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Incompetenti, per fortuna.

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Io temo che sia qualcos'altro, ma non ne posso essere sicuro: supermercati e grandi librerie sono ammanicati con i grandi editori e distributori che hanno interesse monopolistico a ridurre l'offerta libraria per mantenere prezzi piu' altri. Se cosi' fosse, la soluzione sarebbe favorire la concorrenzanella distribuzione, piuttosto che regolare i prezzi. 

a me sembra che nella testa di chi l'ha proposta e pensata, il bersaglio della legge non sia effettivamente amazon, ma la grande distribuzione e i grandi punti vendita: in realtà la legge è stata voluta fortemente proprio dai piccoli editori, http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com , presumo nel loro intento per proteggersi dalla grande distribuzione.

ciò di cui si lamentano i piccoli editori è il fatto che, nonostante il mercato editoriale appaia concorrenziale sia a monte (produzione) che a valle (vendita), in realtà esista una situazione di sostanziale oligopolio nel settore della distribuzione (non nel senso di punti vendita: i distributori sono l'anello di congiunzione tra gli editori e i punti vendita: ogni distributore tratta una serie di editori, e li propone alle librerie attraverso una rete di rappresentanti).

mentre esistono una miriade di case editrici, i distributori sono in effetti pochi (gruppo editoriale mondadori ha la propria rete di distribuzione, rcs lo stesso, poi messaggerie, gruppo giunti, pdt/feltrinelli e poco altro). i piccoli editori si lamentano di 2 cose:

1) una grossa fetta del prezzo di copertina va ai distributori, causa poca concorrenza nel settore distribuzione

2) i grandi distributori di un gruppo che possiede anche una rete retail (feltrinelli e mondadori in  primis) praticano condizioni di favore (a loro parere anti-concorrenziali) alle case editrici del proprio gruppo.*

discorso a parte (imho) per i piccoli librai: in questa dinamica i piccoli librai c'entrano poco, in quanto chiunque sia il distributore per loro il problema sta nelle economie di scala sfavorevoli rispetto ai grossi punti vendita, indipendentemente dalla struttura (concorrenziale o meno) del mercato a monte. almeno i piccoli editori lamentano una mancanza di concorrenza in qualche punto del mercato che giustifichi l'intervento: i piccoli librai invece vengono protetti per se, come i panda.

ciò che non so/non capisco:

a) se amazon si rifornisce direttamente dagli editori, aggirando i gruppi di distribuzione. in questo caso, teoricamente un piccolo editore dovrebbe gioire dell'aumento di concorrenza nel settore distributivo, e non cercare di tarpare le ali ad amazon.

b) non capisco in che senso chi si lamenta per un mercato poco concorrenziale, invece di chiedere più concorrenza richieda invece protezione e ulteriori restrizioni all'offerta. capisco che in italia sia lo sport nazionale, ma fa incazzare lo stesso.

 

*nb. le condizioni di favore sono relative ai prezzi, non alle quantità: non è vero che i piccoli librai sono i canali migliori per accedere alle case editrici di nicchia. a meno che non si tratti di librerie settoriali, c'è una probabilità infinitamente maggiore di trovare un titolo di nicchia in un punto vendita grande (mondadori, feltrinelli, fnac..) che da un piccolo libraio..

 

Quanto spieghi è sicuramente interessante e torna con quanto mi ha raccontato un amico che ha appena aperto una piccola casa editrice.

L'unica differenza tra i piccoli editori e la strada scelta da questo mio amico è che lui si è ingegnato per buttare alle ortiche i distributori facendo alleanze con vari negozi per vendere/offrire i propri libri e vendendo i libri via internet direttamente.

Spero che non me ne vogliano gli amministratori se faccio un mini spot pubblicando il link:

http://www.premioalga.it/descrizione/idea