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No all’economia hamiltoniana degli Eurobonds

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Lodovico, ho approvato l'articolo che mi pare interessante. Devo però dire che trovo un certo ''disconnect'' tra il titolo e il contenuto dell'articolo stesso. Per quel poco che so di storia americana mi pare che tu inquadri bene il problema del dibattito Hamilton-Jefferson, compreso il fatto che Jefferson sembrò cambiare idea sui benefici del potere centralizzato una volta raggiunta la presidenza.

Però, mentre l'articolo discute il trade-off tra centralizzazione e decentralizzazione, il titolo prende esplicitamente parte contro la centralizzazione. Questo secondo me va motivato meglio. Dall'articolo non è ovvio, per esempio, che la scelta hamiltoniana sia stata nefasta per gli Stati Uniti. Il trade-off che presenti per l'Europa (che io riassumerei così: gli eurobond possono o germanizzare l'Italia o italianizzare la Germania; sono utili nel primo caso, nefasti nel secondo) mi pare sia corretto, ma per motivare il tuo titolo è necessario spiegare meglio perché si ritiene più probabile che le cose vadano male.

Per quel poco che conta la mia opinione, io argomenterei proprio a partire dall'esperienza italiana dopo l'entrata nell'euro. I benefici per l'Italia (e la Grecia) in termini di riduzione dei tassi di interesse sono stati enormi, ma è chiaro che gli incentivi al mantenimento della disciplina di bilancio sono stati gravemente insuffficienti. In effetti, è ormai abbastanza chiaro che in Italia e altrove il risparmio derivante dai bassi tassi di interesse è stato usato in buona misura per accrescere la spesa primaria. L'emissione degli eurobond rischia di replicare questa esperienza su scala ancora più grande.

linko un articolo uscito qualche tempo fa che mi sembra ci azzecchi col tema : trade-off tra centralizzazione/decentralizzazione o anche tassipiùbassi/incentivi. Non mi sembra fosse saltato fuori in post precedenti sul tema, ma magari son io che non l'ho visto.


Interessante l'idea di usare l'IVA per finanziare i bond blu, tuttavia proprio grecia e italia sono al top dell'evasione (ed anche spagna e portogallo non scherzano) ed una delle imposte piu' classicamete evase è proprio l'IVA. Anche perché con l'aliquota del 20%, evaderla fa risparmiare un mucchio di soldi.

Penso che sia meglio tassare direttamente il PIL (nel senso di calcolare il contributo di finanziamento al blu bond partendo dal PIL, che contiene già una parte di sommerso stimato) e poi ci pensano i singoli stati a versare la somma.

Ma è presumibile che nessuno stato avrebbe carta bianca nell'emissione di eurobond, e si potrebbe quindi ipotizzare un più occhiuto controllo comunitario sui singoli membri.

E' vero, c'è un disconnect perché la parte sugli eurobonds non è argomentata a fondo.

Partiamo dall'euro, che altro non è l'avere una politica monetaria in comune, che però richiede un certo coordinamento fiscale. I parametri di Maastricht sono stati ultimamente ridicolizzati perché scelti un po' arbitrariamente, però il punto di fondo era che la situazione fiscale dei paesi dell'euro doveva avere una certa sintonia. Partecipare ad una unione monetaria con deficit o debito completamente al di fuori della media era voler farsi del male. Ciampi nel '98 aveva previsto/promesso un rientro sotto il tetto del 60% di debito/pil per il 2010. Le sue simulazioni si basavano su una crescita sostenuta del 3-4% all'anno (probabilmente basandosi sulla crescita artificiale di metà anni '90 causata dalla forte svalutazione della lira). In questi 12 anni bisognava intervenire con una politica pro crescita per far ridimensionare il debito, ma invece si è iniziato a dire che Maastricht non contava più finché non è arrivato il macro shock. In conclusione, l'euro è servito all'Italia per risparmiare sugli interessi senza costi sugli altri membri dell'EMU, ma ciò non toglie che sia rimasta più vulnerabile di altri ad uno shock macro. Lo stato italiano ha avuto tutto il tempo che voleva per far tesoro di questo risparmio sugli interessi, e ridimensionare i suoi numeri (primo di tutti la crescita del Pil, e di conseguenza migliorare anche il rapporto debito/pil). Quindi, io ero e sono favorevole all'euro, ma se uno stato non si assume le sue responsabilità sono affari suoi.

Veniamo all'eurobond, che per me è ben diverso. Anche qui il vantaggio per l'Italia sta nel risparmio sugli interessi. Ora che i numeri sono sull'orlo dell'insostenibilità si può dire agli investitori: "don't worry, perché se gli italiani non ce la fanno a ripagare il proprio debito ora c'abbiamo anche i finlandesi che ce lo garantiscono". Diventa un po' come un'assicurazione, lo spread si abbassa a livelli sostenibili, lo stato italiano risparmia e quindi riesce a pagare, e i finlandesi tutto sommato non devono sborsare nulla. Il problema però è che stai dando ad un tossicodipendente l'ennesima opportunità. In cambio degli eurobonds gli italiani faranno quattro capriole come hanno fatto con Prodi per entrare nell'euro, ci saranno dei sacrifici, delle tirate di cinghia, delle patrimoniali, proprio come nel 1998. Poi, una volta fregati i cugini europei, e una volta istituzionalizzato questi eurobonds chi ce lo fa fare di metterci a dieta quando alla fin fine paga pantalone? Perché una volta che hai l'eurobond hai passato la patata bollente ad un ente europeo che viene garantito da tutta l'Europa. Io mi indebito, e poi paghiamo tutti assieme.

Il parallelo con Hamilton finisce qua perché non è che ha detto agli stati di indebitarsi pure, che dopo garantisce lui con gli US Bonds. La sua mossa era basata sul rafforzare il governo centrale creando quel legame finanziario che ho descritto (un po' come i pensionati si sentono legati allo stato perché pensano che in una cassaforte dell'INPS ci siano dentro 30 anni dei loro contributi in ostaggio...). Poi se gli stati si indebitavano per conto loro non veniva il governo centrale in soccorso, ma si arrangiavano con i loro creditori. Perlomeno mi pare sia così oggi, forse mi sbaglio e magari ci sono stati casi contrari. Il punto è che la mossa di Hamilton mirava a rafforzare una unità politica e non di salvare degli stati indebitati. Allo stesso modo, a lungo andare gli eurobonds non salvano per niente dai vizii italiani, ma li vedo solo come una scusa per continuare un accentramento politico in Europa. A qualcuno puo' piacere e auspica degli Stati Uniti d'Europa. Ok, ognuno ha i suoi gusti, ma non venitemi a dire che serve per risolvere i problemi dell'indebitamento. Forse darà un sollievo temporaneo, ma alla fine è un disincentivo.

gli eurobond sono con tutta evidenza l'ultimo passo verso uno stato europeo. 

per me il punto non è negli eurobond stessi, ma nella forma che avrebbero gli stati uniti d'europa. ci sono molte forme di federalismo.

condizione necessaria è che le attuali istituzioni ue (e penso al consiglio) vengano superate. il potere deve risiedere in istituzioni elette a suffragio universale.