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Per qualche felafel in più

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Andiamo OT sulle opere decise e condivise dalle principali forze politiche: l'atteggiamento ribellista contro il nucleare in germania è i lunga data, ma alla fine ha vinto. Non è proprio la stessa cosa dei movimenti no-Tav, ma su questi penso che incida anche la sfiducia nella classe politica. Molti pensano che ogni grande opera pubblica sia oltre che un cantiere edile anche un cantiere di mazzette e favori a grandi gruppi industriali. Che volete, quando si ha le mani sporche...

Signori miei, è evidente che la motivazione di qualsiasi comportamento di contestazione delle scelte pubbliche sta nella loro non condivisione, o perché si ritengono sbagliate o perché si diffida della correttezza dei decisori.

Ma il problema non è quello se le scelte pubbliche siano giuste o sbagliate: il problema è se sia lecito impedirne l'attuazione da parte di qualsiasi gruppo di persone che ritenga di coalizzarsi a tale scopo, sia esso un gruppo territoriale, professionale, etnico, religioso, ecc. Nello stato di diritto, quando le scelte sono state compiute secondo le regole, si dà loro esecuzione e chi si era opposto vi si adegua, al massimo le impugna davanti alle corti ...  o promuove un referendum abrogativo, se è ammesso, o vota per l'opposizione.

Le rivolte sono legittime nei confronti dei tiranni, non di governanti eletti, ancorché disonesti o incompetenti.

 

 

La materia è complicata, perché in questo modo si blocca qualsiasi moto ribelle. Mi spiego. In linea di massima sono convinto che i contestatori possano fare solo mosse dimostrative e che non abbiano diritto di bloccare i lavori con la forza, al limite con azioni giudiziare ove ce ne fosse la motivazione. Ma se si ammettono le ribellioni solo contro i tiranni e non contro i disonesti, la differenza etica dove sta. Il tiranno è cattivo perché non rispetta alcuni fondamentali diritti dei cittadini o perché non si sottomette a elezioni democratiche? E al contrario un presidente democratico che si macchia di reati ma nessuno può giudicarlo (non parlo solo di SB perché la faccenda è complicata, piuttosto per esempio di double U Bush). D'altronde anche da queste pagine si leva spesso il grido che il problema in italia è la legalità. Una democrazia senza legalità è una cosa difficile da comprendere. Per me.

Il tiranno se ne sta al potere finché gli pare. GW Bush ha espletato due mandati ed è un ex-presidente.

Mi sembra una differenza fondamentale, a prescindere dalle valutazioni sul merito delle singole persone evocate.

Ho nominato WB per i suoi crimini contro l'umanità e per i sospetti di brogli alla rielezione e perché è parte del mondo occidentale, ma si potevano nominare presidenti eletti che nel mondo sono conosciuti come tiranni: Ahmadinejad, Hamas (non ricordo il nome), Tunisia (appunto, classe politica eletta, corrotta, al potere da anni, nulla cambia...), Russia (per la quale i media occidentali hanno sempre offerto un visione despotistica - Putin è considerato dittatore in fondo), per arrivare giù in fondo ai vari Chavez del mondo.

DI NOTTE TUTTE LE VACCHE SONO GRIGIE. Cerchi di ragionare con la sua testa e di distinguere caso da caso.