%;+5,4%;+7,0% sempre con i tre deflatori considerati.(stesse tavole di prima tranne Tav a9.8 poichè u.s.l. sono stati calcolati dai dati di Tav a9.1 e a9.2)

Entrambe le serie mostrano performaces molto peggiori nel secondo semiperiodo (2010/2006 che contiene la crisi) rispetto al primo (2006/2002). Per esempio quello relativo ad occupati fisici che nel periodo dà -1,4% nei due semiperiodi dà +1,4%; -2,8%; quello relativo a unità di lavoro che nel periodo dà +5,0% nei due semiperiodi dà +4,3%; +0,7%; considerando il solo venire meno della leva il +0,7% del secondo semiperiodo diverrebbe -1,0% (+3,3% il totale periodo)  

Se la differenza unità fisiche vs standard consistesse solo nalla normalizzazione del tempo lavorato si potrebbe dire che il primo dato ha rilevanza socioeconomica il secodo solo economica. (molti lavoratori avrebbero bisogno di lavorare di più) 

Ma le differenze sono notevoli come emerge dal glossario allegato al rapporto della B.d.I.:

Unità di lavoro: Definizione della contabilità nazionale utilizzata nella misurazione del volume di lavoro complessivamente impiegato nell'attività produttiva svolta all'interno del Paese, ricondotto a quantità omogenee in termini di tempo di lavoro. L'unità di lavoro in unità standard (o «occupati equivalenti») esclude i lavoratori equivalenti in CIG e comprende il contributo dei militari di leva, dei lavoratoriirregolari, degli occupati non dichiarati, degli stranieri non residenti e dei secondi lavori.

 

Allora si puo ricordare per esempio che circa 300 ku.s.l. relative ai militari di leva sono scomparsi dal 2008, che le rilevazioni della forza lavoro non sono omogenee in un periodo "così lungo", anche se probabilmente la differenza maggiore la fanno i cassaintegrati; la validità del dato relativo al numero di lavoratori fisici dipende se nei redditi globali di lavoro dipendente sono o meno compresi gli assegni di C.I.G. Penso non lo dovrebbero essere a meno che i contributi a fronte della C.I.G. non fossero computati nel PIL e fossero come accrued e contati quando dispensati come assegni; oppure se i contributi a fronte C.I.G. fossero computati ne reddito e gli assegni dispensati solo nelle retribuzioni lorde ( contribuzione e decontribuzione che sincronizzerebbe il sistema); questo sistema sarebbe invariante per il PIL. Guardando i rapporti retribuzioni redditi (tav a9.1) non mi pare venga fatto nulla di tutto questo. Mi interessa la tua opinione: certo che noi italiani abbiamo istituti "esclusivi" che di certo non sono contemplati dagli standard di contabilità internazionali tipo SEC.

 

 

 

sicuro? 

Osservazione giusta, Aldo. Un motivo in piu' per guardare ai dati micro.

Infatti un altro motivo per cui non sono sicuro e' che ho fatto un inciso da modello superfisso: il livello delle retribuzioni dipende, abbastanza evidentemente, dalle istituzioni del mercato del lavoro.

 

la fetta di reddito che andrebbe al lavoro potrebbe aumentare anche aumentando il numero dei lavoratori del 10% e diminuendo la retribuzione a tutti del 5%.

Abbastanza simile a quello che l'altro giorno Martin Wolf accennava su FT essere successo negli ultimi 2 anni per quanto riguarda i principali paesi Europei, tranne significativamente la Spagna.


A quel punto direi che i consumi aumenterebbero ancora (visto che ci sarebbe meno reddito per lavoratore) e il perfido risparmio ridotto ancora con gran contentezza del keynesiota medio